Il legislatore ha scritto finalmente la parola fine all’odioso fenomeno dell’anatocismo bancario. Con l’entrata in vigore della legge di stabilità 2014 – spiega Comitas, l’associazione delle piccole e microimprese italiane – le banche dovranno adeguarsi alla nuova disposizione che ha modificato l’art. 120 TUB stabilendo che, con riferimento ai rapporti bancari, gli interessi maturati (siano essi creditori che debitori) non possono produrre ulteriori interessi. Ne discende quindi che gli interessi devono essere calcolati solo sulla quota capitale.
La norma dovrebbe avere effetto anche sulla eventuale produzione di interessi delle rate di finanziamenti e mutui con passaggio in conto corrente e carte revolving. Questo intervento legislativo mette la parola fine ad una prassi imposta per anni dagli istituti di credito, che ha danneggiato economicamente le piccole imprese aggravando i costi bancari a loro carico, e accoglie numerose pronunce giurisprudenziali – spiega Comitas – Ora è necessario verificare con attenzione la situazione dei propri rapporti di conto corrente e far valere i propri diritti verso le banche. Per tale motivo ci mettiamo a disposizione dei piccoli imprenditori, analizzando i rapporti bancari e fornendo assistenza legale per intentare azioni verso quelle banche che non si adegueranno alle nuove disposizioni, o che introdurranno nuovi costi per le imprese allo scopo di recuperare i minori introiti derivanti dalla fine dell’anatocismo.