Stiamo parlando della vicenda delle procedure di assegnazione dei fondi europei alle associazioni antiracket (pon sicurezza), su cui sta indagando la Corte dei Conti di Napoli. Al centro dell’indagine c’è la Fai di Tano Grasso, che su 13 milioni si è accaparrata la fetta più grossa, quasi 7 milioni.
Il sospetto dei Magistrati contabili è che l’iter per l’assegnazione di questa pioggia di denaro pubblico sia stata poco trasparente e che i criteri utilizzati siano stati arbitrari, con il risultato di favorire poche associazioni “amiche”, a discapito delle tante realtà operanti in questo settore.

Codici si è rivolto al Commissario per il Coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Elisabetta Belgiorno, per avere in merito un’opinione autorevole e pertinente. Ma il silenzio è stato assordante. Il Prefetto ha infatti rifiutato di rilasciare interviste dal vivo o commenti scritti sul tema.
L’Associazione aveva già avanzato perplessità sul livello delle attività, se così si può dire, del Commissario, sottolineando la mancanza di incisività delle sue azioni nel contrasto al fenomeno del racket e dell’usura. Oggi, il silenzio nei confronti della questione dei fondi del pon sicurezza risulta ancor più imbarazzante, vista l’importanza che la questione riveste anche per tutti quei cittadini vittime dell’estorsione e dell’usura.

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