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Attenzione I° bimestre 2017, controllate le bollette dell’energia, forti aumenti in arrivo. Come difendervi!

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A causa dei rincari il kW/h passa da 0,19 centesimi/netti a 0,29 centesimi/netti per la famiglia tipo.

Come difendervi!

Il 2017 sarà l’anno dei “Grandi cambiamenti” in materia di fornitura di energia elettrica e gas per i consumatori italiani. Cambiamenti (abbiamo il presentimento che diventino batoste), stabiliti dall’Autorità di regolazione di settore che si chiama AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico).

I consumatori ignorano che in Italia dopo le leggi dello Stato, quindi Governo e Parlamento, le regole di come deve funzionare un settore (come per le bollette), le stabilisce una apposita Autorità che in questo caso è l’AEEGSI.

Come fa le regole? Consultando le parti (operatori e consumatori). Non sempre i consumatori riescono ad avere lo stesso peso degli operatori perché si tratta di regole molto tecniche.

Che tipo di regole? Ad esempio stabilisce come deve essere scritta la bolletta, che colore e quante pagine. Oppure stabilisce quali sono i costi che vengono riconosciuti agli operatori, come per il tipo di contatore che ci viene installato.

Tornando a noi, dal primo gennaio 2017 accadranno due cose molto importanti:

  • Entrata in vigore della riforma tariffaria:

Significa che cambiano le modalità di calcolo dei costi “fissi e variabili” in bolletta a seconda della potenza impegnata dal nostro contatore.

Siamo stati contrari sin dall’inizio perché è scritta esclusivamente, a nostro avviso, per premiare chi spreca energia.

La logica adottata? Secondo l’Autorità i consumatori italiani per fare da mangiare devono usare la piastra ad induzione, mentre per riscaldarsi le pompe di calore (i condizionatori), quindi ha fatto una riforma denominata “regressiva”, nel senso che all’aumentare del consumo diminuiscono i costi fissi e viceversa.

E’ entrata in vigore da quest’anno ma arriverà a pieno regime dal prossimo.

Come cambiano le cose? Secondo questo schema:

Per farla breve a risparmiare (qualche decina di euro/anno) saranno soprattutto quelli che hanno una potenza molto elevata di consumo (oltre i 3200 kW/h l’anno) mentre tutti gli altri ci rimetteranno (molte decine di euro/anno).

L’Aeegsi ha detto che i meno abbienti verranno compensati dai Bonus Sociali (già esistevano prima della riforma, ma adesso sono stati leggermente potenziati), il fatto però è che non solo i Bonus li pagano tutti i consumatori connessi alla rete (quindi più bonus più sottrazione), ma la logica è sempre quella, sprecare più energia anche se meno abbiente ti dà diritto ad avere un bonus, e non conta quanto spegni le luci o compri elettrodomestici efficienti, il paradosso è che devi aumentare il consumo per avere (solo in proporzione ) un beneficio sulla bolletta.

Per farla breve, proprio da questo bimestre (I°2017), molti milioni di Italiani (single, persone sole, o famiglie con nuclei di ¾ persone) avranno un sostanzioso aumento in bolletta per sussidiare coloro che hanno delle potenze impegnate molto alte, come i proprietari di ville o casali. L’aumento risulta essere pari a 10 centesimi, quindi si è passati da 0,19centesimi a Kw/h a 0,29 centesimi.

  • Sostituzione massiva di 32 milioni di contatori

A partire da gennaio 2017 inizierà la sostituzione di 32 milioni di contatori per il momento esclusivamente di Enel distribuzione, che ha l’85% della rete italiana. Inizialmente interesserà 18 zone in tutte le Regioni italiane, con la promessa che verranno emesse fatture più precise e basate sul consumo effettivo(la stessa promessa che ci fecero nel 2001).

Il contatore in Italia ha avuto una prima fase “spontanea” dal 2001 al 2006 avviata da Enel ed una seconda fase “obbligatoria” dal 2007 al 2011, durante la quale, in seguito ad una deliberazione dell’Autorità (292/06) c’è stato l’obbligo di installare i misuratori elettronici per tutte le imprese distributrici.

Questo è stato fatto affinché fossero disponibili letture mensili effettive, le famose tele letture, fosse disponibile la tele gestione senza dover intervenire fisicamente, e affinché venissero ridotti i costi di lettura. Codici sa benissimo, in base ai reclami che ci pervengono dai consumatori, che le cose non sono andate propriamente così in questi anni. Lo scorso anno l’intero parlamento italiano votò una mozione che impegnava il Governo a risolvere il fenomeno delle “Maxi Bollette”, frutto proprio delle mancate letture. Insomma abbiamo pagato (ad altri) e montato da oltre 15 anni contatori teleletti ed abbiamo le fatture stimate!

Cosa c’è da sapere

1) E’ obbligatorio? La sostituzione del contatore non è obbligatoria(per il consumatore)per legge (D.M 60/2015), e soprattutto non si è tenuti a farlo sostituire se non si è concluso il ciclo di vita del precedente contatore, ovvero 15 anni, come quello che verrà sostituito (basta leggere la data di produzione sull’apparecchio).

2) Chi paga? I nuovi contatori come quelli vecchi, cambiati tra il 2001 e il 2011 verranno pagati dagli utenti in bolletta, ma l’Autorità ha assicurato: “tariffe di misura invariate”.  Quindi si continuerà a pagare ciò che si sta pagando attualmente, ma con i nuovi contatori si potrà contare su molti servizi in più, così ci raccontano. L’Autorità afferma che il risparmio per il distributore sarà del 20% e quello per l’utente del 80%, in seguito ad un’analisi costi-benefici che però ci rivela che ne gioveranno maggiormente i grandi fruitori rispetto ai piccoli.

3) Di chi è la proprietà? Il nuovo contatore sarà di proprietà del distributore pur essendo pagato dai consumatori, e ci costerà meno di 3euro a bimestre per 15 anni, il suo costo infatti, può variare dai 96 ai 240 euro (a seconda dell’anno di installazione).

4) Di chi è il dato prodotto? Il dato, ovvero quanto misurato e tutte le sue presenti e future applicazioni (come l’internet delle cose e le modalità di pagamento) è del consumatore, che deve possederlo integralmente e poterne disporre per farne ciò che ritiene opportuno, anche cederlo a terzi per finalità commerciali. Quindi attenzione!

5) La tecnologia? è stata scelta interamente dal distributore, il costo lo ritroverete in bolletta alla voce: “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”.

Ad oggi questa nuova tecnologia non elimina il costo del letturista in bolletta, che dovrebbe passare a rilevare la lettura almeno una volta l’anno.

Siete liberi di scegliere cosa fare, se farvelo sostituire o meno, nel caso scegliate la seconda opzione ricordatevi di:

1) Essere presenti in casa al momento della sostituzione per farvi rilasciare il certificato di conformità e quello di sostituzione, con tutti i dati dell’operatore che lo ha sostituito, le caratteristiche del nuovo e i dati di consumo del precedente, incluso il numero di matricola e fate una foto al vecchio contatore per accertare l’effettivo consumo registrato, per evitare così di ritrovarvi in bolletta spiacevoli sorprese come i troppo frequenti maxi conguagli.

2) Attenzione è proprio da queste sostituzioni che nascono problemi di fatturazione, conguagli e altra natura, che poi si riversano subito dopo sulle bollette.

3) Nel caso di reclami energia consultate il nostro sito dell’Associazione Codici al link: http://www.codici.org/energia.html

Il migliore consiglio che vi possiamo dare è: occhio alla bolletta, leggetela bene e imparate a capirla!

Di Luigi Gabriele

Affari regolatori e istituzionali, Codici

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MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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