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Arrivano le Unioni Civili ma in Italia non è garantito il diritto a fare i papà

Rete Consumatori Italia ( CODICI – ASSOUTENTI – CASA del CONSUMATORE ) – CAMPAGNA “ Voglio papà”

di nuovo un padre privato completamente del suo diritto di essere genitore per colpa di consulenti inadeguati. Così si creano i nuovi orfani . Ci vogliono nuove regole per diventare periti giudiziari

Rete Consumatori annuncia ricorso alla Corte Europea . La Magistratura italiana deve essere condannata per l’abrogazione di fatto del principio legale della bi-genitorialità

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Una nuova Ordinanza del Tribunale di Roma settore famiglia che fa discutere . Un padre che non ha commesso nulla ( e forse è questa la sua colpa) , viene privato della possibilità di essere genitore .

La storia è davvero paradossale, cercheremo di sintetizzarla al meglio: Un padre di tre minori, vive serenamente il suo ruolo di genitore con la sua famiglia, quando scopre il tradimento della moglie. Segue una discussione tra i due che sembra al momento finire lì.  Dopo alcuni giorni in un momento in cui lui era al lavoro, la signora si allontana dall’abitazione devastando la casa coniugale ed andando a vivere dall’amante e si porta con se i figli.

Inizia il calvario giudiziario del padre che, nonostante sia lui l’abbandonato, deve giustificarsi sempre, mentre la madre prosegue l’opera di screditamento del padre e condiziona i figli di 4,7, e 11 anni, a tal punto che il genitore non riesce più a vederli.

Ciliegina sulla torta  i  bambini chiamano papà l’ex amante della madre ora suo attuale compagno e si rifiutano di vedere il padre vero!

Il consulente tecnico nominato dal giudice si rifiuta di indagare la manipolazione dei figli da parte della madre e nega l’avvenuta alienazione del genitore sulla base che “ il decreto del ministero non riconosce questa patologia “

Una assurda situazione che da commedia diventa tragedia e tocca la quando si dispone l’affido esclusivo alla madre responsabile di questa situazione.

A nulla sono valse le proteste e l’evidente alienazione del genitore: l’affido esclusivo viene confermato dal Giudice.

E’ l’ennesima decisione che viola il principio della bi –genitorialità e crea nuovi orfani. Non si tutelano i minori avvallando questi comportamenti. Per bene che vada si creano futuri giovani totalmente destabilizzati e si uccide un padre.

Questa ed altre decisioni ci fanno affermare che la questione della competenza dei consulenti tecnici nel settore famiglia è una emergenza. Oggi basta essere laureati in psicologia ed essere iscritti all’albo per fare i periti del tribunale, senza alcuna competenza !

Consulenti non adatti e preparati a gestire situazioni delicate e complesse che scaricano verso il coniuge più debole (il padre) il peso della loro non inidoneità professionale.

Ora con questa decisione, oltre ad aver distrutto un padre , si trasforma una violenta sottrazione in un fatto istituzionale in cui è facile prevedere che i figli saranno condizionati nel disconoscere il padre vero e lo sostituiranno con il nuovo compagno della madre e il tutto grazie ad un sistema perverso che da dieci anni rifiuta di applicare il principio della bi-genitorialità come avviene in tutta Europa .

Ed è proprio verso questa istituzione che la Rete Consumatori guarda, annunciando che su questa vicenda investirà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, visto che la nostra Magistratura non è in grado di tutelare il diritto di un padre a fare il genitore .

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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