Seguici su

News

Attenzione stanno per approvare una legge che cancella i casi di malasanità

Pubblicato

il

CODICI. L’approvazione del Ddl #salvamedici deve essere impedita a tutti i costi.

E il SI di Gelli sul referendum costituzionale lo conferma ancora di più.

Secondo il Deputato del PD Federico Gelli, votare SI al referendum conferirà un primato statale nelle decisioni di politica sanitaria: “Votando Sì al referendum gli italiani potranno non solo garantire all’Italia un sistema istituzionale moderno e finalmente in linea con le nazioni più avanzate del mondo, ma anche permettere di sciogliere i nodi che impediscono di sbloccare situazioni delicate come avviene in sanità”.
Per il CODICI un motivo in più per votare NO.
Ricordiamo che Gelli è il primo firmatario del disegno di legge #salvamedici sull’errore medico e la responsabilità professionale.(http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/46445.htm).
Il vero obiettivo della legge è, infatti, introdurre un salvacondotto per i medici.
In caso di malasanità, si deresponsabilizzerebbe completamente la classe medica: l’errore medico non sarà punito e, in più, la vittima non avrà diritto ad alcun risarcimento.
La verità e la giustizia che le vittime di malasanità o i loro famigliari inseguono e pretendono, potrebbe svanire se venisse approvato il DDL salva medici.
L’associazione Codici si oppone fortemente a questo disegno di legge e ha lanciato, infatti, da tempo una petizione per fermare questo scempio perpetrato dal Governo in carica nei confronti dei pazienti e dei loro familiari, già duramente colpiti dall’evento di morte o dal caso di malasanità. (Clicca sul link per firmare la petizione).
“Basta un sì per avere più equità nell’assistenza ai cittadini”, commenta ancora Gelli.
Detto da colui che si è reso promotore di una legge che deresponsabilizza un’intera categoria e non tutela i cittadini, sembra un’assurdità. Invece di promuovere il referendum costituzionale, il deputato PD dovrebbe leggere con attenzione le reazioni dei cittadini al ddl #salvamedici.
I commenti alla petizione, infatti, sono tanti e dai toni molto forti: “Sto firmando perché mio padre è morto per l’incompetenza e la poco professionalità di strutture mediche che pensano solo al profitto e ai rimborsi del ministero della salute”,
“Di casi di malasanità in Italia ce ne sono stati fin troppi negli anni… questo Decreto è la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, “Chi sbaglia DEVE pagare, specie chi ricopre ruoli di così vitale importanza!”, “Non si può più andare avanti con l’impunità dei medici ospedalieri già intollerabile adesso, figuriamoci dopo questo vergognoso decreto!”.
È evidente che l’approvazione di questo disegno di legge deve essere impedita a tutti i costi. E l’intervento di Gelli sul referendum costituzionale lo conferma ancora di più.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

News

GdF alla porta degli operatori TLC e AGCM apre un’istruttoria con un anno di ritardo

Pubblicato

il

 CODICI: interventi inspiegabilmente tardivi

“Bene la Guardia di Finanza alle porte delle Società di telefonia mobile e fissa, ma la sensazione è che sia scappato il gatto con il topo in bocca, afferma Luigi Gabriele di Codici, questa vicenda è un po’ ambigua visto che è da almeno il 2016 che l’Antitrust sapeva dell’ipotesi di un cartello, eppure non ha mai voluto aprire un’istruttoria.

Adesso ci sembra un po’ tardivo questo intervento, dato che gli operatori hanno già incassato 1 miliardo e 600 milioni ed i rimborsi per i consumatori sono stati congelati dal TAR del Lazio per non creare un dissesto finanziario alle loro casse, chissà però se i consumatori rivedranno mai i rimborsi. Ribadiamo che è strano questo immotivato ritardo, non vorremmo che il solito cartello sia stato attuato anche nei confronti delle Istituzioni”.

Continua a leggere

News

Socializzazione integrale della morosità. Ecco chi sono i morosi in Italia

Pubblicato

il

Abbiamo riportato ieri la notizia della socializzazione integrata della morosità e di ciò che andrà a comportare per i consumatori:  l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi.

Morosità dell’energia elettrica che ammonterebbero a 200 milioni di euro come prima tranche.

Ma chi sono i morosi di cui si parla?

Ebbene, dai dati dell’Autorità per l’energia, più nello specifico dal monitoraggio retail sui morosi, appare lampante come in questo Paese a non pagare sono sostanzialmente: la pubblica amministrazione e  le imprese e comunque tutti colori che consumano in “media tensione (MT) altri usi, quindi non gli utenti domestici, ovvero non i privati cittadini.

Pertanto sul monte complessivo di insoluto il consumatore ha inciso per il 2016 al 16,2%, mentre gli ”MT altri usi” per il 26,2%; nel 2012 sono arrivati ad essere morosi per ben il 37,8%, come riportato dall’Autorità.

GRAFICI MOROSITà

Quindi ci sorge spontaneo il quesito del perché se sono le imprese e la PA a consumare e a non pagare, debbano essere i consumatori, tutti indistintamente, a sopperire e colmare un buco creato da altri soggetti.

“Non appena verrà chiusa la consultazione del documento, impugneremo davanti al TAR questo provvedimento assurdo, l’ennesimo di questa Autorità pro distributori, afferma Luigi Gabriele di Codici, i fornitori di energia si rivalgano sui reali responsabili insolventi, tra l’altro rabbrividiamo al pensiero che altre delibere sul tema saranno messe a punto nei prossimi mesi per completare le procedure con cui i consumatori dovranno rimborsare ciò che non è stato pagato dai furbetti, chissà che altro si inventerà l’Autorità”.

Inoltre, se alcune aziende si divertono a fare prezzi al ribasso alla pubblica amministrazione per vincere gli appalti pubblici e poi questi ultimi non pagano perché da sempre insolventi (ma anche molti non disalimentabili), non deve essere problema del consumatore, ma del Governo.

In questa arida campagna elettorale ancora non abbiamo sentito un partito fare proposte per liberare le nostre bollette da oneri impropri più che di sistema.

Visto che non le fanno i partiti le facciamo noi, con l’auspicio che vengano almeno discusse.

Gli elettori/consumatori vogliono sentir parlare di questo e non di leggi elettorali.

Le nostre proposte, se attuate, permetterebbero una riduzione immediata delle bollette di almeno il 30% subito e senza alcun onere in capo allo Stato. Eccone qui alcune.

Proposte pro consumatori:

·         Ridurre il peso degli oneri di sistema razionalizzando le numerose voci ed eliminando quelle ormai anacronistiche e non coerenti con la spesa delle famiglie;

·         Annullare la riforma tariffaria che ha previsto di spalmare in modalità fissa sulle utenze basso consumanti gli oneri, anziché la più efficiente e giusta modalità della crescita progressiva;

·         Rivedere il meccanico degli incentivi alle fonti rinnovabili e riassegnare i fondi recuperati dalla frodi al fine di ridurre il peso della bolletta;

·         Ripulire la bolletta dagli oneri impropri riportando questi ultimi sulla fiscalità generale;

·         Dare rappresentanza ai consumatori domestici nel prossimo Collegio dell’Autorità attualmente in scadenza (11 aprile 2018);

·         Eliminare il prelievo iva sulle componenti che non riguardano la materia prima;

·         Abrogare il GSE e l’AU e sostituirli con un più efficiente registro pubblico digitalizzato sul sistema elettrico con base tecnologica AI (artificial intelligence), Blockchain e learning machine.

Continua a leggere

News

Le bollette non pagate a carico dei consumatori? Tutto quello che devi sapere, di Luigi Gabriele

Pubblicato

il

 

Tutti i chiarimenti sulla notizia: Le bollette elettriche non pagate saranno (in parte) a carico degli altri utenti

Gli italiani finalmente hanno scoperto che nelle loro bollette è caricato di tutto, anche le morosità, quello che non hanno capito è che verranno inseriti anche i debiti lasciati dalle aziende che operano in questo sistema e che sono fallite.

A Radio Cusano Campus, ieri abbiamo fatto un lungo approfondimento, per risentirlo cliccate qui

Pur confermando il nostro convincimento che questo è stato il peggior collegio fino ad oggi e che il prossimo, avrà soprattutto il gravoso compito di  far recuperare credibilità all’istituzione autorità, dove ci sono anche bravissimi tecnici,  preferisco dare una serie di chiarimenti su quella che non vorrei diventasse una Fake news.

Confermo la mia dichiarazione  a margine della notizia:  in questo paese, si socializzano i debiti ma si privatizzano i profitti.

Come nel caso di chi vince gare pubbliche o rifornisce grandi energivori (o spesso non disalimentabili), che o  per la cattiva fede o incapacità,  giocano con i soldi, tanto si sa che i debiti verranno spalmati sui consumatori.

Idem vale per i Furbetti del gas o per i furbetti del dispacciamento, ai quali oggi si aggiungono i Furbetti delle morosità.

 

Da leggere l’approfondimento di staffettaquotidiana per chiarire alcune questioni sulla notizia.

Bisogna fare attenzione, in questa vicenda, per gioco forza ed anche un po per la loro vicinanza numerico/temporale, si confondo  e/o mischiano due delibere diverse con contenuti molto differenti tra loro ma apparentemente uguali.

I documenti incriminati:

  1. La delibera 50/2018

Con la delibera 50/2018/R/EEL l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) dàprima attuazione alla disciplina transitoria in tema di esazione degli oneri generali del sistema elettrico (introdotta con la delibera 109/2017/R/EEL), confermando l’attuale gestione degli oneri generali di sistema, che sono addebitati ai clienti dai venditori che li versano alle imprese distributrici e che a loro volta li corrispondono alla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) e al GSE (Gestore dei servizi energetici), e introducendo specifici meccanismi di reintegrazione degli stessi oneri generali versati ma non riscossi e non recuperabili da imprese distributrici.

     2. La consultazione 52/2018

Con il documento per la consultazione 52/2018/R/eel l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) illustra gli orientamenti in merito al meccanismo di riconoscimento agli utenti del trasporto degli oneri generali di sistema altrimenti non recuperabili che gli stessi risultano aver regolarmente versato alle imprese distributrici e non aver incassato dai clienti finali.
Tale meccanismo, insieme a quello di reintegrazione per le imprese distributrici (delibera 50/2018/R/eel) completa la disciplina transitoria in tema di esazione degli oneri generali del sistema elettrico (introdotta con la delibera 109/2017/R/eel).

 

Facciamo un po di chiarezza:

 

Il provvedimento di cui si è parlato tanto nella cronaca giornalistica,  è una consultazione pubblica, ed è ancora in corso consultazione 50/2018(a cui possono partecipare tutti, anche i singoli cittadini, scadrà il 26 febbraio),  e si pone l’obbiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità sugli oneri di sistema che lasciano gli operatori insolventi nei confronti dei distributori di rete.

 

Mentre i 200 milioni a cui fa riferimento sempre la cronaca giornalistica, sono riferibili ad un altra questione. La questione disciplinata nella delibera  50/2018 che disciplina il buco lasciato da alcuni venditori di energia falliti, e che, secondo la decisione dell’autorità, dovrebbero essere coperti dai consumatori.

Il grande assist che ci ha dato questa notizia, che seppur male interpretata, è quello di averci dato la possibilità di chiarire o dire a tutti gli italiani, che le morosità degli insolventi domestici e non,  sono già socializzate in bolletta e questo avviene da anni, sia per il gas che per l’energia e di recente anche per l’acqua.

Quello che qui si vuole integrare (delibera 50/2018), sempre nelle bollette, sono le nefandezze(ovvero i debiti), generate dai furbetti del quartierino. E questo è inaccettabile!

La delibera a cui si fa riferimento nella cronaca giornalistica,  si chiama deliberazione 52/2018 e riguarda la parte della bolletta limitata agli oneri generali di sistema previsti per legge.

In particolare, il riconoscimento individuato dall’Autorità per i soli distributori è parziale e attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità  di operare nel mercato dell’energia.

Gli oneri di sistema rappresentano il 19 % della bolletta e consistono nelle seguenti voci:

Un meccanismo, parziale quindi e finalizzato a garantire il gettito degli oneri di sistema da assicurare per legge, che l’Autorità ha strutturato in tal modo per adempiere ad una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema. La regolazione precedente imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, nè ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori.

Chi sono i morosi del sistema elettrico?

Se poi invece vogliamo realmente sapere chi sono i morosi ovvero quelli che  non pagano le bollette che come dicevo prima, già sono da anni socializzati, dobbiamo fare riferimento al documento ufficiale di ARERA(Autorità) che secondo il “Monitoraggio retail” indagine annuale a cui l’autorità ha l’obbligo di svolgere, pubblicato a novembre 2017, nel  2016 le morosità del sistema elettrico incidevano per 6 miliardi(di morosità totali) di euro su un ammontare di 61 miliardi di fatturazione complessiva.

Tra i morosi, solo 1,4 miliardi sono addebitabili ai consumatori DOMESTICI, il restante 4,6 miliardi fa riferimento ad utenti di Altri Usi e Media tensione(principalmente PA, Partite Iva e altri soggetti diversi dal consumatore domestico).

Quali sono le Tipologie di utenze?

Le utenze commercialmente si dividono in:

Utenza domestica:

Con il termine utenze domestiche si intende classificare quelle utenze di beni o servizi che riguardano abitazioni o immobili destinati all’abitazione(compresi garage, cantine, posti auto etc.) predisposti all’allacciamento alla rete idrica, alla corrente elettrica, al gas alla rete telefonica

  • “utenza domestica”, ossia a un cliente che utilizza l’energia elettrica consegnata in un unico punto di prelievo (un solo POD e un solo contatore) per alimentare la sua abitazione (di residenza o meno) e le relative applicazioni (ad esempio le pompe di calore per il riscaldamento degli ambienti), i locali annessi o pertinenti all’abitazione, i punti di ricarica privata per veicoli elettrici e i servizi generali in edifici composti da massimo due unità immobiliari;

In questa categoria rientrano quindi solo i privati cittadini e le abitazioni.

  • “utenza usi diversi” ossia a un cliente che utilizza l’energia elettrica per usi diversi da quelli di cui al precedente punto (ad esempio per alimentare un negozio, un ufficio ecc).

Partite iva, Enti pubblici, PA, e tutti coloro che sono diversi dal singolo utente.

Utenze in Media tensione:

Utenti definibili come  operatori di grandi dimensione o energivori .

Quindi in totale, i domestici sul sistema elettrico rappresentano solo 1/3 delle utenze.

E’ arrivato il momento quindi, di rivedere proprio gli oneri di sistema e tutte le altre voci che forniscono rendite alla filiera del settore, la quale gode di immunità da fallimenti e di ricavi non più sostenibili e giustificabili.

 

Proposte pro consumatori:

  • Ridurre il peso degli oneri di sistema razionalizzando le numerose voci ed eliminando quelle ormai anacronistiche e non coerenti con la spesa delle famiglie;
  • Annullare la riforma tariffaria che ha previsto di spalmare in modalità fissa sulle utenze basso consumati gli oneri, anziché la più efficiente e giusta modalità della crescita progressiva;
  • Rivedere il meccanico degli incentivi alle fonti rinnovabili e riassegnare i fondi recuperati dalla frodi al fine di ridurre il peso della bolletta;
  • Ripulire la bolletta dagli oneri impropri riportando quest’ultimi sulla fiscalità generale;
  • Dare rappresentanza ai consumatori domestici nel prossimo collegio dell’autorità attualmente in scadenza l’11 aprile 2018.
  • Eliminare il prelievo iva sulle componenti che non riguardano la materia prima;
  • Accorpare e snellire il GSE e l’AU e sostituirli con una più efficiente registro pubblico digitalizzato sul sistema elettrico con  tecnologia basata su: Intelligenza artificiale, Blockchain Pubblica & Learning  machine;

 

di Luigi Gabriele

Continua a leggere