ROMA, 23 OTTOBRE 2013 – “La firma del decreto che fissa norme certe per le bioraffinerie in grado di produrre biocarburanti di seconda generazione (con tecnologie no food, in cui l’Italia è all’avanguardia) rappresenta un passo avanti nella adozioni di provvedimenti che hanno risvolti positivi per lo sviluppo nel nostro paese dell’energia da fonti rinnovabili, della mobilità sostenibile e, più in generale, della green economy. Nel contempo il Coordinamento FREE sottolinea i limiti di questo provvedimento, che è orientato a promuovere le bioraffinerie solo nella direzione della produzione di biocarburanti di seconda generazione. Il decreto, infatti, non considera la bioraffineria anche come luogo di produzione di biopolimeri, biolubrificanti, fitofarmaci, coloranti e non privilegia la bioraffineria di qualità, che, deve essere legata ad un distretto agricolo vocato alla produzione di quella specifica biomassa”. Così Gian Battista Zorzoli, portavoce del Coordinamento FREE, Fonti rinnovabili ed Efficienza energetica, che raccoglie 35 associazioni italiane del settore, a seguito della firma del Decreto sulla regolamentazione delle bioraffinerie.

“Il Coordinamento FREE ricorda altresì che non ha ancora visto la luce un decreto analogo, per consentire lo sviluppo parallelo del biometano, pur essendo di fatto giunto al termine del suo iter procedurale e malgrado tutte le sollecitazioni. Poiché la diffusione della mobilità sostenibile rappresenta un fattore essenziale per il raggiungimento di una low-carbon economy, il Coordinamento FREE considera indifferibile l’emanazione di tutte le misure necessarie a consentire la competizione/cooperazione fra le diverse soluzioni tecnologiche già disponibili o in via di sviluppo: efficientamento energetico, biocarburanti, biogas, veicoli ibridi ed elettrici. Chiediamo pertanto al Governo di completare i provvedimenti necessari allo sviluppo armonico di tutte le filiere della green economy, a partire dalla immediata pubblicazione del decreto sul biometano”.