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Consumatori

Arrivano i nuovi contatori, tutto sono tranne che intelligenti

Sostituzione Contatori Enel, altro che Smart meter… sono stupidi e costosi, vi spieghiamo perchè!
Codici: Enel 4mld e mezzo a carico dei consumatori, per tecnologie vecchie di 20 anni!
Operazione rottamazione dei contatori non a norma
100 Euro a carico delle famiglie per far sparire i contatori contraffatti
VADEMECUM DIRITTI DEI CONSUMATORI

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La colpa è tutta dell’Autorità per l’energia che non ha avuto il coraggio di dire no ad ENEL. Infatti Enel distribuzione(società del gruppo ENEL che gestisce il 75 % della rete elettrica italiana)  sta per cominciare la sostituzione dei vecchi contatori elettrici, installati a partire dal 2001 e che hanno una vita utile di 15 anni. Le sostituzioni riguarderanno circa 33 milioni di contatori: la maggior parte andrà a scadenza nel 2017. Lo scorso marzo l’Autorità per l’energia aveva approvato le specifiche tecniche dei nuovi contatori digitali: consentiranno la rilevazione dei dati sull’energia consumata ogni 15 minuti e la rilevazione continua della potenza impiegata, permettendo quindi ad Enel di avere sempre sotto controllo i consumi degli utenti. I dati (di consumo) saranno accessibili via web solo mediante il portale di Enel distribuzione dopo 24 ore, ma se un consumatore vuole conoscerli subito basta che vada sul contatore e pigi come (20 anni fa) il bottoncino per vedere quanto ha consumato. Dal 2018 poi ci sarà la beffa dell’eliminazione della “tutela”, quindi il prezzo verrà concordato tra le parti e già ci aspettiamo, milioni di truffe,raggiri, mancate letture e mancate attivazioni.

Il sistema proposto da Enel, che viaggia ad onde convogliate (dette PLC, attraversano il cavo della corrente) avrà delle caratteristiche poco funzionali e con la chiara  identità monopolistica visto che il 75 % della rete è la loro.

Il Protocollo(linguaggio di comunicazione) è proprietario (solo Enel), quindi nessuno sa come viene acquisito il dato e da chi viene toccato e/o manipolato,  problemi di interferenze che dovranno essere eliminate (per cui costi aggiuntivi occulti per il consumatore), non potrà abilitare nuovi servizi se non determinati da Enel  stessa oppure comprando altri strumenti adatti alla lettura dei dati (quindi altri costi), non si potrà generare insomma l’internet delle cose come avviene nel resto del mondo.

Per informare il consumatore, bisogna che comprenda che ci saranno dei costi nascosti, completamente a suo carico, ecco quali:

–      I costi del contatore , dei 3 modem all’interno e dei sistemi di comunicazione integrati interni andranno in bolletta (non ci è ancora dato sapere in che misura)ma presumiamo altri 2,5 miliardi;

–      Il cittadino dovrà avere internet ed un dispositivo per leggere e disporre dei dati che poi dovranno essere letti, conservati e gestiti da qualcuno (altri costi aggiuntivi)

–      Interferenze e disturbi (quante volte salterà la corrente?);

–      Questo tipo di comunicazione dei dati (PLC) sarà solo di Enel quindi chiunque vuole inserirsi sul mercato dovrà attenersi alle direttive imposte da loro, come avviene oggi se vuoi vendere energia devi pagare a loro le fideiussioni per attraversare la rete;

–      PLC è vecchio come la muffa e non fa entrare altri services provider;

Esistono tecnologie molto più evolute e con impatti quasi nulli sulle tasche dei consumatori, questa manovra graverà sui consumatori con una spesa media stimata per famiglia di circa 100/120 euro a famiglia, che oggi pochi si possono permettere.

“Codici chiede all’Autorità per l’energia di riaprire il dossier sui contatori, perché secondo noi non sono state ben valutate tecnologie più evolute ed economiche(forse per far prendere tempo a qualcuno), ed ai cittadini, qualora il loro contatore non abbia superato i 15anni di età di opporsi alla sostituzione dello stesso. Chiediamo all’autorità di fare e dire qualcosa a tutela del consumatore! “ Dichiara Luigi Gabriele responsabile Affari Istituzionali dell’Associazione

Consigliamo ai consumatori di non farsi toccare i contatori se non hanno superato i 15 anni di vita e comunque in ogni caso al consumatore deve essere garantito:

1) pieno accesso alla lettura attuale e conservazione dello storico per almeno 5 anni

2) Avere una ricevuta che attesti lo stato del contatore e la lettura ultima con le 3 fasce orarie al giorno in cui è stato sostituito;

3) preventiva comunicazione in cui si avvisa della sostituzione del contatore

4) rilascio di tutte le certificazioni previste per gli apparecchi elettronici

5) qualsiasi anomalia di funzionamento e rilevazione del dato il contatore va sostituito senza oneri a carico del consumatore;

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Consumatori

Autostrade: rincari sui pedaggi delle A24 e A25 | Stangata del +12,89% dal 1° gennaio 2018

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CODICI si oppone all’aumento delle tariffe autostradali

L’Associazione CODICI contesta il continuo aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, nella zona tra Roma e le aree interne del centro Italia, sulla A24 e A25, stiamo assistendo ad un ulteriore aumento che mette a duramente alla prova il diritto alla mobilità di tanti cittadini e pendolari che affrontano ogni giorno quelle tratte e devono far fronte a costi insostenibili, spesso non avendo alternative ferroviarie a disposizione.

Il Sottosegretario ai Trasporti Dell’Orco, nel recente incontro con i Sindaci di Lazio e Abruzzo, riconduce il problema al pronunciamento del Tar sulla concessione in atto con Società Strada dei Parchi spa, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto, concessionario sia della A24 che della A25 e assicura che farà accelerare l’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario, a cui è legata la convenzione.

Le richieste più urgenti attualmente sono: la ridefinizione dei criteri di concessione al fine di garantire una tariffa adeguata per un’area interna svantaggiata, una gestione pubblica dei tratti, che quindi dovrebbero tornare all’Anas, il declassamento della tratta A24 da ‘montana’ a ‘non montana’ nel tratto laziale, il congelamento al 12% degli aumenti, oltre ad una riduzione tariffaria almeno per i pendolari, attraverso abbonamenti calmierati, annunciati ma mai realizzati.

Secondo il dossier realizzato da CODICI, la situazione delle Autostrade in Italia è critica proprio a causa di questo sistema di concessioni, penalizzato dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari.

L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e  sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.

“Chiediamo al Ministero dei Trasporti una soluzione strutturale e programmatica che porti davvero a calmierare il prezzo delle tariffe autostradali –  afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi”.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, invitiamo i lettori a seguire il servizio video sul tema: https://www.spazioconsumatori. tv/media-gallery/1530- autostrade-in-italia-dossier- codici-pochi-investimenti.html

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Consumatori

“La Radio ne parla” di Radio Rai1| Cosa succede alle bollette degli italiani’ Approfondimento con Luigi Gabriele

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ALLARME BOLLETTE ENERGIA E GAS 😱 COSA STA SUCCEDENDO????😱
Ne abbiamo discusso questa mattina a La Radio Ne Parla Rai Radio 1 con Francesca Romana Ceci
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Per chi se l’è perso ecco il PODCAST
 
Da luglio sono aumentate le bollette di luce e gas, un aumento sembra dovuto al rincaro del petrolio ma per le associazioni dei consumatori non giustificato. E sempre da questo mese è attivo il nuovo portale dell’Autorità per l’energia che dovrà aiutare gli utenti nel passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela al mercato libero previsto fra un anno esatto ma sono davvero in pochi a saperlo.
 
Sono intervenuti: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Marco Vignola, responsabile settore energia Unione consumatori; Simona Benedettini, responsabile comunicazione Acquirente Unico; Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato, presidente Commissione Industria del Senato (M5S); Rossella Muroni, commissione ambiente Camera (LEU); Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici Associazione Consumatori
 
 
 
#luigigabriele Codici Associazione Consumatori
 
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Consumatori

Segnalazione di CODICI all’AGCM per intesa restrittiva della concorrenza nello streaming musicale

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L’Associazione CODICI, che tutela e difende gli interessi dei Consumatori, ha effettuato una segnalazione all’AGCM per la questione relativa agli abbonamenti per lo streaming musicale in Italia.

Da un’analisi effettuata dall’Ufficio Studi dell’Associazione CODICI, confrontando le tariffe dei vari abbonamenti offerti dai maggiori operatori del mercato, che rappresentano il 90% del totale, è emerso come Youtube, Spotify, Amazon e Deezer si siano allineati sullo stesso prezzo e abbiano evidentemente “fatto cartello” nel proporre i propri abbonamenti per ascoltare musica illimitata in digitale senza pubblicità.

Music Premium Youtube offre una prova gratuita di tre mesi e poi l’abbonamento a 9,99 euro al mese. Amazon Music Unlimited propone un abbonamento di 9,99 euro al mese e 14,99 per tutta la famiglia. Deezer Premium ha gli stessi prezzi di 9,99 euro per il singolo utente e 14, 99 euro per Deezer Family. Anche Spotify distingue l’offerta “famiglia” e dunque l’accesso con account multipli, presentando la versione “Premium for Family” a 14,99 euro da Spotify Premium illimitato senza pubblicità che costa sempre 9,99 euro al mese.

Questo caso viene segnalato da CODICI in quanto potrebbe rappresentare un’intesa restrittiva della concorrenza, cioè una di quelle situazioni in cui le aziende, invece di competere tra loro, si accordano per seguire la stessa linea di comportamento sul mercato, violando la normativa sulla concorrenza. Nel caso dello streaming musicale a pagamento, appare chiaro come i vari operatori si siano accordati per proporre identici servizi allo stesso prezzo.

Quello dei servizi di streaming musicale è un settore in costante crescita: si tratta abbonamenti attivabili da pc, tablet o App sul cellulare, che permettono di accedere in qualsiasi momento e da qualunque postazione a cataloghi di playlist infinite, composti da milioni di brani. Un trend di fruizione del settore musicale del tutto nuovo che, proprio per questo, necessita di essere regolamentato. C’è anche la possibilità di accedere in modo illimitato senza alcuna spesa: nella versione gratuita naturalmente si devono accettare le pause pubblicitarie.

Nel panorama degli operatori presenti sul mercato, dall’analisi effettuata si riscontrano preoccupanti allineamenti di prezzo. Neanche l’ultimo in ordine di arrivo sul mercato, si distingue dai concorrenti: YouTube Music è stato lanciato in Italia lo scorso 18 giugno e nella versione a pagamento “YouTube Music Premium” il servizio viene proposto sempre a 9,99 euro al mese.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, noi di CODICI abbiamo individuato una criticità nei prezzi proposti dagli operatori dello streaming in Italia e abbiamo deciso di segnalare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, questo comportamento scorretto che, oltre a pregiudicare l’ingresso nel mercato da parte di altri concorrenti, costringe il Consumatore ad adattarsi a quella cifra proposta, senza praticamente la possibilità di optare per un’altra scelta” – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli.

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