Firenze, 10 Novembre 2017. Scambio di accuse, in ambito di Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche, sulla scarsa e superficiale informazione ricevuta da Consob da parte di Bankitalia relativamente ai “problemi” di Veneto Banca per l’aumento di capitale del 2013. Bankitalia dice che erano sufficienti perche’ Consob intervenisse, quest’ultima dice di no (1).
Un rimpallo di responsabilita’  che, alla fine mette in evidenza il maggiore problema di tutto il nostro sistema di controlli incrociati, e ce lo dice proprio Bankitalia: sottolineando di effettuare circa 250 ispezioni l’anno “e gli esiti … li inviamo ma non tutti i verbali… Ogni rapporto sono 50 pagine più gli allegati e non possiamo inondare la Consob ….. Per questo inviamo l’esito dell’ispezione quando riteniamo ci siano profili rilevanti per l’altra Autorità”. Ovviamente un minimo di soggettiva discrezionalita’ di Bankitalia in questi passaggi non puo’ non esserci, ma la vicenda Veneto Banca ci dice che, nella fattispecie, e’ stata letale grazie al vaglio dell’altra soggettiva discrezionalita’ (Consob). Veneto Banca ha quindi continuato a fare quello che ha fatto a danno dei risparmiatori/investitori. Quindi c’e’ qualcosa che non funziona nel meccanismo, e cosa viene fatto/proposto per farvi fronte? Per ora c’e’ una commissione parlamentare che
dovrebbe fotografare situazione ed eventuali resposabilita’ (comunque gia’ acclarate visto che, pur se in maniera disperata, sono in corso tentativi di rimborso a chi e’ rimasto incastrato nella truffa).
A noi sembra che i risparmiatori siano in balia del caso… dando sempre per scontata la buona fede di tutti gli attori di controllo. Si puo’ uscire da questo caso? Metodi e tecnologia per farlo ce ne sono a iosa, ma -al momento, commissioni parlamentari o meno e elezioni politiche imminenti- ci si permetta di dubitare che manchi l’essenzialita’ di un’azione del genere, cioe’ la volonta’ politica ed economica.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc