Dopo la vicenda dei mutui usurai, parte la campagna “SOS banche”, organizzata da CODICI. Con questa nuova iniziativa, l’Associazione vuole aiutare i consumatori, titolari di conti correnti aperti da svariati anni, a richiedere le commissioni sui massimi scoperti o gli interessi oltre i tassi stabiliti dalla legge sull’usura.
Nonostante negli anni alcune norme abbiano regolamentato la materia, riequilibrando il rapporto fra gli istituti di credito e i risparmiatori, è stato evidenziato anche dalla Banca d’Italia come le banche abbiano continuato a sottrarre le stesse cifre sotto la voce di altri costi.
Le disposizioni legislative per le quali si riscontra una sistematica violazione da parte delle banche in materia di conti correnti affidati sono numerose.
Tra queste le più evidenti sono:
– La legge 108/1996 (cd. Legge sull’usura) che impone anche alle banche il rispetto dei tassi soglia: in caso di applicazione di interessi oltre il limite, il cliente ha diritto a chiedere la restituzione di tutti gli interessi pagati nel periodo
– La legge n. 2/2009 che vieta agli istituti di credito di imporre sui conti privi di fido la commissione di massimo scoperto. La norma inoltre disciplina le condizioni da applicarsi su quelli affidati. Secondo uno studio della Banca d’Italia, tuttavia, il 63% delle banche ha sostituito le commissioni di massimo scoperto con altri costi
– Il decreto legge 70/2011 che ha definitivamente ricompreso le CMS (commissioni massimo scoperto) tra le voci da calcolare al fine della verifica del rispetto del tasso soglia.
– La legge 147/2013 che ha modificato l’art. 120 del Testo Unico Bancario andando a prevedere il divieto assoluto dell’anatocismo.

In questo scenario, sono soprattutto le piccole imprese a gestione familiare a essere le vittime. L’Associazione le equipara ai consumatori, rivolgendosi anche a loro con questa campagna in cui mette a disposizione i suoi sportelli dedicati, costituiti da professionisti qualificati che esamineranno i singoli casi.

L’obiettivo è recuperare somme anche molto significative e all’occorrenza paralizzare le domande giudiziarie proposte dalle Banche. Ad esempio, per un conto corrente affidato con uno scoperto di 10.000,00 Euro, in un periodo di 10 anni, sarà possibile recuperare una somma tra i 15.000,00 ed i 25.000,00 Euro.

L’Associazione esaminerà la documentazione del titolare di conto corrente e nel caso in cui non ne sia in possesso la richiederà all’istituto di credito che è obbligato, secondo la legge, a fornirla. In base alla valutazione preliminare, i professionisti a disposizione di CODICI valuteranno l’esistenza di eventuali irregolarità e, nel caso, stileranno una perizia econometrica, grazie alla quale verrà accertato se la banca ha applicato interessi usurai, anatocistici o altre condizioni illecite o sfavorevoli.

Ricordiamo che sui conti correnti per i periodi antecedenti al 2000 è certa la presenza di interessi anatocistici anche per importi significativi. Questi costi devono essere restituiti dalla Banca, anche se il conto corrente è stato chiuso (purché da meno di 10 anni).
L’ Associazione offre quindi una consulenza gratuita per valutare la liceità del contratto.

Basta contattare lo sportello messo a disposizione (dal lun. al ven. – dalle 13.00 alle 17.00) al numero di telefono 06.5571996 o scrivere all’indirizzo mail codicipoint.roma@codici.org.