«Applicato un sovrapprezzo generico e indefinito» Enel Energia condannata per mancanza trasparenza; rimborsata piccola impresa

Roma, 14 novembre 2013 – Una fattura esorbitante ed ingiustificata: Confconsumatori ha ottenuto, per una piccola impresa pugliese, una vittoria molto importante, soprattutto per la motivazione della condanna.

Il Giudice di Pace di Roma ha, infatti, dichiarato integralmente nulla una fattura di importo esorbitante (oltre 1500 euro) emessa da Enel Energia, per mancanza di prova del credito richiesto, oltre che per mancata trasparenza del contratto stipulato tra le parti. Si legge nella sentenza: «Enel, a suo piacimento, ha inteso applicare un sovrapprezzo generico e indefinito. La fattura, quindi non è riscontrabile e va annullata». Oltre alla nullità della fattura, il Giudice ha disposto anche il rimborso delle spese di lite e di 100 euro per le spese stragiudiziali.

«La società fornitrice dell’energia – spiega l’avvocato Alessandra Taccogna, che ha difeso in giudizio la microimpresa – ha fornito spiegazioni non sufficienti a giustificare l’importo della fattura esorbitante, mostrando conteggi incomprensibili, come spesso accade. Questa sentenza rappresenta, quindi, un passo importante nella lotta contro le fatture esagerate ed anomale, emesse nei confronti dei consumatori, che non devono sentirsi obbligati a pagare quando non ci sono prove sufficienti a chiarire l’esattezza di quanto preteso».

«Non tutti sanno che oggi anche le microimprese godono della stessa tutela dei singoli consumatori di fronte a pratiche sleali,, in virtù del Decreto Monti 1/2012afferma Mara Colla, Presidente nazionale di ConfconsumatoriDa qui un rinnovato impegno per la tutela di cittadini e microimprese che subiscono comportamenti vessatori».