Seguici su

Soldi

Arriva la moneta complementare per uscire dalla crisi. Un credito in 24 ore. Ok da Consumerismo.it

Crevit è un’unità di conto, denominata “moneta” complementare per universalità di comprensione, che si propone come opportunità di credito e di maggiore immediata liquidità per aziende e privati favorendo:

– il ritorno all’economia reale,
– il risparmio di costi e di liquidità,
– la crescita del potere d’acquisto,
– una maggior semplicità e rapidità di scambi di beni e servizi,
– la nascita di un circolo virtuoso di vendite/acquisti a tutti i livelli.

Pubblicato

il

In principio fu il Monopoli ma era solo un gioco, poi vennero i numerosi talk show televisivi, poi con il Web arrivò il BitCooin, Amazon coin ma ancor prima tutte le monete in crediti di giochi on line e scommesse virtuali.

Ma siamo sicuri che solo loro sono virutali, perchè in fondo in fono dare una valore di 500€ a un pezzo di carta che ne vale 10cent, oppure accreditare virtualmente da una banca somme di denaro su un conto corrente senza avere mai toccato la banconota sia reale?
Molti si sono dimenticati che la moneta in quanto tale esiste solo dal 7°secolo a.c. ad opera dei Lidi.
Abbiamo ricevuto questo comunicato e non possiamo non sposare queste iniziative che in tempo di crisi sono sempre apprezzate. In fondo se l’euro non è una moneta tradizionale e non è coperta da riserve auree o come si dice senza Stato, chi vieta ad altri di poter fare la propria moneta e di farla circolare secondo i criteri economici reali?

Crevit non è convertibile in denaro ed è utilizzabile solo all’interno del Circuito tra aderenti titolari di Conto Crevit.
“1 Crevit” ha valore convenzionale di “1 Euro”.

Crevit è un progetto etico in quanto si propone di favorire la sostenibilità economico-sociale in forma trasparente, che non si contrappone in alcun modo al sistema bancario ma lo integra “dal basso” con l’obiettivo di intervenire attivamente nella crisi economica aiutando concretamente privati ed aziende a ridurre le crisi di liquidità, le eccessive dilazioni di pagamento, le insolvenze.
Per contribuire ad una rapida rinascita dell’economia reale.

“Il valore della proposta risiede nella possibilità che in questo modo sia le imprese sia le famiglie hanno la possibilità di difendersi dall’assenza di credito bancario e dall’abbassamento delle disponibilità di spesa ricorrendo a uno strumento monetario che consente di difendersi dalla crisi nel breve medio termine.

Si tratta di una sorta di moneta locale fondata sulla fiducia e sulla reciprocità che esalta la coesione sociale e anche per questo va incoraggiata ”
Prof. Giulio Sapelli (storico ed economista, Ordinario di Storia Economica presso l’Università degli studi di Milano).

Crevit è:
gratuita (si gestisce on line come l’home-banking),
totalmente esente da interessi,
autonoma (non occorre alcun trader per emetterla e gestirla, utilizzabile 7/7 gg, 24/24 h),
indipendente in quanto non regolata da alcun sistema di credito bensì emessa dagli utenti stessi,
libera da istruttorie complesse (un Fido in Crevit si ottiene entro 24 ore),
utilizzabile e fruibile da tutti i titolari di Conto Crevit, dal privato alla grande Industria.

Le Commissioni
Naturalmente Crevit Italia s.r.l. come ogni azienda, per garantire la stabilità del circuito, deve alimentarsi tramite “commissioni”.
Le commissioni sono pari al 5% sull’importo del Fido che gli utenti richiedono prima di aver realizzato vendite in “moneta” complementare.
La commissione è invece del 2% su ogni accredito ricevuto dall’utente in “moneta” complementare ossia al raggiungimento di risultati in termini di vendita.

Il Fido in Crevit
Il Fido in Crevit rappresenta l’importante opportunità sociale offerta dal circuito.
Il Fido è una procedura informatica e contabile mediante la quale Crevit Italia s.r.l. anticipa, per conto di tutti gli utenti convenzionati, una determinata quantità di “moneta” complementare per consentire immediato potere d’acquisto ad una azienda o ad un privato convenzionato.

Il Fido viene erogato entro 24 ore dopo verifica di differenti parametri commerciali e finanziari, oltre che di assenza di insolvenze sistematiche ed altri pregiudizievoli.
Per i privati il codice fiscale è il riferimento principale da integrare, in caso di richieste particolarmente importanti, con documentazione reddituale.
Ha una durata di 24 mesi termine entro il quale l’utente convenzionato, qualora risultasse ancora esposto, dovrà allineare la posizione mediante compensazione contabile in Crevit o conguagli di denaro, per poi eventualmente rinnovarlo.
Il Fido in Crevit non appare nella Centrale Interbancaria Rischi non essendo interfacciato con il sistema bancario e creditizio.

Regime Fiscale
Ogni movimentazione in Crevit, sotto il profilo fiscale, è un’operazione “fuori campo IVA” ai sensi dell’art.2 comma 3° lettera A del DPR 633/72.

“Poche volte nella vita capita l’occasione di suggerire un Cambiamento mirato ad alleviare famiglie ed imprese da un grave problema sistematico quale quello dell’attuale crisi del sistema economico mondiale.
Occorre agire immediatamente con energia per ritornare all’economia reale.
Se oggi siamo abituati ad idealizzare il denaro come fine, con Crevit potremo imparare a considerarlo nuovamente strumento per valorizzare beni e servizi reali per il perseguimento del benessere nostro e delle nostre aziende”
Il CEO di Crevit

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Soldi

Bankitalia spende 750mila euro per un sito che dovrebbe educare i consumatori al risparmio

Pubblicato

il

CODICI presenta un Esposto alla Corte dei Conti per il sito sull’educazione finanziaria del Comitato EDUFIN

L’Associazione si oppone allo sperpero di denaro pubblico e chiede di verificare costi e modi di realizzazione di uno strumento che risulterebbe più a favore delle Banche che dei Consumatori

L’Associazione CODICI, a tutela degli interessi dei cittadini e dei consumatori, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, ritenendo che l’iniziativa del sito internet per l’educazione finanziari del Comitato EDUFIN, al quale sono stati assegnati fondi per un totale di 1 milione di euro dal 2017, rappresenti una dispersione di fondi pubblici.

CODICI chiede al nuovo Governo, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di vigilare su questo spreco di soldi pubblici e controllare l’emergenza che si nasconde dietro le attività di consulenze e appalti, per progetti che risultano inadeguati ai costi.

Analizzando il sito internet dedicato http://www.quellocheconta.gov.it/it/che è costato più di 750 mila euro, risulta evidente come, una spesa di questa entità sia sproporzionata a fronte dei contenuti pubblicati all’interno dello stesso sito. I testi risulterebbero dei contenuti riconducibili a siti internet di istituti bancari. Una situazione paradossale che appare ancor più strana dal momento che il sito in questione e il comitato ad esso collegato sono stati costituiti per informare e divulgare nozioni fondamentali per il consumatore, riguardo l’argomento finanziario. Da un’analisi del sito si evince come questa informazione sia del tutto insufficiente.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria al Risparmio, attraverso il Comitato per l’educazione finanziaria, ha realizzato un sito web che, da quanto riportato anche in un’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”, sebbene sia un’iniziativa governativa di EDUFIN, risulterebbe inefficace e molto dispendiosa per i contribuenti italiani.

Il sito nasce con l’intento di fare luce su una materia che sembrerebbe ancora oscura ai risparmiatori, quella della cultura finanziaria. Dagli strumenti bancari per mettere da parte i primi risparmi, alle nozioni sulla busta paga e il TFR; dal percorso che è possibile intraprendere per l’acquisto di una casa, alle spese da affrontare in una famiglia, fino alla gestione della pensione.

Il problema evidenziato nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” dello scorso 29 Aprile, riguarda sia le spese di realizzazione del sito, che è costato quasi un milione di euro all’anno (750 mila euro), provenienti dal Ministero del Tesoro, che i contenuti. Ad una lettura attenta non emergono informazioni davvero utili e complete sull’educazione finanziaria, sebbene questa dicitura sia riportata quasi in ogni articolo, ma si tratta piuttosto di informazioni banali e talvolta fuorvianti.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, riteniamo – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – che operazioni come questa rappresentino un grande sperpero di risorse pubbliche e non siano state gestite in maniera totalmente trasparente. Sicuramente i contribuenti e i risparmiatori a cui era indirizzato il sito si ritroveranno ancora a farsi molte domande sull’educazione finanziaria, dopo aver letto articoli poco esaustivi, a favore di alcuni istituti bancari o news che rappresentano vere e proprie campagne promozionali per vendere polizze” – ha concluso Giacomelli.

Per i motivi sopracitati CODICI, nella sua quotidiana attività a tutela dei Consumatori, ritenendo che il sito governativo non sia stato realizzato con un punto di vista imparziale, bensì contenga contenuti pubblicitari a favore delle Banche, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti.

Ufficio Stampa Associazione CODICI
Continua a leggere

Soldi

Educazione finanziaria, emergenza nazionale. Di Francesco Luongo

Pubblicato

il

Tutela del risparmio ed educazione finanziaria “virtuale” dei consumatori. L’irresistibile inconsapevolezza della rabbia dei cittadini

 

In Italia oltre 500mila famiglie sono state colpite dai crack seguiti alla malagestio conclamata di un management bancario disinvolto ed in alcuni casi dai comprovati rapporti amicali con le Autorità di vigilanza.

A fronte di soli 67 milioni di euro di sanzioni irrogate da BankItalia e Consob, chissà se e quando riscossi, ai bancarottieri sono stati riconosciuti 113 milioni di euro di bonus.

Dopo la strage di azionisti e bondholders di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, non dimentichiamo che il Ministero dell’Economia (quindi noi contribuenti) ha investito in Monte dei Paschi di Siena circa 5,4 miliardi di euro: 3,85 miliardi per l’aumento di capitale e 1,53 miliardi nell’offerta ai risparmiatori ex titolari di bond subordinati, divenuti soci della banca per permettere allo Stato di salvare l’istituto.

Ecco pertanto il porsi ancora una volta  al centro dell’attenzione istituzionale il vecchio problema dell’ alfabetizzazione economica degli italiani, con l’istituzione da parte del MEF del Comitato Edufin e l’approfondimento svolto nell’ambito della XVII sessione programmatica CNCU – Regioni, svoltasi a Macerata. “Educazione e trasparenza finanziaria: un investimento per i cittadini/utenti” il titolo della due giorni di confronto e discussione tra Associazioni dei consumatori, il Ministero dello Sviluppo Economico, le Regioni e quelle Autorità che, come la Banca d’Italia e Consob, svolgono una attività di “stabilità dei mercati bancari e finanziari” ben diversa dalla “tutela dei risparmiatori”.

Non è un caso, del resto, che la stessa Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle banche della scorsa legislatura nella relazione finale abbia chiarito che «le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d’Italia) che sui mercati finanziari (Consob) si siano rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio».

E’ ormai palpabile la sfiducia dei risparmiatori verso ogni forma di investimento, dimostrata dai 1.329 miliardi di euro gelosamente custoditi sui conti correnti a tassi irrisori, se non negativi, a causa del “bollo” introdotto dal Governo Monti nel 2012.

Solo un’ adeguata e capillare campagna di educazione finanziaria che parta dalle scuole diffondendosi nei territori attraverso incontri diretti con i risparmiatori, anche con il contributo delle associazioni dei consumatori, unita a una nuova vera autorità di tutela del risparmio che potrebbe essere la stessa Antitrust e norme penali più severe che prevedano il carcere per i bancarottieri, potranno invertire questo trend della paura che sta bloccando il Paese.

Non sembra al momento che gli interlocutori istituzionali, a cominciare dal MEF e dal Comitato Edufin, condividano questa impostazione visto che hanno deciso di investire  nel 2017 circa 750mila euro per la creazione dell’ennesimo portale “Quello che Conta” che aggiunge a quelli di ConsobBankItalia, ed altri 300mila in studi e consulenze.

Vedremo se nei prossimi mesi  si ragionerà in termini più concreti e meno “virtuali” rispetto ai bisogni di cultura finanziaria dei cittadini e che il nuovo Governo sia più sensibile verso questi temi comprendendo la rabbia dei tanti  che hanno perso i propri risparmi.

Continua a leggere

Soldi

Carte di credito clonate, un giro d’affari di 150.000 euro a settimana

Pubblicato

il

Vacanze in arrivo, truffe in agguato… Carte di credito clonate, un giro d’affari di 150.000 euro a settimana. Il Movimento Difesa del Cittadino rinnova le sue battaglie di sensibilizzazione, invitando i consumatori alla massima attenzione, seguendo anche i consigli dei Carabinieri

 

Un enorme giro d’affari, un indotto impressionante. Le indagini parlano chiaro. Attraverso la frode dei codici bancari, e la successiva clonazione delle carte di credito, il business che si può raggiungere tocca 150.000 euro a settimana, circa 10 milioni l’anno.

I prelevamenti vengono effettuati perlopiù nei Paesi esteri, con maggiore concentrazione in Jamaica, Indonesia e Belize.

Gli sportelli ATM sono abilmente manipolati, attraverso l’inserimento di un file “spia”, perfettamente mimetizzato, che riesce a carpire tutti i dati delle carte di credito inserite. Ecco così che codici e bande magnetiche vengono cifrati ed inviati direttamente all’estero, dove avviene la clonazione.

 

Il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso le campagne SOS POS e Pago Sicuro, ha da tempo avviato un percorso finalizzato all’educazione finanziaria dei cittadini, proponendosi di incentivare l’utilizzo delle carte di debito e di credito con la corretta informazione,  stimolando le Istituzioni e l’opinione pubblica ad una riflessione su queste tematiche, raccogliendo denunce e reclami dei cittadini, al fine di poter affrontare qualsiasi acquisto serenamente e in totale sicurezza. Conoscere diritti e doveri è la base per gli acquisti sicuri!

 

<<La maggiore diffusione dei pos nei piccoli esercizi commerciali – spiega Francesco Luongo, Presidente Nazionale di MDCpermetterebbe ai consumatori di non essere costretti a continui prelievi bancomat esponendosi al rischio di hacking della propria carta di debito. Ci auguriamo che il nuovo Governo prenda subito a cuore il tema della sicurezza e della diffusione dei pagamenti elettronici essenziali alla crescita del paese>>.

 

Attraverso i link: www.difesadelcittadino.it/sos-pos/ e www.difesadelcittadino.it/pago-sicuro/ I cittadini possono contattare l’Associazione per ricevere consigli e assistenza sui pagamenti elettronici, per denunce e reclami per disservizi o per vere e proprie violazioni della legge.

 

L’Associazione, inoltre, ricorda gli accorgimenti che l’Arma dei Carabinieri ha diffuso nei mesi scorsi, al fine di evitare la sottrazione dei dati sensibili e le truffe sempre in agguato:

 

1) Verificare sempre che nelle immediate vicinanze non vi siano persone ferme in atteggiamento sospetto. 2) Accertarsi che sullo sportello non siano state applicate apparecchiature posticce, controllando, ad esempio, la fessura ove viene inserita la carta (per l’eventuale presenza di skimmer, fili o nastro adesivo sospetto) oppure l’aderenza della tastiera al corpo dello sportello (verificando che non vi siano due tastiere sovrapposte). Queste applicazioni infatti non inficiano l’operazione da svolgere, per cui al termine della stessa l’ignara vittima potrebbe non accorgersi della duplicazione del codice. 3)Controllare che non vi siano fori anomali all’interno dello sportello (specialmente sul lato superiore), ove potrebbero trovare eventuale alloggiamento microtelecamere (queste non superano il mezzo centimetro di diametro). 4) Qualora ci sia il sospetto che lo sportello sia stato manomesso bisogna chiamare il “112”. 5) Durante l’operazione di digitazione del codice, utilizzare una protezione “visiva” (anche l’altra mano, ben collocata, o il portafogli stesso possono essere sufficienti) che renda effettivamente difficoltoso, per potenziali “spioni”, prendere conoscenza del codice attraverso microtelecamere in precedenza installate. 6)Qualora al termine dell’operazione non venga restituita la carta, è buona norma chiamare subito il numero verde per bloccarla.

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere