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Salute

Alzheimer: le RSA non possono chiedere i soldi ai pazienti

In un convegno a Ferrara l’avvocato Franchi chiarisce la posizione di Confconsumatori: «Vigiliamo sull’applicazione della legge, non sta a noi modificarla»

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Ferrara, 21 maggio 2014 – Il Comune di Ferrara ha ospitato ieri un incontro organizzato da Confconsumatori, sul tema “Nuovi diritti del malato di Alzheimer e dei suoi parenti: li conoscete?”. Le Residenze Sanitarie Assistenziali pubbliche e convenzionate (RSA), infatti, non possono più chiedere al malato o ai parenti il pagamento della retta di ricovero: sulla questione si è pronunciata la Corte di Cassazione nel 2012 e l’associazione ha già ottenuto diverse sentenze di rimborso delle rette illegittimamente versate.

La prima a prendere la parola è stata la dottoressa Chiara Sapigni, Assessore alla Sanità e ai Servizi Pubblici del Comune di Ferrara, che ha spiegato come Comune sul tema mantenga la posizione di sempre, in conformità con le linee guida della Regione. A introdurre i lavori anche Secondo Malaguti, presidente regionale di Confconsumatori, che ha dichiarato: «Confconsumatori Emilia Romagna ha patrocinato la tesi dell’associazione, sostenuta dallo studio e dai risultati ottenuti dall’avvocato Giovanni Franchi, e già diffusa anche sui giornali».

L’incontro è entrato nel vivo con gli interventi dei due relatori, moderati dalla dottoressa Cristina Pellegrini: l’avvocato Giovanni Franchi di Confconsumatori e la dottoressa Daniela Gragnaniello, Dirigente medico dell’Unità operativa di neurologia dell’Ospedale di Ferrara. La Gragnaniello ha illustrato le numerose attività messe in campo per tutela e la cura dei malati di Alzheimer nell’ospedale di Ferrara.
L’avvocato Franchi, invece, ha chiarito la posizione dell’associazione nei confronti degli Enti pubblici, in tema di Alzheimer: «Ciò che l’associazione dice – ha spiegato Franchi – è che si può smettere di pagare e ottenere il rimborso di quanto già illegittimamente pagato. Le vittorie ottenute lo confermano. Ma il nostro lavoro non è assolutamente volto a creare uno scontro con i Comuni, al contrario vorremmo che i Comuni si facessero portavoce, con noi, del problema alla Regione affinché questa, quale titolare del Servizio Sanitario Regionale, al quale spettano le spese, si faccia carico della questione».

Il ruolo di Confconsumatori è di vigilare sull’applicazione della norma: «Ci rendiamo conto – ha concluso l’avvocato Franchi – che, sotto molti aspetti, la legge in vigore è ingiusta perché non fa distinzioni tra le capacità economiche delle famiglie, non distingue, insomma, tra ricchi e poveri. Ma è il legislatore che deve farsi carico delle modifiche alla legge e di risolvere le piccole e grandi ingiustizie che si stanno verificando anche sul fronte delle rette per il ricovero di anziani non autosufficienti. Siamo consapevoli delle sofferenze delle famiglie coinvolte e il nostro fine non è certo quello di patrocinare cause: Confconsumatori si limita a reclamare, doverosamente, l’applicazione della legge, portando all’evidenza pubblica un problema che riguarda moltissime famiglie italiane».

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Salute

Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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Salute

CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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