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Arriva la stangata TASI fino a 500€ il dovuto

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Il Codacons apprezza lo sforzo intellettuale del ministro Saccomanni, che, alla domanda se il prossimo anno si sarebbe pagato di più nel passaggio da Imu a Tasi ha risposto ieri un più che significativo “credo di no”. Anche perché la matematica non è un’opinione.
Facendo una semplice disequazione, infatti, si scopre che, in assenza di detrazioni, anche senza innalzare ulteriormente l’aliquota della Tasi dal 2,5 al 3,3 per mille, a pagare di più saranno le famiglie meno agiate, quelle che abitano in una casa con minore rendita catastale e quelle numerose, con più figli.
Il Governo, insomma, demandando tutta la scelta delle detrazioni ai comuni, in nome di un presunto federalismo, non solo non è in grado di mantenere la promessa fatta agli italiani che non si sarebbe pagato di più con la Tasi, ma rischia di penalizzare le famiglie con case di minor valore e, quindi, si presume, meno ricche.
Calcolatrice alla mano, per risparmiare nel passaggio da Imu prima casa a Tasi, in assenza di figli, con aliquota Tasi allo 0,25%, la rendita catastale deve superare 793,65 euro, altrimenti si pagherà di più. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli si sale a 1190,47 euro. Nella tabella n. 1 sono riportati i calcoli che indicano i punti di discontinuità.
Le differenze non sono da poco. Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro. Di Tasi ora ne pagherà 168, ossia 99 euro in più. Differenza (cfr. tabella n. 2) che sale a 168 in presenza di 2 figli. Con rendita da 500 euro l’aggravio nel passaggio da Imu a Tasi va da 74, senza figli, a 174, con due figli. Si fa presente che queste differenze sono con aliquota al 2,5 per mille. Se, infatti, salissimo al 3,3 per mille la stangata salirebbe ulteriormente.

Naturalmente i comuni potranno, se lo vorranno, rimettere le detrazioni di 200 euro per l’abitazione principale e di 50 euro a figlio, ma non è detto che lo facciano. Inoltre se lo faranno a prezzo di un innalzamento dell’aliquota, il risultato finale sarà ancora peggiore per chi non usufruirà della detrazione. Il Governo, infatti, ha solo fissato che le detrazioni, che restano però eventuali se non si innalza l’aliquota massima, dovranno andare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli, ma è evidente che l’espressione è talmente generica che ci saranno sicuramente delle famiglie ingiustamente penalizzate.
Insomma per il Codacons l’errore madornale del Governo di varare una Tasi piatta, senza fissare precisi paletti nelle detrazioni, non solo rischia di far pagare la Tasi a parte di quei 5 milioni di famiglie che, grazie alle detrazioni, non pagavano l’Imu, ma penalizzerà sicuramente le famiglie che pagavano poca Imu, favorendo e alleggerendo l’imposta per chi pagava di più, avendo abitazioni che, almeno per il Fisco, erano di maggior valore, più grandi, villini….

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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