Dietro i gravissimi atti di violenza compiuti dalla baby gang di Vigevano potrebbero esserci gruppi organizzati su Facebook che incitano all’odio, allo stupro di gruppo e alla brutalità verso soggetti deboli, donne e disabili.

Lo afferma il Codacons, che chiede di estendere ora le indagini al noto social network.

Abbiamo già denunciato alle Procure della Repubblica gruppi sorti su Facebook e nomi e cognomi dei loro creatori e responsabili (a titolo di esempio: “Welcome To Favelas”, “Pastorizia Never Dies”, “Sesso Droga E Pastorizia”, “La Fabbrica Del Degrado”, “Punta Della Lancia”), nei quali membri e amministratori in totale libertà inneggiano a stupri di gruppo e violenze di ogni tipo – spiega l’associazione – Gruppi estremamente pericolosi, perché possono avere effetti negativi sui più giovani spingendoli a compiere gesti brutali come quelli avvenuti a Vigevano.

Per questo chiediamo oggi alla magistratura di verificare se i ragazzi che costituivano la baby gang del pavese avessero rapporti con gruppi Facebook analoghi a quelli denunciati dal Codacons, e se vi siano eventuali responsabilità di soggetti terzi in qualità di possibili “mandanti” o istigatori delle violenze e degli stupri perpetrati dal branco. La Corte di Cassazione si è infatti espressa di recente affermando che anche ciò che viene pubblicato su Facebook può costituire reato ai fini del codice penale.