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Antitrust: «Serve una regolazione intelligente sulla concorrenza per favorire le Pmi»

Su 27 casi, in 15 Palazzo Chigi ha impugnato le leggi regionali di nuova adozione e in 9 la Corte ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale.

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“Se è vero che la concorrenza favorisce la crescita economica, le piccole e medie imprese sono quelle che soffrono di più la mancanza di una regolazione intelligente poiché risentono in misura maggiore del peso non solo degli oneri finanziari diretti, ma anche dei cosiddetti oneri informativi che ne minano la competitività”. L’ha dichiarato il presidente dell’Autorità Antitrust, Giovanni Pitruzzella, intervenendo al convegno su “Qualità delle regole e competitività delle Pmi”, organizzato oggi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. L’Italia, come ha ricordato il Garante della concorrenza e del mercato, conta un numero di microimprese notevolmente superiore alla media europea. Nel 2013, ne sono nate più di 384mila, contro le 371mila che hanno interrotto l’attività, con un saldo attivo di 13mila aziende pari a “un aumento modesto ma incoraggiante” dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Questi dati confermano, a giudizio di Pitruzzella, che le piccole e medie imprese sono “un importante volano per lo sviluppo e la crescita dell’economia”. Il presidente dell’Agcm ha affermato poi che “in molte occasioni l’Autorità ha rilasciato pareri alla Presidenza del Consiglio ai fini dell’impugnativa di norme regionali restrittive della concorrenza dinanzi alla Corte costituzione”.

Su 27 casi, in 15 Palazzo Chigi ha impugnato le leggi regionali di nuova adozione e in 9 la Corte ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale. Si trattava, per la maggior parte, di vincoli agli orari di apertura e chiusura dei negozi, limitazioni ingiustificate all’apertura di grandi strutture di vendita, obblighi di fissare la sede legale in un determinato territorio o di rispettare le distanze minime e ancora di affidamenti senza alcun limite temporale di durata. “L’Autorità –a concluso il Garante Antitrust – potrebbe fornire un apporto qualificato alle amministrazioni sulla corretta implementazione dell’analisi di impatto concorrenziale della regolazione, analogamente a quanto già sperimentato nel Regno Unito, mediante un suo maggiore coinvolgimento nei processi di rule making”. Questa collaborazione, secondo Pitruzzella, dovrebbe essere anticipata alla fase in cui la regola in questione è ancora una proposta, in modo da valutare preventivamente “l’impatto che le regolazioni esistenti e quelle di nuova adozione esercitano sulla concorrenza”.
Il testo dell’intervento è pubblicato sul sito dell’AGCM

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Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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