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Assoutenti, basta blocchi del traffico inutili

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I Romani sono stanchi di questi provvedimenti ingannevoli!
La riduzione dell’inquinamento atmosferico non dipende solo dal trasporto veicolare e non solo a questo può essere attribuito.

Il blocco della circolazione o peggio ancora il blocco a targhe alterne è un attentato al fondamentale diritto alla mobilità del cittadino!
Riceviamo condividiamo lo studio analitico fatto per noi dal Professor Ing. Paolo Leoni, Tecnica, Economia e Politica dei Trasporti – Università di Roma La Sapienza.

di prof. ing. Paolo Leoni Tecnica, Economia e Politica dei Trasporti Università di Roma La Sapienza
Da tempo la “cultura”, quella vera, ha superato l’argomento convenendo (sindaci di quasi tutte le grandi città d’Italia di sinistra e destra, unanimi) sull’inutilità manifesta di provvedimenti volti a far ricadere sul traffico veicolare delle città la causa di tutti i mali dell’aria che respiriamo, dei rumori che infastidiscono i nostri timpani, ma soprattutto sulla totale inefficacia dei rimedi che le leggi suggeriscono alle Amministrazioni per non incorrere nelle ire della magistratura.
Da parte loro gli Scienziati invece, hanno ancora problemi nel definire univocamente cosa si debba intendere per “inquinamento”, se non qualcosa di dannoso per gli “esseri viventi” e l’”ambiente”. Ma, dannoso come, e precisamente per chi? Per gli esseri umani, per gli animali, per i vegetali, per l’economia, per l’equilibrio idrogeologico, ecc. ecc. …, occorre intendersi!
Tanto per capirsi la tanto temuta CO2, che è un gas ma non un veleno, non può mancare dove esiste il verde, ed abbondare addirittura in caso di parchi e foreste! Gli ossidi di azoto, gli NOX, non si sa neppure bene che effetti abbiano, pur misurandosi nelle emissioni. Definire soglie di valori accettabili per ogni emissione solida, liquida o gassosa (per rimanere esclusivamente nell’ambito chimico) è impresa presso che inutile perché scientificamente immotivabile.
Discorso diverso può farsi solo sulle “polveri”, perché lì si hanno effetti “meccanici” di filtraggio nell’apparato respiratorio, sufficientemente identificabili (leggi le tanto “di moda” PM10).
Tuttavia la domanda sostanziale è: “è possibile sapere cosa ogni individuo intende per condizioni ottime di vita: vivere più a lungo, vivere un po’ meno anni ma togliendosi molti più “sfizi”, mantenere più a lungo le attività riproduttive e sessuali, ricorrere il minor numero di volte possibile ad interventi medici od a medicinali, ecc. ecc..”?
L’unico fatto certo per l’umanità tutta è che serve consumare meno energia possibile, meno aria possibile, e meno acqua potabile possibile; queste si che sono risorse da non sprecare!
Quanto alle azioni repressive nei confronti della circolazione dei veicoli a motore nelle città, è invece dimostrabilissimo che i danni, o “malefici”, di provvedimenti quali la sospensione della circolazione, totale o parziale, le “targhe alterne”, ed altri provvedimenti coercitivi del traffico individuale e commerciale superano i benefici (da nessuno ad oggi dimostrati) per i cittadini e per l’economia.
Quando si tratta di seguire leggi e norme sbagliate io Sindaco, superati “limiti di legge” definiti e “misurati a cavolo”, mi metto in pace con la magistratura, ricorro all’imposizione delle targhe alterne od alla sospensione della circolazione, e per il resto “chi se ne frega”, oppure ……. come?
Se fosse il prof. Leoni per l’ASSOUTENTI a consigliare ll Sindaco di Roma, prima di danneggiare stupidamente i miei cittadini farei questo ragionamento:
esiste un modo indiscutibile, e cioè scientifico, per dimostrare che la circolazione a targhe alterne, o con sospensione limitata alla domenica, in una città nella quale esiste ormai molto più di un autoveicolo per patentato, riduce l’inquinamento atmosferico?
Finora non è mai stato dimostrato per nessuna città ove è stato applicato il provvedimento, da Milano, a tutte le altre.
Posto che leggi e direttive sono sempre fallibili e mutabili, nel momento che venisse tecnicamente e scientificamente dimostrato che un determinato rimedio, contrariamente alle intenzioni, più che vantaggi producesse svantaggi per la popolazione, quale condanna potrebbe essere comminata?
L’unico dato veramente indicativo si potrebbe avere solo se gli Uffici Comunali fossero in grado di calcolare sia su base sperimentale che attraverso opportuna e specifica modellistica, il totale dei consumi energetici ed emissioni, per un adeguato intervallo di tempo, tenendo però conto anche che ad ogni provvedimento sono da associare le considerazioni che seguono:

a) targhe pari e dispari,
– a fronte di un modestissimo calo del numero dei veicoli in circolazione
(giornalmente già oggi circolano meno della metà dei veicoli immatricolati), aumenterebbe la distanza media percorsa dagli altri, verrebbero utilizzati mezzi di cilindrata mediamente maggiore e maggiormente inquinanti (chealtrimenti si eviterebbe di usare in città), si indurrebbe all’uso di motocicli da parte di conducenti incerti e/o anziani con scarsa predisposizione, aumento di incidenti;
– il servizio di trasporto pubblico non copre omogeneamente il territorio comunale ed è quindi causa di trattamento differenziato tra cittadino e cittadino; induzione, per i più abbienti all’acquisto di più autoveicoli con targhe alterne (finali pari e dispari), ricaduta di dubbia sensibilità sociale;

b) sospensione totale della circolazione per fasce orarie o di domenica, in aggiunta a quanto scritto già per a),
– l’obbligo di non utilizzo dei mezzi per gli spostamenti individuali determina
maggiori consumi domestici di energia elettrica per riscaldamento, condizionamento, illuminazione, uso di elettrodomestici,TV, computers, apparecchiature varie alimentate da energia di varie fonti, ecc.
– gli spostamenti procrastinabili in altri orari o giorni andranno a sommarsi a situazioni circolatorie già congestionate incrementando ulteriormente i tassi di emissione;
– divieto di circolazione domenicale, giornate nelle quali la stessa è normalmente di per sé più fluida (viaggiare ad una velocità media di 35 km/h o 37 km/h, poco cambia in termini di emissioni!), significa spesso impedire visite a malati o anziani, con riflessi sociali difficilmente monetizzabili, ma non trascurabili per qualunque buon amministratore;
– in tutti i casi, nell’intorno ed ai margini delle aree interdette alla circolazione si producono inevitabilmente addensamenti di traffico e concentrazione dei danni sulla popolazione ivi presente.

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Telemarketing aggressivo, scoppia il caso della truffa sui Bitcoin

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Trading online: la terza fase delle truffe

Codici: dopo energia e telefonia adesso spunta il trading online

Molteplici fattori possono influenzare il comportamento delle persone quando si tratta di mutare abitudini e comportamenti, ma negli ultimi anni un trend anomalo ha visto crescere esponenzialmente le persone che cascano nella facile convinzione di poter guadagnare tanto investendo poco.

In parallelo, si è sviluppato un tipo di telemarketing molto aggressivo, da parte di società che contattano con la promessa di un facile e veloce guadagno. Queste ultime in genere hanno sede a: Londra, Malta, Est Europa e varie località italiane. Arrivano a chiamare fino a 20 volte al giorno e successivamente, se non si risponde al telefono, inviano una mail.

Queste società raggirano la regolazione, intesa come tutela del risparmiatore, come ad esempio la direttiva Mifid II, sulla base della quale non si può investire in determinati prodotti, se prima non è stata svolta un’analisi ben precisa del profilo di rischio del risparmiatore.

E’ un tipo di truffa “sottile” perché si rivolge a chiunque, quindi non necessariamente solo a chi è completamente digiuno di nozioni finanziarie, inoltre non insospettisce troppo, perché l’investimento minimo richiesto ammonta a 250 euro.

Sostanzialmente, dopo le fasi uno e due delle truffe perpetrate dalle compagnie telefoniche e dagli operatori dell’energia, ora ci troviamo all’interno della terza fase delle truffe, attraverso cui si sta sviluppando un nuovo e profittevole settore: è un mercato che vale 4 miliardi di dollari al giorno.

Si specula principalmente sulla differenza di prezzo tra una moneta e l’altra, inoltre con la diffusione delle cripto valute (monete virtuali) è ancora più facile truffare: si è arrivati ad un livello di profilatura della persona tale che, se solo si acquista cripto valuta senza fare trading, si cedono comunque i propri dati e a questo punto veniamo agganciati da queste società solo per essere stati su quella piattaforma. Esiste un monitoraggio incredibile a cui è praticamente impossibile sfuggire e se si prova a bloccare la chiamata, si viene contattati da un’altra nazione; l’obiettivo è quello di farsi dare il denaro o dal conto corrente o dai propri wallet cripto perché i broker di queste società li utilizzano per speculare a livello internazionale sotto la nostra responsabilità civile e penale.

 

Guarda il video della telefonata choc realizzato da Mimandarai3 e Luigi Gabriele

“Chi vi chiama a casa, è entrato in possesso dei vostri dati e certamente è intenzionato a raggirarvi, è una truffa sicura, infatti attraverso le valute elettroniche vogliono arrivare ai soldi “veri”. Non accettate mai offerte derivanti dal teleselling, chi vuole investire deve rivolgersi solo a professionisti seri o a dei consulenti finanziari che non entrano in contatto con un possibile investitore con queste modalità” – afferma Luigi Gabriele  dell’Associazione Codici.

 

Ecco quattro regole d’oro per non incappare nella trappola del trading online:

1) Non investire se non si sa in che cosa consiste

2) Non fare prove di nessun tipo nemmeno con soldi “virtuali”

3) Non diffondere numeri di conto o di carte di credito

4) Rivolgersi ad Associazioni dei consumatori al minimo dubbio

Per non ricevere più telefonate moleste, ribadiamo di iscrivervi al registro delle opposizioni (http://www.registrodelleopposizioni.it/) e potrete in queste modo tutelare nell’immediato il vostro numero fisso,  a breve anche il numero di cellulare. Per dubbi o problemi scrivete a: segreteria.sportello@codici.org o chiamare allo 06.5571996.

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Consumatori

Sanità, 44 milioni di italiani si rivolgono ai privati

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Aumento della spesa per la Sanità privata che vola a 40 miliardi

CODICI avverte: aumento spesa privata è segnale che il SSN non riesce a soddisfare il diritto alla salute

La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli.

Lo stato d’emergenza dell’assistenza sanitaria pubblica, specie nel Lazio e al Sud, porta inevitabilmente a rivolgersi a strutture private, anche per coloro che non ne hanno le possibilità economiche, con il risultato che sono sempre di più gli italiani che si indebitano per avere accesso alle cure.

Solo nell’arco dell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso ai propri risparmi per pagare prestazioni sanitarie per intero o, in parte, con il ticket.

Questi numeri che fanno riflettere derivano dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentati al «Welfare Day 2018».

Naturalmente i costi della sanità privata incidono proporzionalmente in misura maggiore sulle famiglie dal reddito basso.

Dunque è appurato che gli italiani finiscono per indebitarsi per pagare la sanità. Ben 7 milioni di italiani nell’ultimo anno si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto fare ricorso ai propri risparmi. Dalla ricerca, inoltre, emerge che il 47% degli italiani taglia le altre voci di spesa far fronte alla sanità.

La conclusione è che coloro che guadagnano meno, devono trovare naturalmente più soldi per pagare le spese sanitarie.

“La capacità di mettere a disposizione un buon servizio sanitario pubblico è da sempre un criterio per stabilire quanta attenzione il Governo riservi nei confronti dei cittadini, il cosiddetto welfare – ha affermato il Segretario Nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli – ma in questi anni non è mai stato raggiunto un livello soddisfacente e chiediamo che la sanità torni al centro dell’agenda politica. Inoltre – ha continuato il Segretario – noi di CODICI, che ci siamo sempre battuti per il diritto alla salute dei cittadini, riteniamo che dati come questi siano un indice molto grave: la spesa sanitaria privata è tra le maggiori forme di disuguaglianza, dato che incide naturalmente sulle famiglie con difficoltà economiche.

In questa giungla della sanità non mancano coloro che per avere accesso alle cure sono arrivati a ricorrere a raccomandazioni: 12 milioni di italiani hanno saltato le lunghe liste d’attesa nel Servizio sanitario grazie ad amici e parenti. Infine, altro dato sconcertante è rappresentato da quel 54,7% di italiani non ha più fiducia nelle opportunità di diagnosi e cure sanitarie.

Questo il quadro di un settore, quello sanitario, che fa acqua da tutta le parti e chiede sacrifici proprio alla fetta della società con redditi più bassi.

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Consumatori

Energy Rating: Sorgenia decide di farsi dare il rating dai consumatori

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Milano, 8 giugno 2018

 

Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia, volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.

 

Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. 

 

Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.

 

Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.

 

Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.

 

Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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