Una nuova Ordinanza del Tribunale di Roma settore famiglia che fa discutere . Un padre che non ha commesso nulla ( e forse è questa la sua colpa) , viene privato della possibilità di essere genitore .

La storia è davvero paradossale, cercheremo di sintetizzarla al meglio: Un padre di tre minori, vive serenamente il suo ruolo di genitore con la sua famiglia, quando scopre il tradimento della moglie. Segue una discussione tra i due che sembra al momento finire lì.  Dopo alcuni giorni in un momento in cui lui era al lavoro, la signora si allontana dall’abitazione devastando la casa coniugale ed andando a vivere dall’amante e si porta con se i figli.

Inizia il calvario giudiziario del padre che, nonostante sia lui l’abbandonato, deve giustificarsi sempre, mentre la madre prosegue l’opera di screditamento del padre e condiziona i figli di 4,7, e 11 anni, a tal punto che il genitore non riesce più a vederli.

Ciliegina sulla torta  i  bambini chiamano papà l’ex amante della madre ora suo attuale compagno e si rifiutano di vedere il padre vero!

Il consulente tecnico nominato dal giudice si rifiuta di indagare la manipolazione dei figli da parte della madre e nega l’avvenuta alienazione del genitore sulla base che “ il decreto del ministero non riconosce questa patologia “

Una assurda situazione che da commedia diventa tragedia e tocca la quando si dispone l’affido esclusivo alla madre responsabile di questa situazione.

A nulla sono valse le proteste e l’evidente alienazione del genitore: l’affido esclusivo viene confermato dal Giudice.

E’ l’ennesima decisione che viola il principio della bi –genitorialità e crea nuovi orfani. Non si tutelano i minori avvallando questi comportamenti. Per bene che vada si creano futuri giovani totalmente destabilizzati e si uccide un padre.

Questa ed altre decisioni ci fanno affermare che la questione della competenza dei consulenti tecnici nel settore famiglia è una emergenza. Oggi basta essere laureati in psicologia ed essere iscritti all’albo per fare i periti del tribunale, senza alcuna competenza !

Consulenti non adatti e preparati a gestire situazioni delicate e complesse che scaricano verso il coniuge più debole (il padre) il peso della loro non inidoneità professionale.

Ora con questa decisione, oltre ad aver distrutto un padre , si trasforma una violenta sottrazione in un fatto istituzionale in cui è facile prevedere che i figli saranno condizionati nel disconoscere il padre vero e lo sostituiranno con il nuovo compagno della madre e il tutto grazie ad un sistema perverso che da dieci anni rifiuta di applicare il principio della bi-genitorialità come avviene in tutta Europa .

Ed è proprio verso questa istituzione che la Rete Consumatori guarda, annunciando che su questa vicenda investirà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, visto che la nostra Magistratura non è in grado di tutelare il diritto di un padre a fare il genitore .