Le arance sono buonissime e utili, specie in questa stagione. Ma quanto sono care? Nella grande distribuzione il loro prezzo al chilo varia fra 1,30 e 1,50 euro. Un’enormità rispetto a quello con cui gli agricoltori riescono a piazzarle sul mercato: circa 0,15-20 centesimi al chilo.
Su un campione di 10 produttori censiti da CODICI nella zona di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, la maggiorazione che pesa tutta sulle tasche dei consumatori oscilla fra il 1500-2000% dal costo iniziale.
“La colpa di questo surplus spropositato è della filiera lunghissima, costituita da troppi intermediari. Solo il trasporto aggiunge il 70% mentre la grande distribuzione il 60%. Per colpa dei costi elevati e il generale calo dei consumi, i produttori sono costretti a buttare le arance che restano invendute”, commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele Responsabile Affari Istituzionali.
“Senza poi dimenticare che se si vuole ordinare una spremuta al bar, il prezzo sale almeno a 2,50 euro. Se consideriamo che mediamente servono due arance ovvero 500 gr capiamo quanto rincaro il consumatore è costretto a sobbarcarsi”.
“La soluzione potrebbe essere l’incentivazione della filiera corta tramite il commercio via internet delle arance e una logistica territoriale volta al risparmio”.