L’Adoc condivide in toto la richiesta di risarcimento danni, per un valore pari a 1,2 miliardi di euro, formulata dal Ministero della Salute nei confronti di Novartis e Roche per il caso Avastin-Lucentis, già sanzionato dall’Antitrust.
“Il danno arrecato allo Stato, al SSN e alle persone sofferenti di maculopatia da parte di Novartis e Roche è stato enorme, pertanto condividiamo appieno la richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero della Salute, che segue la giusta sanzione inflitta dall’Antitrust alle due aziende responsabili – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – il caso Avastin-Lucentis ha acceso la luce sulle molte pieghe oscure che circondano il settore farmaceutico italiano. Ad oggi è presente il rischio che l’Italia possa uscire da quella cerchia di Paesi più “civili” e attenti alla salute del cittadino, di non avere più accesso a farmaci specifici, costosi e necessari per malattie gravi. Ad esempio, in Europa e negli Stati Uniti la nuova cura per l’Epatite C è già disponibile, da noi no. La conseguenza è che chi può permettersi la costosa cura è tentato da acquistare fuori dal Paese o, rischiando di incappare in prodotti contraffatti e pericolosi, sul web. I lunghi tempi di attesi, legati principalmente a fattori economici e di rimborsabilità, sono intollerabili per molti cittadini che si trovano nello stato avanzato della malattia. Farmaci introvabili o estremamente costosi, strutture sanitarie in difficoltà, la situazione è delicata e pericolosamente in bilico. Adesso è importante analizzare e individuare eventuali ulteriori anomalie nel settore e fermarle immediatamente. Va inoltre rivisto, a nostro avviso, il concetto di malato europeo, transnazionale, tendente a una maggiore accessibilità, anche economica, alle cure e ai trattamenti sanitari. I cittadini malati hanno bisogno di risposte celeri e serie. La salute non si tocca, non vogliamo sentire parlare di risparmi in questo settore, ma di investimenti”.