Cresce vertiginosamente la spesa per la sanità privata


Da diversi studi presentati dall’Istat in collaborazione con l’Istituto Sanitario Nazionale emerge una situazione sempre più allarmante, che si inserisce in un contesto sociale in cui il sistema sanitario nazionale è continuamente messo in discussione da casi di malasanità e strutture ospedaliere carenti.
Se aggiungiuamo che le difficoltà riscontrate nell’accesso all’assistenza sanitaria raggiungono percentuali altissime in alcune aree geografiche del Paese e in determinate fasce di popolazione, il quadro appare disastroso.
Emerge che la popolazione svantaggiata costituisce un’ampia parte degli italiani, ma quali sono i fattori che influenzano tali difficoltà?
Innanzittuto ciò che prevale è un drastico divario tra nord e sud. Il mezzogiorno appare vistosamente svantaggiato rispetto alle regioni settentionali sia per quanto riguarda l’accesso al medico di medicina generale, che per le visite mediche specialistiche a pagamento e, nello specifico, nelle visite odontoiatriche, talmente costose da obbligare la maggior parte della popolazione a rinunciarvi.

Inoltre, i fattori che spingono a ricorrere alle visite mediche specialistiche a pagamento sono fondamentalmente due: i tempi delle liste di attesa e la fiducia nei medici. La lunghezza delle liste d’attesa è sicuramente il fattore di spinta più incidente a causa dell’urgenza che la maggior parte dei pazienti mostra nel momento in cui accede all’assistenza sanitaria. Un attesa che può costare la vita, come Codici spesso ha denunciato. Questi ritardi nella sanità pubblica possono portare ad un deterioramento della salute tale che, troppo spesso, i cittadini sono obbligati a ricorrere al privato per tutelarsi e riuscire a fare prevenzione.

Per avere un’idea: la spesa sanitaria privata ha visto un tale balzo in avanti da essere arrivata a 34,5 miliardi di euro, con un incremento in termini reali del 3,2% nel biennio 2013-2015, mentre la spesa delle famiglie per i consumi ha visto un aumento solo dell’1,7%. Molti cittadini confessano che spesso è stato il medico a consigliare di rivolgersi alle strutture private, e la maggioranza degli italiani è convinta che il servizio sanitario della propria regione sia peggiorato negli ultimi due anni.

Ebbene, noi siamo certi che il problema della mancata fiducia nei medici della sanità pubblica si acuirà con il Ddl Sanità, da noi ribattezzato “Salvamedici”, ora all’esame del Senato.
Il cittadino infatti, piuttosto che finire tra le mani dei medici delle strutture pubbliche per i quali verrà sancita la deresponsabilizzazione, si rivolgerà alle strutture private, tra l’altro già ora qui dirottato da medici che anche in quelle strutture operano.
Questo determinerà il tracollo della sanità pubblica e del diritto alla salute della ex classe media, ovvero i nuovi poveri, e l’esistenza in Italia della sola sanità privata per chi potrà permettersela.

L’Associazione Codici resta a disposizione di tutti i cittadini che vogliano presentare un reclamo, al seguente linkhttp://www.codici.org/sanita.html. Per ulteriori informazioni rivolgersi a segreteria.sportello@codici.org.