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Authority, è finita la pacchia. Ecco la riforma. Tutte a Roma e si accede solo per concorso.

Nelle cosiddette autorità indipendenti, soprattutto in alcune, fino ad oggi per fare il dirigente (con stipendi fino a 250.000 €), bastava la chiamata e quasi sempre la chiamata era a numeri interni di aziende o di ministeri o dei famosi tavoli che contano. È finita la pacchia! Per alcuni, dice che è finita l’indipendenza e la competenza. Ma se per indipendenza e competenza si intende quella a cui abbiamo assistito sino ad oggi, dove con estrema facilità, con la scusa della competenza, si passava da aziende ad Authority e da Authority ad aziende, o da Ministeri ad Authority e viceversa, allora meglio che questa storia è finita.
Lo avevamo chiesto a gran voce ad alcuni membri del Governo e dobbiamo ammettere che sono stati prontissimi a recepire le istanze dei consumatori.

Ma cosa accade alle autorità e ai loro dipendenti con la riforma della PA?
In sintesi:rimane il divieto per i componenti delle Authority di essere nuovamente nominati membri di un organismo indipendente, “a pena di decadenza per un periodo pari a due anni”. Resta fissato invece a quattro anni il periodo durante il quale, al termine dell’incarico, i componenti delle Authority non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di competenza. Divieto esteso anche ai dirigenti a tempo indeterminato.
Si potrà accedere solo per concorso.Anche se non è chiaro cosa accadrà a quelli che hanno già fatto un concorso e se verranno salvati quelli a chiamata come svela l’Espresso.

Previsto infatti, un concorso unico per il reclutamento del personale delle Authority, il taglio di almeno il 20% del trattamento economico accessorio dei dipendenti, inclusi i dirigenti, e la riduzione di almeno il 50% delle spese per le consulenze. Disposta inoltre la gestione unitaria dei servizi strumentali, attraverso convenzioni o uffici comuni ad almeno due organismi.

Le Authority verranno infine trasferite tutte nella stessa città (a Roma, anche se il DL non lo specifica) entro il 30 giugno 2015 (ad eccezione di Consob che manterrà anche la sede milanese e per la quale il decreto prevede il ritorno da tre a cinque membri). Al Mineconomia, il compito di individuare entro il prossimo settembre gli edifici.
I rumors dicono che finiranno tutte in una caserma.
In sintesi, ci sarà una sede comune per Autorità Trasporti, Autorità per l’Energia, Autorità per le Comunicazioni, Commissione vigilanza fondi pensione e Commissione di garanzia sullo sciopero.
Per quanto riguarda le altre con sedi decentrate, “non potranno avere più di due sedi comuni” per la sede di Roma della Consob, per l’Antitrust, Garante per la privacy e Autorità Anticorruzione.
Certo come al solito da tutto questo si salvano i componenti dei collegi, che essendo di nomina politica, finiscono quasi sempre per cavarsela da ogni riforma.
@doctorspinone

Ecco in sintesi il provvedimento del Governo.

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Disposizioni per il ricambio generazionale, mobilità obbligatoria e volontaria, prerogative sindacali, semplificazione del turn over: sono alcune delle misure contenute nel decreto legge “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” in vigore dal 25 giugno 2014 (G.U. n.144 del 24-6-2014).

Tra le novità:

Ricambio generazionale: viene eliminato l’istituto del trattenimento in servizio, che consentiva di restare in servizio dopo il raggiungimento dell’età pensionabile. L’obiettivo, come ha spiegato il Presidente Renzi nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri del 13 giugno, in cui è stato approvato il decreto, è creare di nuovi posti di lavoro nella Pubblica amministrazione. I trattenimenti in servizio, in essere al 25 giugno, data di entrata in vigore del decreto, sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014, o fino alla loro scadenza, se prevista in data anteriore. Quelli già disposti e non ancora efficaci al 25 giugno sono revocati.
Per salvaguardare la funzionalità degli uffici giudiziari sono fatti salvi i trattenimenti in servizio dei magistrati e degli avvocati dello Stato, fino al 31 dicembre 2015. Inoltre le amminsitrazioni potranno disporre il pensionamento dei dipendenti che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva, liberando ulteriori posti per nuovo asseunzioni. Sono vietati i conferimenti di incarichi dirigenziali o direttivi ai lavoratori in pensione, privati o pubblici.

Turn over: le amministrazioni dello Stato, le agenzie e gli enti pubblici non economici possono procedere, per l’anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. La facoltà ad assumere è fissata nella misura del 40 per cento per l’anno 2015, del 60 per cento per l’anno 2016, dell’80 per cento per l’anno 2017, del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018. Ai Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto Scuola si applica la normativa di settore. In questo modo, si semplifica il processo di assunzione, perché rimane solo il vincolo finanziario e viene meno quello relativo al numero di dipendenti.

Mobilità: è semplificato il ricorso alla mobilità, in quanto per quella volontaria, tra le amministrazioni centrali dello Stato, non è più previsto l’assenso dell’amministrazione di provenienza. L’unico criterio posto è che l’amministrazione ricevente abbia un numero di posti vacanti superiore rispetto a quella cedente. Per la mobilità obbligatoria è fissato il limite di distanza di 50 chilometri tra le amministrazioni, entro il quale il dipendente può essere adibito a qualsiasi amministrazione o sede.

Razionalizzazioni organizzative: vengono unificate le scuole di formazione delle amministrazioni statali, è soppressa l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e rafforzate le competenze dell’Autorità nazionale anticorruzione, sono razionalizzate le autorità indipendenti, è prevista la ricognizione degli enti pubblici e l’unificazione delle banche dati sulle società partecipate.

Misure di semplificazione: sono introdotte numerose semplificazioni per i disabili e per i malati cronici, è ridotto alla metà il contributo dovuto dalle imprese alle camere di commercio, sono semplificati e accelerati i controlli della Corte dei conti, sono accelerati i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici.

Vedi la norma pubblicata in Gazzetta

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Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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