Continua a suon di atti parlamentari la crociata della deputata Azzurra Cancelleri (M5S) sulle presunte inadempienze di Equitalia ed Agenzia delle Entrate. Ultima in ordine di tempo è l’interrogazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze sul caso Befera, attuale direttore dell’Agenzia delle entrate. Nell’interrogazione la parlamentare siciliana prende spunto da un articolo di stampa che riporta le diverse anomalie relative all’incarico ed al compenso dello stesso Befera. Nello specifico si interpella il ministro dell’Economia per sapere:

“Quale sia l’interezza della cifra che Attilio Befera percepisce sia come direttore dell’Agenzia delle entrate che come pensionato. Befera – continua la deputata – ha compiuto 67 anni a giugno scorso, eppure è ancora lì ben piazzato sulla sua poltronissima, che anzi con il tempo è diventato un trono grazie alla fusione di tutte le Agenzie del Tesoro sotto la sua guida. Esattamente come per Mastrapasqua, anche lui è equiparabile a un monarca del fisco. Secondo una legge del 2001 i dipendenti pubblici dovrebbero andare in pensione a 65 anni (esclusi alcuni casi specifici come i professori universitari e i militari), con una proroga di massimo due anni, quindi fino a 67 anni. Il caso di Befera comunque non rientra nell’ipotesi di proroga, perché il direttore delle Entrate è andato in pensione prima, all’età di 65 anni. Ed è rimasto con un contratto da esterno confermato da diversi governi. Anche dallo stesso Letta. Il quale ha avuto l’accortezza di non citare nell’atto di nomina la legge 2001 sulle scadenze di legge. Per Befera e Mastrapasqua ad esempio fu scritta una norma ad hoc per consentire che gli emolumenti di Equitalia non fossero conteggiati ai fini del tetto previsto per i dirigenti pubblici”. Nell’interrogazione si chiede inoltre:

“Quali altre persone si trovino nella condizione di Attilio Befera, essendo ormai Antonio Mastrapasqua dimissionario dall’INPS, e cioè abbiano la garanzia che gli emolumenti di un incarico pubblico o in società pubblica, nella fattispecie in Equitalia, non siano conteggiati ai fini del tetto previsto per i dirigenti pubblici”. In conclusione la deputata chiede inoltre “un intervento immediato per ristabilire i principi di trasparenza e di equità, e cioè un emolumento per il capo dell’Agenzia delle entrate in linea con quella generale dei dirigenti pubblici”.

Fonte: azzurracancelleri.it