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Consumatori

Auto usate: il mercato online è costellato da criticità e pratiche ingannevoli

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È quanto emerge dall’indagine della Federconsumatori,

che ha prontamente segnalato all’Antitrust le violazioni riscontrate.

 

Dopo molte segnalazioni e un lavoro di ricerca durato diversi mesi, la Federconsumatori ha condotto un’indagine sulle principali piattaforme di e-commerce dedite in Italia alla vendita di auto usate.

L’indagine è volta nel dettaglio a verificare il rispetto da parte dei siti di vendita degli obblighi in tema di informazione precontrattuale del consumatore, corretta pubblicizzazione dell’esistenza e delle caratteristiche della garanzia legale di conformità, nonché della possibilità di recesso prevista in favore dei consumatori). Le problematiche in questione sono state oggetto anche di due puntate della trasmissione televisiva “Mi manda Rai tre” che hanno evidenziato l’aumento progressivo del mercato della vendita di auto usate (determinatosi anche per effetto della crisi economica) e le difficoltà per i consumatori di accedere concretamente nella fase di post-vendita alla garanzia legale annuale prevista dal Codice del Consumo per la vendita di prodotti usati.

Il mercato delle auto usate nel 2016 risulta essere in forte crescita di anno in anno: a fronte di un totale di auto nuove vendute annue di 1.848.778 circa il 18,9%, ovvero 431.142 autovetture, sono cosiddette auto “Km 0”, mentre il totale di auto usate vendute nell’anno 2016 ammonta a circa 282.0386 (fonte ACI e PRA).

Il comparto dei concessionari che operano nel settore delle auto usate risulta essere molto vasto e in aumento in forza del fenomeno della vendita e pubblicizzazione on line delle autovetture, per un totale di circa 2.337 concessionari che fanno parte della rete ufficiale (fonte Federauto) e ben circa 9.000 e più concessionari operanti nel settore e non aderenti invece ad alcuna rete ufficiale.

L’indagine condotta dalla Federconsumatori ha evidenziato la generale “opacità” delle informazioni rese al consumatore sull’assistenza post-vendita dalle principali piattaforme di e-commerce dedite alla vendita di auto usate, la limitazione dell’estensione della garanzia di conformità da parte dei rivenditori, nonché la vendita di garanzie convenzionali pubblicizzate in maniera poco corretta e volta a ingenerare potenziale confusione con la tutela apprestata dalla garanzia legale.

In articolare, a seguito dell’indagine condotta sono emerse le seguenti possibili violazioni, che si sottopongono all’attenzione dell’Antitrust:

–          Sistemi di prenotazione on line dell’autovettura ed omissioni di informazioni precontrattuali, ex art.49 del codice del consumo comma 1, lettere h) e n)

–          Pratiche commerciali ingannevoli ex art.23 comma1, lettera l) nella presentazione della garanzia che assiste il prodotto.

–          Azioni ingannevoli ex art.21, comma 1) lettera b) e/o omissioni ingannevoli ex art.22, comma 1 del codice del consumo, per il mancato richiamo nelle caratteristiche del prodotto offerto on line al contenuto della garanzia legale esistente nella vendita di beni usati e nell’assistenza post-vendita cosi garantite al consumatore.

–          Pratica commerciale ingannevole ex art.21 comma 1 lettera g in virtu’ della pubblicizzazione di forme di condizioni e limitazioni nell’accesso alla garanzia legale da parte del consumatore.

Individuando in queste probabili mancanze un illecito, la Federconsumatori ha inviato in data 16 maggio un esposto all’autorità Antitrust al fine di analizzare quanto da noi individuato nella ricerca effettuata, per imprimere una svolta regolatrice nel mercato online che ancora oggi è privo di una seria e corretta regolamentazione atta alla tutela del cittadino consumatore.

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Consumatori

Al via da Luglio i saldi estivi. Acquista in sicurezza con i consigli di Adiconsum

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1 Luglio 2019

I saldi rappresentano ancora un’opportunità di risparmio soprattutto per coloro che non sono avvezzi all’uso di internet o semplicemente perché vogliono toccare con mano la qualità di quello che stanno acquistando e desiderano provarlo. L’attesa dei saldi riguarda in particolare i capi griffati che difficilmente si possono acquistare in altri periodi dell’anno.

Approfittiamo del periodo dei saldi anche per ricordare che essi possono essere un’occasione per acquistare prodotti originali a prezzi convenienti evitando di acquistare prodotti contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza.

Se pensi di approfittare dei saldi non dimenticare queste semplici regole della nostra infografica

Ecco la lista completa con le date di inizio e fine:

  • Abruzzo: dal 6 luglio al 29 agosto
  • Basilicata: dal 2 luglio al 2 settembre
  • Calabria: dal 6 luglio al 1 settembre
  • Campania: dal 29 giugno al 30 agosto
  • Emilia Romagna: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Friuli-Venezia Giulia: dal 6 luglio al 30 settembre
  • Lazio: dal 6 luglio al 15 agosto
  • Liguria: dal 1° luglio al 14 agosto
  • Lombardia: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Marche: dal 6 luglio al 1° settembre
  • Molise: dal 6 luglio al 30 agosto.
  • Piemonte: dal 6 luglio al 26 agosto
  • Puglia: dal 6 luglio al 15 settembre
  • Sardegna: dal 6 luglio al al 30 agosto
  • Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre
  • Toscana: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Umbria: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Valle d’Aosta: dal 6 luglio al 20 agosto
  • Veneto: dal 6 luglio al 31 agosto
  • Provincia autonoma di Bolzano: dal 5 luglio al 17 agosto

Se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole accettare il tuo bancomat o la tua carta di credito asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, segnala il suo comportamento alla Polizia Municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina!

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Consumatori

Istat: Prezzi delle case, dal 2010 meno 23,7%

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I prezzi delle abitazioni avevano chiuso il 2018 in flessione in Italia
(unico Paese della zona euro, dove invece sono cresciuti di più di
quattro punti) e i primi dati del 2019 ne confermano la debolezza,
registrando una nuova contrazione su base annua. Ciò a fronte di un
crescita delle compravendite di abitazioni che persiste dal 2014
confermando, così, la vischiosità dei prezzi rispetto all’andamento
della domanda. In questo quadro un segnale di ripresa viene dai
prezzi delle abitazioni nuove, che crescono su base annua per il
sesto trimestre consecutivo, ma il cui peso nel determinare gli
andamenti complessivi del mercato immobiliare residenziale si va
sempre più riducendo.

Secondo le stime preliminari, nel primo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,5% nel quarto trimestre 2018).
 La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente). I prezzi delle
abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dell’1,7% mostrando un’accelerazione rispetto al +0,6% del quarto trimestre del 2018.
 Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita
(+8,8% l’incremento tendenziale registrato per il primo trimestre del 2019 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).
 Su base congiunturale la lieve diminuzione dell’IPAB (-0,5%) è dovuta sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle abitazioni esistenti che diminuiscono rispettivamente dello 0,5% e dello 0,6%.
 Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel primo trimestre 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 17,2%, a causa esclusivamente delle abitazioni
esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 23,7% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur debole (+0,8%).
 Con i dati del primo trimestre 2019 sono stati aggiornati, come di consueto, i pesi utilizzati per la sintesi degli indici delle abitazioni nuove e di quelle esistenti. In particolare, il peso delle abitazioni nuove
continua a diminuire ed è pari a 16,6% (era quasi il 35% nel 2010) contro l’83,4% delle abitazioni esistenti.
 Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2019 è negativo e pari a -0,8%.

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Consumatori

Autorità al GOVERNO: rendere automatico il Bonus sociale in bolletta per chi ne ha diritto

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segnalazione ARERA a Parlamento e Governo per una norma che garantisca gli sconti previsti per luce, gas e acqua a 6,8 milioni di italiani

Milano, 01 luglio 2019

Applicare automaticamente il bonus sociale di sconto previsto sulle bollette di luce, gas e acqua approvando una norma che consenta lo scambio dei dati necessari tra le amministrazioni per garantirne la fruizione a tutti gli aventi diritto, azzerando per le famiglie tutti i passaggi burocratici oggi necessari. È questo in sintesi quanto l’ARERA sottolinea nella segnalazione che ha inviato a Parlamento e Governo, fondata sulla constatazione che chi potrebbe beneficiarne utilizza in modo scarso questo strumento, anche in considerazione delle recenti norme sull’assegnazione delle agevolazioni a chi ha diritto al reddito di cittadinanza.

Per rendere automatica la fruizione l’ARERA propone una procedura che però necessita di un intervento normativo che assicuri il consenso dell’interessato all’interazione fra le banche dati dell’INPS e le banche dati di energia, gas e acqua (Sistema informativo integrato e Anagrafe territoriale idrica) per l’erogazione dei bonus sociali, valorizzando il ruolo delle amministrazioni comunali a supporto e informazione dei cittadini, con particolare riferimento alla gestione dei bonus per gli utilizzatori di apparecchiature elettromedicali, dei bonus idrici territoriali, e all’eventuale individuazione dei clienti con riscaldamento centralizzato a gas metano.
In questo modo si potrebbe contribuire al contrasto della povertà energetica, garantendo un sostegno economico per la copertura della spesa energetica e idrica a tutti i 2,2 milioni di nuclei familiari che hanno una certificazione ISEE utile per l’accesso al bonus che, considerando la loro dimensione media di 3,1 componenti, corrispondono a circa 6,8 milioni di individui. Gli interventi proposti possono essere realizzati senza gravare sul Bilancio dello Stato, applicando le modalità attualmente previste per la copertura dei costi dei bonus, e con oneri nulli o limitati sui clienti del servizio elettrico e gas e sugli utenti del servizio idrico.

A fronte infatti degli sforzi e dei differenti strumenti impiegati per diffondere la conoscenza dei bonus e dei relativi requisiti per usufruirne, il rapporto tra i potenziali destinatari e i percettori effettivi per luce e gas si è sempre mantenuto intorno al 30-35%. Il livello di copertura del bonus elettrico rispetto ai potenziali destinatari poi risulta non uniforme a livello nazionale: tendenzialmente più elevato nelle regioni del Centro-Nord (con l’esclusione del Lazio) e particolarmente basso in alcune regioni del Sud e nelle Isole, dove invece è più alto il numero dei potenziali destinatari. Andamenti analoghi si osservano per il bonus gas, la cui diffusione geografica risulta ancor più differenziata a causa della diversa metanizzazione delle varie aree del Paese. Il bonus idrico, attivo dallo scorso 1° luglio, nei primi sei mesi di operatività ha fatto registrare una richiesta contenuta (240 mila domande al 31 dicembre 2018), in prevalenza da parte di soggetti già beneficiari del bonus elettrico e/o gas. L’Autorità auspica l’estensione del bonus sociale idrico ai percettori del reddito di cittadinanza e la riparametrazione dello stesso bonus per tutti gli aventi diritto, in modo da ricomprendere anche le spese relative ai servizi di fognatura e di depurazione.

I dati della Relazione al Ministro dello Sviluppo Economico

Oltre alla segnalazione, viene pubblicata la ‘Relazione al Ministro dello Sviluppo Economico sullo stato di attuazione del bonus sociale elettrico e gas per il 2018′ (279/2019/I/com), da cui emerge che sono destinatarie del bonus per disagio economico elettrico 795.566 famiglie e 519.375 famiglie per il bonus gas, infine 35.903 famiglie hanno ottenuto il bonus elettrico per disagio fisico. In media il 64% delle famiglie risulta destinataria sia del bonus elettrico sia del bonus gas. Infine, il 76% dei bonus erogati sono riferiti a rinnovi, cioè a famiglie che erano già beneficiarie di bonus l’anno
precedente, mentre il 24% sono riferiti a nuovi ingressi.
Da sottolineare poi come il 20% dei soggetti che utilizzano una fornitura centralizzata di gas e che hanno ottenuto il bonus non abbia poi provveduto ad incassare il bonifico con cui viene loro trasferito, nonostante siano stati informati della disponibilità in pagamento del bonifico in qualunque ufficio
postale.

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