I prezzi di biglietti e abbonamenti per il trasporto pubblico della capitale potrebbero subire a breve un rincaro. La denuncia arriva oggi dal Codacons, che chiama in causa il decreto legislativo sui servizi pubblici locali il quale, oltre a prevedere rimborsi per i ritardi dei mezzi pubblici e multe per i trasgressori, introduce anche rincari delle tariffe per i passeggeri.

L’art. 22 del decreto, infatti, prevede al comma 9 che “Al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di copertura dei costi con i ricavi del traffico, le regioni e gli enti locali modificano i sistemi tariffari e i livelli delle tariffe anche tenendo conto dei principi della semplificazione, dell’applicazione dell’ISEE, dei livelli di servizio e della media dei livelli tariffari europei”. Proprio quest’ultima disposizione potrebbe concretizzare un prossimo aumento del costo dei biglietti per i trasporti pubblici a Roma, considerato che nella capitale le tariffe di ticket e abbonamenti mensili e annuali sono inferiori rispetto alle altri capitale europee. Il biglietto normale, infatti, costa a Roma 1,50 euro, mentre a Parigi si paga 1,80 euro, a Berlino 2,70, a Londra parte da 3,20 euro. Non solo. Il decreto prevede anche l’obbligo per le aziende di rinnovare la flotta e investire sugli autobus.

“Roma potrebbe ritrovarsi ad avere biglietti dei mezzi pubblici costosi come quelli di Londra e Berlino, pur offrendo un servizio qualitativamente e quantitativamente  inferiore rispetto a tutte le altre città europee – denuncia il presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma – Una vera e propria follia che danneggerebbe gli utenti e contro la quale siamo pronti ad avviare una battaglia legale a suon di ricorsi”.