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Arrivano aerei senza pilota. Addio agli scioperi ed ai ritardi

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fonte: visionari.org

Gli aerei senza pilota potrebbero far risparmiare 35 miliardi di dollari

Secondo UBS, la riduzione dell’apporto del pilota umano alla guida degli aerei potrebbe portare tangibili vantaggi economici e al contempo aumentare la sicurezza, nonostante lo scetticismo dei futuri passeggeri.

Secondo una recente ricerca della banca svizzera UBS, gli aerei senza pilota umano potrebbero rappresentare non solo una modalità di trasporto nel futuro, ma anche un beneficio economico in grado di far risparmiare miliardi di dollari.

“La riduzione dell’apporto del pilota umano alla guida degli aerei potrebbe portare tangibili vantaggi economici e al contempo aumentare la sicurezza”, ha scritto un analista UBS in una nota pubblicata lunedì.

In termini di vantaggi economici gli analisti della banca hanno dichiarato che potrebbe esistere un’opportunità di profitto concreto di oltre 35 miliardi di dollari l’anno per l’industria aeronautica e per le compagnie aeree. Per calcolare questi benefici UBS ha invitato il settore di riferimento ad esaminare un certo numero di elementi, compreso il modo in cui le compagnie aeree potrebbero trarre vantaggio da minori costi operativi e di formazione, riduzione dei costi del carburante e costi del premio assicurativo. Nel complesso, la banca svizzera ha dichiarato che ammonterebbe a 26 miliardi di dollari il risparmio relativo ai costi dei piloti per le sole compagnie aeree commerciali.

“L’opportunità, credo, dipenderà dalla tempistica con cui si affermeranno gli aerei senza pilota e pensiamo sia probabile vedere inizialmente un’adozione progressiva di nuove tecnologie ad essa correlate, con il numero di piloti che da due passano ad uno e infine da uno a nessuno “, si afferma nella nota.

Già i velivoli commerciali utilizzano computer e tecnologia a bordo per assistere il pilota in una serie di funzioni, incluso il sistema di autopilota. Nel mese di giugno la Boeing ha dichiarato che stava cominciando ad esplorare il concetto di aereo senza pilota e, secondo Reuters, la scorsa settimana ha annunciato l’istituzione di un gruppo di avionici per stabilire controlli e sistemi elettrocini per gli aerei. UBS ha aggiunto che non pensava che gli investitori avrebbero al momento preso questa direzione sulle compagnie aeree commerciali visto che i relativi ritorni economici potrebbero richiedere oltre 5 anni.

Tuttavia, ci sono ancora problemi da affrontare prima che questa idea possa “decollare”. Tra le 8.000 persone che hanno partecipato ad una recente indagine di UBS Evidence, il 54 per cento ha dichiarato di essere riluttante a prendere un volo senza pilota e solo il 17 per cento ha affermato di apprezzare quest’opportunità. Analizzati i dati del sondaggio, UBS ha dichiarato che, quanto alla volontà di imbarcarsi su un volo senza pilota, i giovani partecipanti tra i 18 ei 34 anni sono apparsi più propensi, con il 30 per cento disposti a provare questo genere di esperienza. UBS ha aggiunto che questo risultato potrebbe essere comunque conveniente per l’industria aeronautica in quanto “l’accettazione dovrebbe crescere nel tempo”.

A parte il punto di vista dei clienti nei confronti del concetto di “aerei senza pilota”, la banca ha inoltre notato che ci sarebbero sfide legate al design, sicurezza e tecnologia a fronte del fatto che questa idea possa diventare realtà, affiancata anche alla necessità di maggiore regolamentazione in questo ambito.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: CNBC


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Voli cancellati, la compagnia deve rimborsare tutto

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Fonte: ECC-NET

In caso di cancellazione di un volo, il rimborso dovuto dalla compagnia aerea al passeggero comprende anche le commissioni riscosse dall’intermediario, purché la compagnia fosse a conoscenza della corresponsione delle stesse al momento dell’acquisto.

A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue, intervenuta ancora una volta a definire e incrementare le tutele dei passeggeri aerei previste dal Regolamento UE 261/04 in occasione di un rinvio pregiudiziale effettuato dal tribunale di Amburgo. Il giudice tedesco era stato investito di una controversia insorta a seguito della cancellazione di un volo Amburgo-Faro della Vueling Airlines, per il quale il sig. Dirk Harms aveva acquistato sei biglietti attraverso l’intermediazione di un noto sito comparatore di tariffe (Opodo.de). A seguito del disservizio, il sig. Harms ha chiesto alla compagnia aerea il rimborso del totale pagato ad Opodo, pari a 1108,88 euro, ma la Vueling ha accettato di corrispondere la somma di 1031,88 euro, rifiutando fermamente di rimborsare 77 euro, pari alle commissioni ricevute dall’intermediario. Il tribunale di Amburgo, adito dal sig. Harms, ha interpellato, mediante rinvio pregiudiziale, la Corte di Giustizia per ottenere un’interpretazione dell’art. 8 del Regolamento che attribuisce al passeggero, in caso di cancellazione, il diritto al rimborso del <<prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato>>. Il tribunale, nello specifico, ha chiesto “se la nozione di rimborso (…) debba essere interpretata nel senso che debba ivi intendersi la somma versata dal passeggero per il biglietto aereo in questione o se occorra invece fare riferimento alla somma effettivamente percepita dal vettore aereo avversario qualora, nel processo di prenotazione, sia intervenuta una società di intermediazione che, senza peraltro dichiararlo, lucri la differenza tra l’importo corrisposto dal passeggero e quello percepito dal vettore aereo”.

La Corte ha dichiarato che la commissione riscossa da un intermediario presso un passeggero, al momento dell’acquisto di un biglietto, deve, in linea di principio, essere considerata come una componente del prezzo da rimborsare ai passeggeri in caso di cancellazione del volo, ma che tale inclusione deve essere soggetta a taluni limiti, tenuto conto degli interessi dei vettori aerei che essa mette in discussione. È necessario cioè verificare se la compagnia aerea fosse a conoscenza della corresponsione della somma all’intermediario al momento dell’acquisto e, solo in caso positivo, considerare la commissione ai fini della corresponsione del rimborso.

Tale interpretazione è in linea con gli obiettivi del Regolamento 261 il quale, come ribadito dai giudici di Lussemburgo, mira a garantire un livello elevato di protezione dei passeggeri, ma anche ad assicurare un equilibrio tra gli interessi di tali passeggeri e quelli dei vettori aerei.

 

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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