Codici: ci sono ritardi e intoppi inspiegabili, a volte la burocrazia è così ligia da non essere facilmente comprensibile

La situazione occupazionale italiana è di per sé disastrosa, la disoccupazione giovanile poi, si attesta al 40,1% e con questa penuria di posti di lavoro ci si permette anche di porre ostacoli burocratici, che inevitabilmente portano le aziende che provano ad investire in Italia a rinunciare.

Amazon, una delle maggiori aziende al mondo di commercio elettronico, era pronta ad aprire un nuovo polo di logistica in provincia di Rieti con l’assunzione a tempo indeterminato di 1.200 persone.

Penuria di posti di lavoro e aziende che vogliono investire in Italia: parrebbero un connubio perfetto, invece la burocrazia le blocca o scoraggia per un cavillo burocratico. Quest’ultimo da imputare alla lentezza della città metropolitana di Roma Capitale.

Insensata peculiarità del nostro Paese quella di non agevolare chi ci offre ancora una chance, è già capitato altre volte che dei colossi internazionali abbiano rinunciato ad investire in Italia a causa della burocrazia.

Codici chiede l’intervento della Raggi: qualora ci fossero degli ulteriori ritardi, si rimuovano i funzionari dai loro incarichi.

Questi ragazzi vedranno i loro stipendi slittare a dopo l’estate, invece che poterne beneficiare a partire dal 1° agosto, a causa dei ritardi e della lentezza dell’amministrazione.

Si prendano provvedimenti, affinché questi rallentamenti non diventino infiniti e la speranza di un lavoro per i giovani già reclutati da Amazon non sia una irraggiungibile chimera.