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ATAC, un azienda con troppe falle

Le falle di un’azienda chiusa su se stessa e le ripercussioni sui consumatori
Si è tenuta oggi la conferenza stampa del Codici “Atac: tra partecipazione mancata, scandali e buchi di bilancio. Le falle di un’azienda chiusa su se stessa e le ripercussioni sui consumatori”.

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Cominciamo con alcuni dati sconcertanti:

  • Chilometri fantasma (non coperti dai mezzi Atac): dal 2011 ad oggi mancano ben 30 milioni di chilometri all’appello, cioè il 25% in meno del servizio.
  • Lo scandalo dei biglietti clonati: almeno 1/3 dei biglietti è falso.
  • L’aumento del costo del servizio è del 75%: i biglietti lo scorso anno sono aumentati del 50%, ma calcolando anche la diminuzione del 25% del servizio, in pratica i consumatori pagano il 75% in più. Per una qualità che, si ricordi, spesso lascia a desiderare.
  • Ogni giorno 1400 dipendenti sono assenti dal servizio. E’ forse in corso qualche malattia contagiosa che mette in pericolo la salute dei consumatori? Una provocazione più che lecita, visti i numeri vertiginosi.

Con perfetto tempismo, proprio in questi giorni Atac è stata sotto i riflettori della cronaca per i pesanti tagli previsti alla rete di trasporto pubblico.
“Un sistema già di per sé carente sotto diversi punti di vista, pensiamo all’inefficienza del servizio, ai convogli vetusti, all’inaffidabilità dei mezzi – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Ed ora andrà incontro ad ulteriori problematiche che potranno determinare il crollo del’intero sistema”.
E in effetti non stiamo parlando di tagli leggeri. La ristrutturazione permetterà sì di risparmiare, ma getterà i pendolari nel caos. Si partirà dal deposito di Collatina secondo due filoni: Roma Est, dieci linee (042, 075, 112, 312, 313, 442, 448, 491, 541, 565) e Roma Centro, altre tre (75, 85, 175). Un’altra area riguarda 11 linee esterne che non saranno più attive.
Insomma, il risultato sarà un ulteriore peggioramento del servizio, è inevitabile. Questi e molti altri i temi sono stati trattati stamane dall’Associazione Codici, che attraverso un monitoraggio delle maggiori fonti di informazione ha delineato un excursus sulle maggiori criticità di Atac, tra disservizi delle singole linee (le ultime segnalazioni all’interno del dossier), buchi di bilancio profondi come crateri, irregolarità interne e vere e proprie truffe (si pensi all’inchiesta sui biglietti clonati). Una riflessione che si pone la finalità di presentare in maniera chiara e puntuale le maggiori problematiche dell’azienda per tentare di individuare, se non delle soluzioni, almeno dei possibili percorsi di miglioramento delle criticità attuali.

Di seguito alcune delle linee guida proposte nel dossier in allegato.

  • Partecipazione REALE delle Associazioni Consumatori
  • Tavoli periodici per mettere insieme comuni competenze
  • Osservatorio sul servizio(banca dati utenti)
  • Potenziamento delle risorse esistenti
  • Risorse finanziarie adeguate (piccoli investimenti per non far morire il servizio)
  • Lotta all’evasione(biglietti al guidatore)
  • Infomobilità
  • Per informazioni specifiche su ogni punto elencato si rimanda al dossier.

Insomma, quanto detto finora non lascia spiragli di ottimismo per l’azienda romana di trasporto pubblico. Ma come migliorare il servizio se l’azienda rimane totalmente chiusa su se stessa?
“È arrivato il momento di dire basta alle iniziative di facciata e di pretendere una reale partecipazione delle Associazioni Consumatori, che rappresentano gli utenti che ogni giorno lottano contro i disservizi Atac – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Si consideri infatti che Atac, andando totalmente contro gli obblighi di legge (articolo 2 comma 461 della Legge Finanziaria del 2008), non ha mai coinvolto le Associazioni nella redazione del contratto di servizio”. Codici non ha neanche mai potuto visionare tale contratto.
A questo punto, viste tutte le criticità del servizio di trasporto, cosa intendono fare le amministrazioni competenti? Se il sistema non funziona, è stata valutata l’idea del commissariamento, per ricominciare tutto da capo, facendo una volta per tutte le cose fatte bene?
Anche altre domande sono plausibili: esistono, all’interno delle misure pensate per risolvere dalla crisi economica, delle risorse destinate al risanamento del trasporto pubblico locale? Se si, quali? E se no, perché?

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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