Un altro sopruso delle compagnie telefoniche ai danni dei consumatori è stato combattuto e vinto. Durante tutto il 2014, Konsumer, altre Associazioni dei consumatori e tantissimi utenti hanno denunciato la fornitura non richiesta, e il relativo addebito da parte del proprio operatore sul credito telefonico della sim, di servizi premium a sovrapprezzo (quali giochi e video) accessibili durante la navigazione anche solo sfiorando inavvertitamente un banner o un pop up. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha finalmente irrogato ai quattro principali operatori del settore delle comunicazioni mobili sanzioni per un totale di 5 milioni di euro: 1.750.000 euro ciascuno per Telecom e H3G, e 800.000 euro ciascuno per Wind e Vodafone, “per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile. Nei confronti di H3G, in ragione dei rilevanti effetti delle condotte attuate, è stata disposta anche la pubblicazione di un estratto del provvedimento”. L’ex Direttore de Il Salvagente Riccardo Quintili pensa che «esaurita l’immancabile serie di ricorsi dei gestori, e confermata la condanna, questi soldi dovrebbero tornare a quei consumatori (e sono molte migliaia) tartassati da tali prelievi forzosi». Secondo l’Antitrust, i gestori hanno ingannato i clienti due volte: prima non avendo fornito alcuna informazione sul fatto che la sim card fosse preabilitata a ricevere i servizi a sovrapprezzo, mentre invece «sarebbe possibile salvarsi da questi piccoli salassi attivando un blocco selettivo» − continua il Direttore; in secondo luogo perché hanno attivato automaticamente i servizi, e li hanno fatturati, senza qualsiasi autorizzazione da parte del cliente (e senza alcun controllo sulla attendibilità delle richieste di attivazione provenienti da soggetti quali i fornitori di servizi estranei al rapporto negoziale fra utente e operatore). Il Presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti alza la voce ed esige un netto cambio di rotta: «Basta alle selezioni automatiche e basta agli illeciti arricchimenti. Come Ivass ha di fatto obbligato i preventivatori RC Auto on line a predisporre maschere di scelta per le garanzie accessorie, che gli utenti possono selezionare volontariamente, così i gestori di telefonia (con i quali si firma un contratto per avere un servizio preciso che è la linea telefonica mobile o l’accesso ad internet, e non altro), devono allestire sistemi che siano prescelti direttamente dall’utente ed in cui sia chiaramente esposto che danno luogo a servizi a pagamento». All’Agcom, che dovrà regolare questa situazione, Riccardo Quintili ricorda come in passato «le maxibollette gonfiate dai “70X” terminarono quando si inserì il blocco automatico di quelle numerazioni. Una soluzione all’apparenza semplice: perché non ripercorrerla e cercare strade più tortuose?».