Alla base delle improvvise indisponibilità di farmaci prescritti, quelli cioè che risultano necessari e testati, vi sono perverse logiche di mercato, sia in termini di produzione che di  distribuzione.

La carenza e la conseguente ricerca del farmaco prescritto causano gravi disagi per i pazienti e conseguenti danni alle condizioni di salute di malati.

Federconsumatori chiede di garantire i necessari controlli per impedire le pratiche di   vendita “a prezzi più convenienti” in paesi nei quali prosperano traffici illeciti e esportazioni illegali. Tali logiche non devono compromettere il diritto alla salute dei cittadini del nostro Paese.

È necessario intervenire sulle note distorsioni del mercato che stanno determinando esportazioni di farmaci  di alta qualità prodotti in Italia verso paesi della Comunità EU, dove il prezzo fissato risulta più alto rispetto a quello fissato in Italia.

I cittadini italiani, in questo modo, si vedono privati dei farmaci necessari alle loro terapie.

Una pratica inaccettabile, che va contrastata con determinazione. In tal senso proponiamo di intervenire per  incrementare la disponibilità di farmaci equivalenti e facilitare l’accesso alle cure.

Infatti, di fronte all’attuale stato di “farmaco razionato”, che sempre più spesso si trasforma in “farmaco assente”, è urgente proporre il ricorso a farmaci equivalenti.

Per questo è necessario disporre interventi mirati per far fronte alla carenza degli equivalenti di tali farmaci, nonché per chiarire perché i medici che dovrebbero proporli non lo fanno.