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Antitrust| Supermulta da 109 milioni a Enel e Acea

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Nella riunione del 20 dicembre 2018 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per oltre 93 milioni di euro il gruppo Enel e per oltre 16 milioni di euro il gruppo Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela, servizio destinato a essere eliminato entro il 1° luglio 2020 con la piena affermazione di un unico mercato nazionale della vendita di energia elettrica completamente liberalizzato. Nella stessa riunione l’Autorità ha anche valutato le condotte commerciali del gruppo A2A negli stessi mercati, non riscontrando tuttavia elementi probatori sufficienti per  accertare l’infrazione anche nei confronti di tale operatore.

L’Autorità aveva avviato nel maggio 2017 i tre distinti procedimenti istruttori nei confronti delle imprese del gruppo Enel, del gruppo A2A e del gruppo ACEA, a conclusione dei quali è emerso che tanto il gruppo Enel quanto il gruppo ACEA hanno sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti  dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di “traghettamento” della clientela già rifornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero.

In particolare, l’istruttoria ha accertato che sia Enel -almeno a partire dal gennaio 2012 e almeno fino al maggio 2017-, sia Acea -almeno dal 2014 e fino a tutto il 2017- hanno raccolto i consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e hanno poi utilizzato tali liste “consensate” per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero. Poiché nessuno dei concorrenti è in grado di replicare -nelle aree in cui i due gruppi svolgono in esclusiva il servizio di maggior tutela- la descritta operazione, essa risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi già godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda. 
Inoltre, in merito al gruppo Acea, il procedimento ha altresì evidenziato come, nella definizione delle proprie strategie commerciali, ACEA Energia si sia avvalsa anche di una serie di informazioni privilegiate e dettagliate sull’andamento delle quote e sul posizionamento dei concorrenti nelle aree geografiche in cui il gruppo svolge il servizio di distribuzione, fornite dalla società di distribuzione ARETI.

Tali condotte risultano idonee ad alterare le dinamiche competitive nei confronti dei venditori non integrati, che non posseggono le stesse prerogative ma che necessitano anch’essi, per competere, di rivolgersi al bacino della clientela tutelata. Quest’ultima infatti in Italia rappresenta ancora oltre il 60% della clientela domestica e quasi il 50% di quella non domestica in bassa tensione (ARERA, Monitoraggio Retail 2017 – 596/2018/I/com).

Inoltre, dal momento che il legislatore, in vista della abolizione della maggior tutela, ha previsto che vengano adottati “meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato”, le condotte abusive accertate hanno anche l’effetto di sottrarre illegittimamente all’azione di tali meccanismi la clientela tutelata che in esito alle stesse viene acquisita come clientela sul libero mercato.

Nel corso dei procedimenti, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust  della Guardia di Finanza.

Roma, 8 gennaio 2019

http://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2019/1/Liberalizzazione-della-vendita-di-energia-elettrica-sanzionati-con-complessivi-109-milioni-di-euro-i-gruppi-Enel-e%20Acea-per-condotte-abusive-ed-escludenti-dei-concorrenti

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Ufficio Stampa
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
P.zza G. Verdi, 6/A
00198 Roma – tel. 06 85821.842
ufficio.stampa@agcm.it

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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