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Assicurazione sui prestiti? Sempre più italiani scelgono di tutelarsi

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Fonte: supermoney.euL’assicurazione sul prestito permette di tutelarsi nel caso non si riesca a pagare le rate. In aumento gli italiani che la scelgono, specie per importi elevati.

Nonostante accedere al credito sia sempre più difficile, non sono pochi gli italiani che decidono di richiedere un prestito personale. I motivi possono essere i più disparati, in quanto questa tipologia di prestito permette di ottenere liquidità senza doverla legare all’acquisto di un bene specifico: dal pagamento delle rate dell’università alla ristrutturazione della casa, da una vacanza all’avvio di un’attività.

Sia che si decida di cercare informazioni su come ottenere un finanziamento presso una finanziaria online o che si preferisca rivolgersi a un istituto di credito tradizionale, sempre più italiani decidono di abbinare una polizza assicurativa al prestito sottoscritto, anteponendo la sicurezza propria e dei propri familiari al fatto di dover pagare una rata mensile più alta.

È questo il quadro che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio SuperMoney, che ha analizzato 130mila richieste di confronto per il finanziamento più conveniente, pervenute al portale dall’inizio del 2013 ad oggi.

Dall’analisi di questo campione, si evince che gli utenti che chiedono di poter abbinare alla richiesta di prestito anche un’assicurazione a tutela dello stesso, crescono con l’aumentare dell’importo da finanziare. In particolare, per i prestiti fino a 10 mila euro a richiedere una polizza assicurativa sono il 9,73% degli utenti, mentre per i finanziamenti tra 10 mila e 25 mila euro la percentuale arriva quasi al 12%, per poi toccare quota 15,54% per gli importi superiori a 25 mila euro.

La polizza assicurativa sul prestito, che può essere stipulata per rischio vita e rischio impiego, tutela sia il beneficiario del finanziamento che la banca nel caso il primo non riesca, per motivi di salute o economici, ad assolvere al pagamento delle rate.

Il fatto che sempre più utenti decidano di richiedere una polizza assicurativa a tutela del prestito, dimostra un nuovo atteggiamento di prudenza negli italiani che, forse anche a causa della crisi, sono diventati consapevoli del rischio di non riuscire a sanare i propri debiti.

Un ulteriore motivo di questa tendenza potrebbe essere anche la consapevolezza che molti istituti di credito richiedono, a garanzia del prestito concesso, la stipula di un’assicurazione per tutelarsi in caso di insolvenza da parte del debitore. Ricordiamo però, che se le banche hanno il diritto di richiedere questa garanzia, il cliente può scegliere autonomamente a chi rivolgersi per sottoscrivere la polizza.

Questa tendenza, secondo i dati dell’Osservatorio, è sostanzialmente omogenea anche se considerata su base regionale, anche se si devono segnalare i casi del Molise, regione con gli utenti più prudenti (il 14,23% decide di stipulare una polizza assicurativa a tutela del prestito richiesto), e della Basilicata, dove solo l’8,29% degli utenti sceglie questa opzione.

“Gli italiani stanno imparando a non compiere scelte avventate nel fare ricorso al credito al consumo – ha affermato Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney – Complice la crisi, probabilmente, è cresciuta la percezione del rischio di non riuscire più a far fronte al debito contratto, soprattutto se ingente, e ci si tutela di conseguenza”.

“Un’ottima notizia – ha concluso Manfredi – perché denota maturità rispetto alle proprie capacità di spesa. Ci sono sicuramente margini di miglioramento: l’importante è che si valutino con attenzione il tipo di polizza e il suo costo. Meglio scegliere formule trasparenti ed economicamente sostenibili: queste informazioni sono riportate nei contratti dei prestiti, e devono essere conteggiate nel Taeg, il tasso che misura il costo effettivo del finanziamento”.

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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