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ARERA in proroga: ha prodotto quasi 200 delibere, +27% dell’anno precedente

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Oggi l’audizione di Guido Bortoni(e Valeria Termini), in rappresentanza del collegio uscente ARERA, davanti la Commissione speciale per l’esame degli atti del Governo.

Sono stati ascoltati i due rappresentanti dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), nell’ambito dell’esame del DL 30/2018: Misure urgenti per assicurare la continuità delle sue funzioni. 

Si sono arrampicati sugli specchi su tutto, ma quello che conta è che i conti non tornano.

Abbiamo fatto un esame oggettivo, anzi numerico,  degli atti dell’autorità negli ultimi 60 giorni.

La prorogatio concessa all’Arera prevedeva:

……., come indicato dal parere 5388/10, il Collegio dell’Autorità continui ad operare, esercitando le proprie funzioni limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione ed a quelli indifferibili ed urgenti…..

Nei 60 giorni di prorogatio, come evidenziato nelle tabelle sotto, l’Arera ha prodotto più delibere e documenti di consultazione rispetto alla media di quando era in carica con i pieni poteri.

Inoltre vi è una forte accelerazione verso la fine del periodo di prorogatio, quando si passa dalle 8 delibere delle prime due riunioni alle 41 dell’11 aprile per poi riscendere a zero il 19/04.

Questo come a voler approvare il più possibile provvedimenti che poi condizionassero le future scelte del nuovo Collegio?  Le delibere dell’11/04 addirittura sono state anticipate di un giorno poichè era l’ultimo giorno della prima prorogatio. Stranamente nella riunione del 19/04, la prima che cade sotto la nuova prorogatio, l’attività si sospende con “0” , quasi come se non si aspettassero una nuova proroga.

Tabella con numero di delibere

riunione quando num delibere
1007 15/02/2018 8
1008 22/02/2018 8
1009 01/03/2018 24
1010 08/03/2018 20
1011 15/03/2018 17
1012 29/03/2018 33
1013 05/04/2018 37
1014 11/04/2018 41
1015 19/04/2018 0
totale 188

Tabella numero delibere per settore

durante la prorogatio
8 riunioni
nel 2017, 50 riunioni
Settore numero
delibere
a riunione
numero
delibere
numero
delibere
a riunione
numero
delibere
rif Rifiuti 0,6 5 0,0 0
efr efficienza energ. e fonti rinnovabili 0,5 4 0,6 29
gas Gas 5,5 44 3,8 192
eel energia elettrica 11,3 90 8,9 446
com energia elettrica e gas 2,0 16 1,4 71
idr Idrico 0,8 6 2,0 100
Rht robin hood tax 0,0 0 0,0 2
Tir Teleriscaldamento 0,0 0 0,2 9
settore non assegnato 2,9 23 1,6 79
tot Totale 23,5 188 18,6 928

 

Tabella numero delibere per macroarea

durante la prorogatio
8 riunioni
nel 2017, 50 riunioni
macroarea numero
delibere
a riunione
numero
delibere
numero
delibere
a riunione
numero
delibere
A Amministrazione 2,1 17 1,1 53
C Contenzioso e arbitrati 0,4 3 0,7 34
E Enforcement e consumatori 6,3 50 4,9 245
I Istituzionale 0,6 5 0,6 29
R Regolazione 10,6 85 9,2 459
S Procedimenti sanzionatori 2,9 23 1,7 86
Rds Ricerca di sistema 0,6 5 0,4 22
tot totale 23,5 188 18,6 928

 

 

 

N.B. in regime di prorogatio, l’Arera ha deliberato molto di piu che nel 2017 (+27%!!) e non certo per il fatto di aver avuto un settore in più: sui rifiuti ha fatto solo 5 delibere

Ci sono inoltre, 8 documenti di consultazione (1 per riunione), di cui è veramente difficile spiegare la ratio di ordinaria amministrazione e urgenza.

Venendo nello specifico, sulle 17 delibere della macroarea Amministrazione, 5 sono di promozioni o aumenti di stipendio :

201/2018/A: Determinazioni in merito al processo valutativo del personale dell’Autorità valutato dalla Struttura per l’anno 2017;

202/2018/A: Determinazioni in merito al processo valutativo del personale dell’Autorità valutato dal Collegio per l’anno 2017 (gratifiche e progressioni incarichi apicali);

203/2018/A: Determinazioni in merito al processo valutativo del personale dell’Autorità valutato dal Collegio per l’anno 2017 (progressioni direttori);

204/2018/A: Determinazioni in merito al processo valutativo del personale dell’Autorità valutato dal Collegio per l’anno 2017 (progressioni funzionari);

205/2018/A: Promozioni nella qualifica di direttore conseguenti agli esiti del processo valutativo 2017;

Erano proprio necessarie in regime di prorogatio? Queste delibere sono state pubblicate nel sito dell’Arera ma senza l’allegato (le prime 4), quindi con poca trasparenza.

Sempre a titolo di esempio, erano urgenti e di ordinaria amministrazione i seguenti documenti di consultazione? Di solito l’Arera da il suo indirizzo proprio nei documenti di consultazione. Vediamole:

  • 114/2018 sulla Revisione dei processi di definizione dei rapporti commerciali tra utenti del bilanciamento e utenti della distribuzione. Revisione dei processi di conferimento della capacità ai punti di riconsegna della rete di trasporto
  • 115/2018 Orientamenti in merito alla definizione della remunerazione spettante ai produttori di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili nelle isole minori non interconnesse
  • 155/2018/R/gas Introduzione di meccanismi incentivanti per l’erogazione dei servizi di stoccaggio
  • 182/2018/R/gas Metodologia dei prezzi di riferimento e criteri di allocazione dei costi relativi al servizio di trasporto del gas naturale per il quinto periodo di regolazione – Orientamenti iniziali

 

 

Sempre a titolo di esempio la delibera 148/2018/R/gas è stata fatta in prorogatio e l’Arera ha aspettato quasi 10 anni sulle tariffe del 2009.

In ogni caso con esempi del genere si potrebbe continuare ancora, ma il vero dato di fatto è che l’Arera è un mostro burocratico, nel peggiore  stile italico (998 delibere in un anno).

Nonostante questa iper attività, l’Italia rimane il mercato più illiquido per energia elettrica e gas, i consumatori non sono tutelati e vengono scaricati su di loro ogni tipo di fallimento del mercato e quelle aziende che vogliono operare in modo positivo sono oberate da una serie di lacci e lacciuoli che non è per niente servito a colpire chi invece operava facendo contratti truffa.

Inoltre, in Italia diventa difficilissimo che un investitore straniero possa investire nel mercato interno, ci sono ostacoli regolatori , non per ultimo ma fondamentale, il sito internet della’autorità italiana è l’unico a non essere tradotto interamente in Inglese.

Se pensiamo ad un investitore estero, la prima cosa che dovrà fare è assumere una schiera di traduttori è detto che riescano nemmeno a tradurre quello che esce fuori da delibere, incomprensibili e spesso eccessive.

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Rc auto: polizze negli ultimi 5 anni più care del 23,3%. Ancora elevato il divario Nord/Sud

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L’Ivass rende noti oggi i dati relativi all’andamento delle polizze rc auto nel 2018.

Secondo l’Autorità, negli ultimi 5 anni il prezzo medio della rc auto sarebbe sceso del 19,5%. Un dato decisamente lontano dalla realtà che emerge dalle nostre rilevazioni: secondo il monitoraggio dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze rc auto nelle principali città italiane (sia nei piccoli che nei grandi centri), dal 2013 al 2018 l’aumento è stato di 132,75 Euro annui, pari al +23,3%.

Per un veicolo di cilindrata 1.200, il costo medio delle polizze nel 2018 risulta pari a di 731,34 Euro annui (per un 50enne in 1 classe).

Nonostante la nota dell’Ivass indichi come si sia ridotto il differenziale tra la provincia di più alto costo e quella con il costo più basso, a noi risultano ancora importanti differenze nelle polizze: basti pensare che i costi applicati al Nord sono meno cari del 53% rispetto a quelli del Sud; mentre quelli del Centro sono meno cari rispetto al Sud del 35%.

Ci auguriamo sia solo questione di tempo prima che la maggiore concorrenza affermata dall’IVASS dia i suoi frutti, azzerando completamente questo intollerabile divario: da troppi anni, infatti, gli automobilisti al Sud sono vessati da tariffe ingiustificabili, che incidono in maniera pesante sulle proprie condizioni di vita. È importante rilevare, inoltre, come i costi delle polizze rc auto in Italia siano ancora elevati rispetto alla media europea. Sarebbe importante, in tal senso, un intervento del Governo per riformare il settore all’insegna dell’equità e della competitività.

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MERCATONE UNO Adiconsum ha incontrato il Viceministro dello Sviluppo Economico, Dario Galli.

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nella foto da Sx: Luigi Gabriele (Public Affairs Adiconsum), Andrea Di Palma (Segretario Nazionale Adiconsum), Dario Galli (Viceministro Mise) e Carlo De Masi (Presidente Adiconsum)

Adiconsum al Viceministro:
tutelare anche i circa 20.000 consumatori coinvolti nella vicenda,
adottando le soluzioni stragiudiziali più opportune
20 giugno 2019
 – Si è svolto oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro chiesto da Adiconsum in merito alla vicenda Mercatone Uno, che vede coinvolti circa 20.000 consumatori.

Nell’incontro, svoltosi in un clima di cordialità e di ascolto e tenutosi alla presenza, per il Mise, del Viceministro Dario Galli, il Presidente di Adiconsum nazionale, Carlo De Masi, si è fatto portavoce delle preoccupazioni dei consumatori che si sono rivolti alle sedi territoriali dell’Associazione.

Essi, infatti, pur avendo saldato o versato un acconto a Mercatone Uno non hanno ricevuto la merce; inoltre, ai sensi della procedura fallimentare, risultano essere iscritti sì come creditori, ma chirografari, gli ultimi cioè nella lista dei creditori, senza avere la certezza di ottenere un eventuale ristoro.

Pertanto, Adiconsum ha chiesto al Viceministro l’apertura di un tavolo per la ricerca di soluzioni stragiudiziali che permettano di offrire un ristoro ai consumatori, auspicabilmente senza dover ricorrere ai costi elevati e ai tempi lunghi della giustizia ordinaria, a cominciare da quelle famiglie che versano in situazioni di grave disagio economico. 

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Economia Circolare, ecco i 140 nuovi bimbi eroi SalvaPianeta

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ECONOMIA CIRCOLARE

Progetto “CresciAMO Circolare” di Adiconsum,
in collaborazione con Eni, CONOE, HortoMio e Sfera Agricola

Incontro con la Scuola dell’infanzia “Falcone e Borsellino”
Nominati oggi altri 140 bambini “supereroi del pianeta
20 giugno 2019 – Si è svolto oggi, giovedì 20 giugno 2019, l’incontro con i bambini della Scuola dell’Infanzia “Falcone  e Borsellino” di Roma.

L’incontro, che rientra nel percorso individuato dal progetto ADICONSUM   “CresciAMO Circolare”, con il sostegno di Eni e la partnership del Consorzio per la raccolta degli oli esausti CONOE, della società HortoMio e di Sfera Agricola, ha portato alla nomina di altri 140 bambini  “supereroi del pianeta”, oltre ai primi 100 nominati per le IV classi nell’incontro del 29 maggio scorso.

Nell’incontro di oggi, Adiconsum ha insegnato ai bambini dai 3 ai 5 anni come ridurre i rifiuti e come fare la raccolta differenziata, toccando tutte le varie sfaccettature che questa operazione richiede: dal conferimento degli abiti usati e difettati all’umido, al rifiuto secco, alla plastica, agli olii esausti.

Con questo progetto, ci poniamo l’obiettivo di insegnare ai bambini l’importanza della raccolta differenziata per la costruzione di un’economia circolare per vivere in un mondo più pulito e meno inquinato.

Per queste delicate tematiche, Adiconsum sta chiedendo da tempo ai decisori nazionali e agli enti locali di gestire in maniera integrata e circolare i rifiuti di ogni tipologia.

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