Parma, 5 novembre 2015 – In questi giorni gli sportelli di Confconsumatori ricevono molte richieste da parte di cittadini che si sono trovati tra le mani una comunicazione da parte di Unicredit in materia di anatocismo. La nota è stata inviata dalla Banca a seguito del provvedimento inibitorio del Tribunale di Milano che, accogliendo la richiesta dell’associazione Movimento Consumatori, ha imposto a Unicredit di comunicare ai propri clienti e alla cittadinanza (tramite i quotidiani nazionali) il contenuto dell’ordinanza, con la quale il Giudice ha inibito alla banca «Qualsiasi ulteriore forma di anatocismo degli interessi passivi con riferimento ai contratti di conto corrente già in essere o che verranno in futuro stipulati con consumatori, nonché di predisporre, utilizzare e applicare clausole anatocistiche nei predetti contratti».

 

Confconsumatori comunica che si stanno moltiplicando le pronunce di condanna delle Banche che hanno agito in modo analogo ad Unicredit e, anche alla luce di questo, ben 12 associazioni dei consumatori hanno presentato un documento alla Banca d’Italia, con il quale chiedono di attuare nella delibera del CICR (Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio) l’articolo 120 Tub che dal 2014 vieta l’anatocismo bancario.

 

La recente pronuncia del Tribunale di Milano non fa che ribadire il divieto di anatocismo sancito dalla Legge di Stabilità 2014 (in vigore dall’1 gennaio 2014) e confermato dalla Cassazione.

 

«In attesa dell’emanazione della delibera del CICR, che ci auguriamo accolga integralmente la richiesta delle associazioni, – commenta la Presidente di Confconsumatori Mara Colla l’unica cosa certa è che i consumatori che si sono visti applicare illegittimamente interessi passivi dal 1° gennaio 2014, possono chiedere al proprio istituto di credito la restituzione del maltolto e Confconsumatori, da tempo attiva sull’argomento, ha già avviato diverse azioni in questo senso attraverso i propri sportelli territoriali».