Banca Popolare di Bari: il valore del titolo si è ridotto del 20% e sussisterebbe un’elevata probabilità per i risparmiatori di vedersi azzerati i propri risparmi. Qualcuno dovrà spiegare perché le azioni della popolare di Bari continuano a perdere valore.

Cosa sta succedendo alle banche popolari che continuano a crollare una dopo l’altra come per un effetto domino inarrestabile.

Non sarà per caso che a causa del decreto banche popolari, che impone la trasformazione di queste ultime in società per azioni entro dicembre 2016, finalmente Consob stia facendo i dovuti controlli dei bilanci e quindi ritenendo questi ultimi inadatti ad una quotazione in borsa? La causa: azioni gonfiate che poi si rivelano essere carta straccia.

Sta di fatto che, anche stavolta gli azionisti chiedono indietro i propri soldi che la banca ha utilizzato per operazioni finanziarie promettendo la disponibilità del denaro per gli azionisti, ma essi non hanno visto un centesimo. Tra l’altro i primi di dicembre avrà luogo l’assemblea dei soci, i quali non sono a conoscenza né del prezzo delle proprie azioni né potranno liquidarle.

L’ABI cosa fa in questo contesto oramai di routine? Niente, sta a guardare immobile mentre la credibilità del sistema bancario, quindi dei suoi associati, si sgretola.

A Bari si è costituito un Comitato che raggruppa 5 Associazioni di consumatori, tra cui Codici, al fine di tutelare gli azionisti pugliesi. Ovviamente la tutela dei risparmiatori non pervenendo in maniera preventiva dai vigilanti preposti a farlo, rimane prerogativa degli stessi azionisti che si organizzano in una ribellione ordinata che nasce dal basso.