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Austerità e debiti: alla scoperta del vero incubo di consumatori ed imprese(di Francesco Luongo)

C’è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura.

(Benjamin Franklin)

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Rapiti  dalle ansie da spread e dai dibattiti sul debito pubblico, che ha raggiunto il suo nuovo massimo storico (2.168,6 miliardi di euro e Fiscal compact alle porte), abbiamo perso di vista la deriva dell’indebitamento privato.

Dal 2007 inizio dell’ era della “crisi”, l’incremento del debito medio nazionale  è stato del 35,1 % per quasi  19.251 euro a famiglia nel 2013.

Senza dar minimamente retta all’ottimismo standard di politici e media sulla “prossima”ripresa dell’anno a venire, i consumatori italiani hanno ridotto gli acquisti e, chi ha potuto, incrementato i risparmi.

ripresaNon è un caso che i depositi delle famiglie sianoaumentati dell’1,8% passando dagli 854,1 miliardi di euro del marzo 2012 agli 869,6 del 2013.

Anche per il Censis il valore di contanti e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni, dai 975 miliardi  del 2007 a 1.209 miliardi nel marzo 2014 (+9,2%) .

Secondo l’ultimo Rapporto COOP Consumi e Distribuzione sette anni di crisi hanno eroso il reddito pro capite disponibile di 2.700 euro e le famiglie hanno reagito tagliando la spesa per consumi di ben 100 miliardi.

Un disperato tentativo di resistenza dei cittadini non certo passato inosservato, visto  l’innalzamento dell’aliquota sulle rendite dal 20% al 26% decisa a Luglio sui già magri interessi di conti correnti bancari e postali, mentre sui depositi titoli  il “bollo” è del 2 per mille da Gennaio.

Il 33% degli Italiani teme di diventare povero e non certo per colpa dello spread o del debito pubblico alle stelle, bensì per la drastica riduzione dei redditi causata dalladisoccupazione dilagante  (12,6% a luglio con 3 milioni 220 mila senza lavoro in aumento e del 4,6% su base annua e picchi al sud e isole del 20%) e da una tassazione sconsiderata.

Dall’incertezza  siamo passati alla paura del futuro, aggravata dal vero problema degli Italiani: le 39 milioni di pratiche di recupero crediti,  per  48,6 miliardi di euro, attestate nel 2013 dall’UNIREC .

Sono proprio le famiglie ad essere coinvolte in quasi nove pratiche su dieci dovendo più dell’80% degli importi.

TUTELA-DEL-CREDITO-QUALE-RUOLO-SOCIALE-UNIREC-NE-DISCUTE-A-ROMA_largeMilioni di consumatori ed imprese, volenti o nolenti, sono chiamati a restituire:

  • 29,1 miliardi di euro  (17,5 milioni di pratiche) del settore bancario/finanziario/leasing , relativi arate di prestiti, rate per acquisto di beni di largo consumo, rate di mutui, scoperti di conti bancari, carte di credito revolving e canoni di leasing;
  • 18,0 miliardi di euro, ( 19,1 milioni di pratiche) dal settore utility/TLC, riguardanti bollette insolute per servizi di prima necessità quali: luce, acqua, gas e telefono;
  • 1,5 miliardi di euro  (2,4 milioni di pratiche), per crediti commerciali e di altra natura.

Significativo delle difficoltà economiche dei debitori anche il dato sulla la capacità di recupero degli operatori  sceso nel 2013 al 19,6% (-9%).

Mancati guadagni che, insieme ai debiti commerciali della P.A. ancora non saldati  (35 miliardi di euro per la CGA di Mestre), contribuiscono a strangolare  le poche imprese ancora sane rimaste in Italia, strette tra la pressione fiscale e contributiva e l’inesorabile riduzione della domanda interna causata dalla recessione.

L’abbassamento della produzione industriale dello 0,8% nel trimestre Maggio-Luglio è  la riprova che i consumi sono al palo molto più che il tasso di deflazione, con  le  vendite al dettaglio che segnano un -2,6% a giugno rispetto allo scorso anno ( -2,4% sugli alimentari -2,8% sui non alimentari).

Schermata-2014-09-22-alle-08.30.37-650x395In questo quadro si inserisce anche il dato delle sofferenze bancarie (168,5 miliardi di euro, a maggio 2014 +24% sul 2013) che inducono le banche a non erogare prestiti a famiglie ed imprese sempre più in crisi (-3,1% a marzo 2014).

Gli 80 euro elargiti da Renzi  non bastano purtroppo e le speranze di ripresa non passano per il job act, ma attraverso  strumenti normativi e finanziari che  risanino l’economia italiana dai debiti.

Un velo pietoso va steso poi sul vero e proprio vaso di pandora dei crediti tributari (veri o presunti) affidati dalle P.A. ad Equitalia.

I debiti tributari  in riscossione con Equitalia - Grafico de Il Sole 24 ore.

Lo stock di debito in riscossione dal concessionario partecipato da Agenzia Entrate ed Inps è di 475 miliardi nel 2013 tra tributi, contributi e sanzioni.

Debiti  in parte virtuali essendo 120 miliardi di cartelle a carico di imprese fallite e 20 miliardi sospesi dalle Commissioni Tributarie perchè illegittimi.

Il tasso recupero nel 2013 è stato pari a 7,1 miliardi (-5% rispetto al 2012),  media che sarà  sicuramente impossibile da conservare anche quest’anno.

Anche nella migliore delle ipotesi  non basterebbero 40 anni per il recuperare le somme in riscossione che, nel frattempo, centinaia di pubbliche amministrazioni continuano a portarsi tra le voci di bilancio attive.

Imposta  Unica Comunale 2014

La difficoltà a ripagare i debiti di famiglie ed imprese risultano ulteriormente aggravate dalla  stangata sugli immobili di IMU, TARI e la nuova TASI per circa 31,096 miliardi di euro contro i 28,664 del 2013 (+8,5%) del 2013.

Una nuova manovra fiscale che stavolta coinvolgerà direttamente  anche gli inquilini con una quota dal 10% al 30% sulla TASI decisa dai singoli Comuni.

Per la CGA di Mestre sommando i vari balzelli, ogni nucleo familiare versa all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali mediamente 1.277 euro al mese.

Le iniziative di associazioni per contrastare il sovraindebitamento  non mancano come lacampagna informativa sulla nuova e sconosciuta  legge n. 3/12  avviata dal Movimento Difesa del Cittadino,  ma da sole, senza il sostegno delle istituzioni, non bastano.

I rumors su un possibile aumento delle aliquote agevolate Iva del 4% e 10% sui generi di prima necessità lasciano esterrefatti, confermando l’insipienza della classe politica e l’irresponsabilità dei tecnocrati anti deflazione anche a Bruxelles.

In questo contesto il via libera della BCE previsto a ottobre all’acquisto di ABS (Asset Backed Securities) ovvero cartolarizzazioni dei debiti come collaterale dei  finanziamenti alle banche al posto dei titoli di stato potrebbe rappresentare un buon viatico.

Esempio di cartolarizzazione di mutui bancari.

Secondo i calcoli del Securities Industry and Financial Markets Association(SIFMA), al primo trimestre 2014 il mercato delle cartolarizzazioni in Italia vale 169,2 miliardi di euro.

Tuttavia la recente operazione di cessione pro soluto fatta da ENEL di bollette scadute dal 1975 alla Classica Sviluppo per l’emissione di obbligazioni, impone una attenta valutazione della qualità effettiva di questi titoli.

Un “mercato del debito”  sempre più correlato con quello  finanziario e quindi del risparmio essendo gli ABS  acquistabili sul mercato secondario anche da investitori non istituzionali esposti a rischi nn indifferenti.

Il rimborso delle ABS potrebbe venire meno, in tutto od in parte, nel momento in cui si verificasse il mancato incasso dei crediti a sostegno dell’operazione, oltre al rischio di liquidità (ritardi nei pagamenti di capitale o interessi) o correlati al tasso di cambio (qualora i crediti posti a garanzia siano in una valuta diversa da quella delle obbligazioni ABS emesse).

Ma se i cavalli sfiduciati e malandati di famiglie ed imprese non vogliono bere perchè le banche dovrebbero aggiungere altra acqua?

Ecco quindi che la nuova operazione  di rifinanziamento quadriennale delle banche al tasso dello 0,15%  da parte della BCE (TLTRO) ha avuto un esito deludente con solo 82,6 miliardi di euro erogati rispetto ai 100 attesi.

In conclusione, il rilancio della domanda interna resta essenziale per la ripartenza del paese ma, in assenza di un abbassamento della spremitura fiscale dei cittadini e di un grande piano di rientro del debito privato con  misure specifiche e differenziate tra consumatori ed imprese, l’operazione sarà più che ardua.

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Consumatori

​​CODICI segnala all’ANTITRUST il caso TIM CONNECT per mancanza di informazioni

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L’Associazione CODICI si occupa di tutela dei Consumatori e nell’ambito della sua attività di monitoraggio nei riguardi dei comportamenti delle aziende, ha evidenziato come la nuova offerta della compagnia telefonica TIM, dal nome “TIM Connect”, che si riferisce alla fibra e dunque a coloro che attiveranno una nuova linea fissa, contenga alcune criticità.

L’offerta descritta è rivolta ai clienti che, entro il 27.5.2018, attivano una nuova linea fissa di TIM o che passano a TIM fisso da un altro Operatore e ha una durata di 24 mesi, prevedendo 3 tipologie di abbonamento. 

A ciascun abbonamento viene obbligatoriamente abbinato il servizio “TIM Expert” al costo complessivo ulteriore di 212,4€, rateizzabile a 5,90€ mese per 36 mesi (o a 8,85€ mese per 24 mesi). Il servizio TIM Expert sembrerebbe non richiesto solo ai clienti TIM (con offerte in Fibra o solo voce/ADSL che passano ad una delle offerte TIM Connect o a TIM Connect in ADSL), ai quali viene, invece, richiesto il pagamento di un contributo di attivazione 180€.

Il servizio consiste nell’intervento a domicilio di un tecnico per provvedere all’installazione e alla configurazione del modem TIM e degli altri dispositivi (come SmartTV, PC e Tablet). Nel servizio è incluso un intervento telefonico “SOS PC” all’anno per 3 anni.

Su quest’ultimo punto, CODICI ritiene che la condizione vincolante dell’offerta violi la normativa di tutela del consumatore. Infatti, in seguito ad un’approfondita analisi della pubblicità sul sito web dell’operatore, si può osservare come l’abbinamento obbligatorio del servizio TIM Expert potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo.

Inoltre, l’informativa risulterebbe incompleta agli occhi del Consumatore. I claim presenti nella landing page del sito dell’operatore mettono in evidenza solo alcune informazioni (quali il costo dell’abbonamento, lo sconto fruibile per l’acquisto online, la performance massima del servizio offerto e la gratuità del modem), omettendo di indicare in modo sufficientemente chiaro che al costo base dell’abbonamento deve essere sempreaggiunto il costo del servizio TIM Expert obbligatoriamente abbinato, per un costo tra l’altro pari a più di 200€! 

Queste informazioni secondo CODICI non sono secondarie, dal momento che si tratta di spese obbligatorie da affrontare per attivare il servizio e si possono rintracciare solo scorrendo la pagina e cliccando nel sottomenu “TIM Expert” o “Dettagli”.

Riteniamo dunque che l’operatore, nel comunicare la propria proposta commerciale, abbia voluto attirare l’attenzione del cliente evidenziando la gratuità del modem fornito; al contrario, non è stata data la stessa rilevanza al fatto che il cliente debba obbligatoriamente sopportare un nuovo esborso (quello per il servizio TIM Expert) con cui di fatto Telecom recupera i costi di attivazione e di noleggio del modem che venivano richiesti in precedenza.

Tale pratica non permette al consumatore di avere chiare informazioni sulle caratteristiche economiche dell’offerta e risulterebbe idonea, pertanto, a falsare in maniera rilevante la capacità del consumatore di prendere una decisione di acquisto consapevole.

L’offerta, inoltre, presenterebbe un altro nodo cruciale che ne determinerebbe il profilo di illegittimità connesso al fatto di prevedere la possibilità di rateizzare il costo del servizio TIM Expert in tre anni (opzione, peraltro, consigliata dall’operatore nella propria comunicazione commerciale).

La durata del servizio abbinato TIM Expert sarebbe maggiore dunque maggiore di un anno della durata dell’offerta sottostante, vanificando di fatto la limitazione temporale normalmente prevista dalla normativa di riferimento (Cfr. art. 80, comma 4-quater del Codice delle comunicazioni elettroniche e l’art.  1 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40).

È chiaro, infatti, come il consumatore che abbia optato per la rateizzazione in 3 anni sia incentivato a prorogare la durata dell’abbonamento TIM Connect oltre il termine iniziale di 24 mesi.

Per queste ragioni CODICI invita i Consumatori a leggere con attenzione ogni parte dell’offerta TIM Connect, che potrebbe configurare anche una violazione della normativa Antitrust.

Infatti, abbinare obbligatoriamente all’offerta TIM Connect l’acquisto del servizio TIM Expert potrebbe rappresentare una proposta vincolante e, in caso di recesso anticipato, il cliente sarebbe tenuto a pagare l’importo delle rate mancanti in un’unica soluzione; un’ulteriore postilla che contribuisce a mantenere legati i clienti.

​Per qualsiasi segnalazione e dubbio contattateci attraverso la mail segreteria.sportello@codici.org oppure attraverso il canale reclami telefonia sul sito www.codici.org

Ufficio Stampa Associazione CODICI

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Consumatori

EXPO Consumatori 4.0: ecco il programma e tutti i protagonisti

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Nel corso della tre giorni romana (11/13 maggio) oltre 80 testimoni 

a confronto per guardare al futuro e alla crescita felice

 

Mancano pochi giorni a Expo Consumatori 4.0, che dall’11 al 13 maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riunirà e metterà a confronto associazioni dei consumatori, imprese e sindacati, authority e politici, docenti universitari e società civile.

Per provare a immaginare il futuro, seguendo i fili conduttori della crescita felice e della libertà dei consumatori, Assoutenti -con la partecipazione di Rete Consumatori Italia- propone un programma denso e ricco di spunti di riflessione: 13 dibattiti e tavole rotonde, oltre 80 protagonisti , 2 spettacoli e una mattinata, quella di domenica 13, interamente dedicata ai più piccoli con “La Città del Sole” che proporrà laboratori su riciclo dei rifiuti, economia circolare e sostenibilità consumerista.

Il percorso della ‘tre giorni’ consumerista partirà venerdì 11 maggio affrontando l’attualità del ruolo e della condizione del consumatore nella società contemporanea attraverso quattro momenti di discussione plenaria: si parlerà di educazione finanziaria, rivoluzione digitale, contraffazione, economia circolare. “Oggi il consumatore ha una posizione cruciale nella transizione verso la società del futuro: dalle sue scelte e dalla capacità di coinvolgerlo e informarlo da parte del mondo economico e della politica dipenderà ad esempio il buon esito del passaggio a un’economia orientata al riuso e all’azzeramento degli sprechi” spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti.

 

Alle discussioni plenarie, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12, si succederanno una decina di focus tematici. “I consumatori e gli utenti dei servizi sono protagonisti del cambiamento” prosegue Truzzi “e al contempo vivono in una società in cui è sempre più complicato accedere a informazioni corrette e ricorrere a meccanismi di tutela nel momento in cui i loro diritti vengono negati. Per questa ragione a EXPO Consumatori 4.0 faremo incontrare per la prima volta in Italia tutti gli attori che hanno voce in capitolo nelle tematiche consumeriste”

 

Nel corso di EXPO Consumatori 4.0 saranno inoltre consegnati anche tre importanti riconoscimenti: Premio Costituzione e Legalità a Federica Angeli; Premio Lotta alla Contraffazione; Premio Miglior Testimonial Crescita Felice.

 

 

EXPO Consumatori 4.0…

…con il Patrocinio di: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio, Comune di Roma Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro

…con la partecipazione di: A2a – Acea – Confassociazioni – Consiglio del Notariato – Crif – Edison – Enel – Federcarrozieri – Green Network – Intesa San Paolo – Mbi – Non sono rifiuti – Oic – Open Fiber – Poste Italiane – Terna – Trenitalia – Unicmi – Unogas.

…mediapartner: Helpconsumatori, Il Blog del Consumatore,  Il Messaggero, Il Salvagente, Oipa Magazine, Radio Articolo1, Radio Cusano Campus

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Consumatori

Dal mercato tutelato al mercato libero: i consumatori lanciano il gruppo di acquisto contro le speculazioni

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CODICI lancia un appello a tutte le associazioni per promuovere un gruppo di acquisto sull’energia per fronteggiare il rischio speculazioni. Il consumatore nel prossimo futuro si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero.

Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà prevedibilmente dal 1° luglio 2019, ma questo cosa comporta per il consumatore? E’ pronto e consapevole del fatto che dovrà acquisire tutta una serie di informazioni che non padroneggia ancora con disinvoltura, ma che gli saranno fondamentali per attuare la scelta del proprio fornitore di energia?

Ebbene, una recente ricerca titola: “Liberalizzazione del mercato energetico – retail, solo il 30% dei clienti sa della fine della tutela”, quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. Questo per Codici sta emergendo anche dal questionario sulle scelte energetiche che stiamo promuovendo sul sito di Spazio Consumatori tv (per compilare il questionario clicca qui), dal quale si evince che la maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% dei rispondenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato.

Questi dati fanno emergere una chiara preoccupazione da parte dei consumatori, che hanno paura che tutta questa disinformazione li renda facile preda di operatori che faranno qualsiasi cosa per accalappiarli.

Contro la speculazione che questo passaggio dal mercato tutelato al mercato libero comporterà, Codici non poteva rimanere a guardare ed ha deciso di promuovere, con l’adesione di Aiace, AECI, Konsumer e Primo Consumo un Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore, per poterlo salvaguardare di fronte alle pratiche commerciali scorrette, ai contratti non richiesti, insomma a tutte quelle modalità improprie attraverso cui vengono, ed ancor più verranno, acquisiti nuovi clienti.

Ma per far fronte a questa nuova sfida e far in modo che il consumatore possa attraverso le Associazioni di Consumatori avere accesso alla: confrontabilità, trasparenza e pubblicità delle offerte, abbiamo deciso di “chiamare alle armi” tutte le Associazioni, non solo di consumatori, che condividono il nostro stesso intento: accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero, consci del fatto di avere una grande responsabilità.

Pertanto, chi volesse entrare a far parte di questo sfidante progetto e costituire così il Gruppo Di Acquisto dei consumatori, finalizzato ad accompagnarli durante la transizione, si faccia avanti senza esitazione.

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