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Andate in vacanza? Attenzione non ditelo sui social network

Di Konsumer Italia: tempo di furti in casa Pillole di autodifesa

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L’estate, oltre al bel tempo ed alle vacanze, porta con sé anche l’aumento dei furti nelle abitazioni, fenomeno, insieme al furto delle auto, che in questi ultimi anni è andato via via crescendo con l’aumentare della crisi economica. Difendersi dai ladri non è facile e spesso sembra di aver perso questa battaglia già in partenza, in realtà se siamo davanti al “professionista” la lotta è impari, però la maggior parte di questi furti è portata a termine da ladri tutt’altro che professionisti, spesso da zingari o disperati all’ultima spiaggia. Già riuscire a rendere più difficile l’accesso può avere l’effetto di deterrenza necessario a salvare i propri beni. Va anche tenuto presente che oltre le abitazioni individuali, gli appartamenti più a rischio sono quelli degli ultimi piani e quelli ubicati nei primi due piani dei condomini, quindi proteggere gli accessi con delle grate e porte blindate è già un primo passo verso una parziale sicurezza. Poi la serratura: va preferita certamente quella a cilindro europeo, molto più sicura degli altri modelli in commercio.

Se poi pensate di rimanere lontani da casa solo per pochi giorni, lasciate una piccola luce accesa all’interno, o per l’esterno potete provare a far installare un piccolo dispositivo dotato di timer, programmabile per l’accensione e lo spegnimento durante gli orari da voi stabiliti: questo renderà più viva la casa lasciata incustodita.

Certamente un impianto di allarme antintrusione (se ne trovano anche di relativamente economici) può avere la sua utilità, ma attenzione a dove si istallano sirena ed i fili di alimentazione: posizionarli a vista o facilmente accessibili rende estremamente facile la loro neutralizzazione. Un’attenzione particolare deve essere posta nella scelta dell’istallatore, qui la professionalità e la conoscenza reputazionale dell’operatore giocano un ruolo veramente importante. Se non avete già installato un sistema di videosorveglianza, sul mercato è possibile trovare alcuni dispositivi(webcam), con cui verificare da remoto quello che sta accadendo fra le vostra mura domestiche utilizzando Pc e la connessione internet. 

 Prima di partire conservate in un luogo sicuro come ad esempio una cassaforte tutti i documenti che non porterete con voi durante la vacanza e gli originali di contratti, ricevute e altro.

 Fate un inventario degli oggetti di valore che avete in casa, se possibile fotografateli: una soluzione che potrebbe tornarvi utile in caso di furto soprattutto se avete contratto una polizza con una compagnia di assicurazione e comunque saranno utili per dare alle forze dell’ordine elementi certi di identificazione di quanto asportato.

 Attenzione alla cassetta delle lettere: se rimanete lontani da casa a lungo, chiedete a qualcuno di ritirare la posta per voi, una cassetta che va riempiendosi è un buon indicatore della vostra assenza.

 Infine usate Facebook o Twitter? Non condividete sui social network ogni momento della vostra vacanza a partire dalla partenza: i ladri non sono meno tecnologici di noi, usano anche questi strumenti per studiare al meglio l’obiettivo dei propri furti.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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