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Arte, Sidival Fila: il frate artista che cuce l’anima e la tela

Con le sue originali opere, il francescano Sidival Fila entra tra i mostri sacri dello spazialismo contemporaneo. Senza perdere il contatto col Vangelo

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Dall’articolo “Se l’arte incontra l’anima”

di PAOLO AFFATATO

 da:Vaticaninsider

Si può essere frate francescano – una vocazione autentica di uomo evangelico –  e insieme grande artista. Si può esporre le proprie opere a fianco di Klein, De Chirico, Bonalumi e altri maestri, senza montare in superbia, anzi mantenendo quei tratti di umiltà e libertà interiore – anche rispetto alla propria arte – tipici del carisma. Si può vedere i propri quadri nella collezione stabile dei Musei Vaticani o esposti al Museo Carlo Bilotti (la personale è aperta fino all’11 ottobre e il 23 settembre alle 17 se ne presenta il catalogo) e, da sacerdote, continuare a l’attività pastorale con giovani e famiglie. Di religiosi che hanno coniugato spiritualità e arte, mistica e pennello, ce ne sono molti nella storia: basti ricordare il frate domenicano Beato Angelico. Ma Sidival Fila, 53enne frate minore brasiliano adottato dalla provincia francescana del Lazio, ha una innegabile originalità.

 

 

Il frate-artista ha sviluppato – annotano critici di spessore internazionale – una singolare tecnica che non ha eguali nel panorama dell’arte contemporanea. Una tecnica che inserisce fra Sidival nel filone dello spazialismo, dove il frate occupa un posto di tutto rispetto. Con un paziente lavoro di ago, filo e colore, Sidival realizza grandi tele segnate da «pieghe e ferite», maestose introflessioni che donano alle opere vitalità, dinamismo estetico, tridimensionalità: modulate dagli interventi sempre variabili della luce, suscitano vibrazioni di coscienza e delicati sommovimenti interiori.

 

 

«Così l’arte diventa un passaggio verso il mistero, un viaggio per la trascendenza», nota fra Sidival che, nella sua personale teoria estetica, ritiene inseparabile la sua esperienza di uomo consacrato con quella di artista. «Sono un frate, faccio l’artista», spiega candidamente distinguendo la sfera dell’essere da quella della prassi. E se la fede, come afferma san Giacomo, si mostra tramite le opere, Sidival con le sue tele offre una peculiare testimonianza francescana. La sua attività diventa cioè una strada per annunciare il Vangelo, per parlare alla coscienza dell’uomo e dire che «l’infinito è lì, giusto oltre l’orizzonte, basta seguire i semi del Verbo sapientemente sparsi in questo mondo».

 

 

Perché poi, direbbe il Poverello di Assisi, «Tu sei bellezza»: Dio è bellezza e l’arte, come la musica, è un linguaggio che può aiutare a comunicare il sacro, il trascendente. Guardare un’opera di Sidival Fila diventa allora un’esperienza liminale, un passo verso la contemplazione. Al Museo Carlo Bilotti – uno dei santuari dell’arte contemporanea dove la sua personale «TrasFormAzione» ha attratto studiosi da tutto il mondo (Stati Uniti, Francia, Gippone) – una stanza è interamente dedicata a un’opera del frate: «Coloured marble 2».

 

 

A seconda della luce che investe l’ampia tela, cambiano i colori, le sfumature, la profondità, i giochi delle ombre, le densità cromatiche. Chi guarda si ritrova ad ascoltare, rapito da una inattesa sinestesia. E’ un modo per rivelare al cuore dell’uomo che le ferite della vita quotidiana, vissute con la prospettiva della fede, possono assumere tonalità e significati diversi, inizio di una palingenesi.

 

 

Uomo di profonda cultura, Sidival Fila è persona in cui la solida formazione filosofica e spirituale si coniuga sapientemente al fatto artistico, segno di una personalità multiforme e di una visione del mondo «a tutto tondo», che sarebbe certo piaciuta a un «folle di Dio» come Francesco di Assisi. Non per nulla, poco più che ventenne, Sidival è stato folgorato dall’esperienza del Poverello, scegliendo di calcarne le orme e di viverne lo stile di vita fatto di povertà, essenzialità, anche obbedienza.

 

 

In un mondo fatto di collezionisti di élites, grandi musei e direttori di  prestigiose gallerie moderne, le opere di Fila sono battute da case d’asta internazionali e fanno parte di collezioni esclusive. Ma proprio in un ambiente spesso patinato e autoreferenziale, lo slancio artistico di Sidival, e soprattutto la sua tempra umana, costituiscono un supplemento d’anima e un seme di Vangelo che «sta a Dio usare, con la sua grazia, per toccare un cuore», rimarca.

 

 

Anche perché l’acquisita notorietà non porta al frate ricchezza o potere. Il ricavato delle vendite dei quadri serve a finanziare progetti di sviluppo in America Latina e in Africa, dove suore e missionari lottano contro fame e malattie.

 

 

Sidival, con la sua proverbiale semplicità, si affaccia dalla torretta del suo atelier, in cima al convento di san Bonaventura al Palatino a Roma, dove gode di una vista mozzafiato. Ma resta coi piedi per terra. Pronto a fare un panino al povero che bussa o a intrattenere con competenza il direttore del MoMa.

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Addio alle maxi-bollette: prescrizione in 2 anni

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Codici: Abbiamo messo argine ad un’ingiustizia

Buone notizie per i consumatori: la Manovra di Bilancio 2018 segna l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni. Ovvero, non sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

1)      Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni

2)      L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità

3)      L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore. Eccezion fatta per casi in cui la mancata o l’erronea rilevazione dei dati di consumo sia da legarsi ad una responsabilità acclarata dell’utente. Dunque operatori che saranno finalmente “costretti” ad occuparsi in tempi meno biblici del conteggio dati, sempre che non vogliano perdere dei soldi.

Sono anni che Codici lavora a diversi tavoli di discussione per tutelare i cittadini dalle maxi-bollette. La nostra soddisfazione è tutta nelle parole di Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali e Regolatori: La Legge maxi-conguagli è il risultato di due anni di lavoro compiuti da Codici con il legislatore. Due anni fa il legislatore approvò una mozione che impegnava il governo a risolvere il tema dei maxi-conguagli su energia elettrica e gas: percorso infruttuoso, che non portò ad alcuna soluzione. Noi partecipammo a diversi tavoli di lavoro tecnici, che però apparivano più una perdita di tempo che altro. In Italia, da sempre sia il regolatore che il Ministero hanno una specie di soccombenza verso le organizzazioni distributrici, sia di energia elettrica che di gas: hanno sempre dileguato gli impegni da prendere senza intervenire fattivamente”. Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, ma l’associazione Codici, capofila per conto delle associazioni co

nsumatori, è riuscita a fare riprendere il tema: prima mettendo a punto il testo di legge e poi inserendolo all’interno della legge di bilancio.

Prosegue Gabriele: Abbiamo messo argine ad un fenomeno che l’Autorità per l’Energia ha sempre sottostimato, mentre i distributori di elettrico e gas percepivano fondi incredibilmente cospicui, che fanno buona parte dei loro bilanci, per svolgere un’attività che in effetti non svolgevano. Per fortuna oggi sono obbligati a farlo, pena la perdita del denaro”.

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Telefonia fissa e rete internet, stop fatturazione a 28 gg, aderisci alla campagna per ottenere i rimborsi

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Per clienti di H3G-WIND, Vodafone, Fastweb e Tim

Scopri come aderire

 

A fronte dei comportamenti scorretti adottati dalle compagnie telefoniche, attraverso la decisione unilaterale di ridurre da 30 a 28 giorni il periodo di fatturazione, incassando in questo modo indebitamente la tredicesima mensilità, Codici inviò a tempo debito una lettera aperta alle aziende chiedendo di fare autonomamente un passo indietro.

Non ebbe luogo l’immediato ripristino del periodo di fatturazione ordinario e delle condizioni contrattuali previgenti. Decisero di ignorare la Delibera dell’Agcom che lo prevedeva e siamo andati avanti, procedendo per via legislativa, ottenendo il ripristino della fatturazione su base mensile per la telefonia mobile, per la quale a partire dal 5 dicembre 2017 è stato stabilito che le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per allinearsi. Quindi entro Aprile 2018.

Nel frattempo però, per quanto riguarda la telefonia fissa, ed oramai la maggior parte degli abbonamenti internet, le Telco hanno continuato a stipulare contratti a 28 giorni.

Pertanto l’AGCOM, con la delibera N. 499/17/CONS del 19 dicembre 2017, ha sanzionatoFastweb, Tim H3G-WIND e Vodafone che hanno continuato a perpetrare questo comportamento scorretto e non si sono uniformate alla precedente Delibera N. 121/17/CONS che già lo imponeva.

Le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dal’’AGCOM sono significative: parliamo di più di 1 milione di euro ad azienda.

Codici quindi, attraverso la “Campagna contro i 28 giorni”, aiuterà tutti i consumatori che abbiano stipulato dei contratti per rete fissa e internet, a partire dal 23 giugno 2017, ad ottenere il rimborso.

Contattateci quindi all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure al numero 06.5571996 al quale vi verranno fornite tutte le indicazioni del caso su modulistica e documentazione da fornire.

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Vodafone risarcisce cinquemila euro a un utente per servizi mai resi

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L’iniziativa risarcitoria, proposta tramite l’associazione Codici Lecce, muoveva dalla mancata esecuzione di un contratto “super adsl” da parte della Vodafone Italia, chiesto nel marzo 2015 da un utente salentino e avente ad oggetto una linea telefonica fissa, adsl e la spedizione della “Vodafone Station” presso la Sua dimora in Lecce.

Dopo aver atteso invano per alcuni mesi, l’utente inoltrava numerosi solleciti nei confronti al gestore, tramite il rivenditore autorizzato e il servizio clienti, senza ottenere mai alcun riscontro e, così, senza poter utilizzare il servizio telefonico e la linea adsl.

Come se non bastasse, alcuni mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il cliente riceveva alcune fatture di pagamento per servizi mai attivati e, dopo aver ottenuto il relativo storno, veniva contattato da un’agenzia di recupero crediti che gli intimava, con ripetute telefonate dai toni bruschi e minacciosi e, successivamente, anche con missive, il pagamento immediato dell’importo di Euro 446,45 per fantomatiche morosità legate al contratto.

Esasperato dalla paradossale e stressante situazione e non riuscendo a ottenere chiarimenti neanche dal servizio clienti del gestore, l’interessato si rivolgeva a Codici Lecce che, in persona del segretario, avv. Stefano Gallotta, e dell’avv. Giovanni De Donno, dapprima costituiva in mora e, conseguentemente, citava in giudizio la società di telefonia presso il Giudice di Pace di Lecce, chiedendo lo storno di ogni addebito e il risarcimento di Euro 5.000,00 a titolo di indennizzo contrattuale.

Con sentenza n. 104/2018, pubblicata il 12.01.2018 e non passata in giudicato, il Giudice di Pace, dott.ssa Angela De Simone, ha accolto integralmente le richieste avanzate dai legali dell’attore e, dichiarato l’inadempimento contrattuale del gestore, lo ha condannato al pagamento di Euro 5.000,00 oltre interessi e spese legali.

Evidenzia l’Avv. Stefano Gallotta che spesso i gestori di telefonia pongono in essere comportamenti che, oltre ad essere contrari alla normativa nazionale ed europea, violano quegli stessi principi di qualità e trasparenza, stabiliti dalle Direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai quali gli stessi dichiarano espressamente di ispirarsi. A fronte dell’inerzia delle compagnie telefoniche nei termini convenuti (in questo caso, a far data dal 21° giorno dopo la stipula del contratto), sono previsti indennizzi applicabili a ogni utenza, privata e aziendale, oltre al risarcimento per i disagi patiti dal cliente”.

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