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Banche popolari, al via la procedura dei rimborsi diretti

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Oggi presso la nuova Banca delle Marche, Codici ha partecipato al corso di formazione dedicato alle Associazioni dei Consumatori sulle modalità di istruzione delle pratiche, al fine di ottenere l’indennizzo automatico in favore degli obbligazionisti subordinati delle cosiddette BAD BANKS.

Attraverso il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi si procederà alla liquidazione. L’istituzione del Fondo di solidarietà è finalizzata all’erogazione di prestazioni in favore degli investitori che alla data di entrata in vigore del decreto-legge con il quale è stato disposto l’avvio della risoluzione nei confronti della Banca delle Marche spa, della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, della Cassa di Risparmio di Ferrara e della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle quattro banche.

Codici ha predisposto un team per l’istruzione delle pratiche, potete contattare come riferimento l’Avvocato Carmine Laurenzano all’indirizzo: laurenzano@codici.org

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Bollette pazze: nuova vittoria di MDC nei confronti di Servizio Elettrico Nazionale, annullato superconguaglio ad una consumatrice di Vicenza

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Non sembra placarsi la tempesta di conguagli che sta colpendo milioni di utenti dell’elettricità chiamati a pagare bollette relative ad oltre 5 anni di consumi, spesso inesatte e frutto di letture presunte o rilevate senza il necessario contraddittorio.

E’ il caso di una consumatrice di Vicenza che si è vista portare in giudizio da Servizio Elettrico Nazionale (già Enel Servizio Elettrico) per 4 fatture pari a ben 17.512,58 euro.

Una brutta avventura per la signora, fortunatamente a lieti fine grazie all’ausilio del  Movimento Difesa del Cittadino che con l’Avv. Matteo Moschini ha ottenuto dal Tribunale di Vicenza l’annullamento del Decreto Ingiuntivo con la Sentenza n. 2724/18.

Come sottolineato dal Giudice nella decisione la signora aveva tempestivamente contestato tutte le fatture, tra cui una contenente una lettura del contatore elettrico svolta in occasione della sua sostituzione in sua assenza.

Per il Tribunale la possibile autovettura dell’utente non è affatto un obbligo contrattuale del consumatore ma una mera prassi e da ciò discende l’impossibilità di imputare all’utente di non essersi avvalso dell’autolettura per evitare fatturazioni non conformi ai consumi effettivi, visto che al contrario, grava sulla società elettrica l’obbligo strumentale di verificare i consumi con periodici e regolari accessi presso gli utenti.

Laddove sia acclarata l’abnormità della fatturazione rispetto al passato, deve escludersi che la semplice lettura del tecnico dipendente dell’Enel, non avvenuta in contraddittorio, possa costituire prova certa della corrispondenza tra il dato fornito dal contatore (che potrebbe anche formare oggetto di una rilevazione errata) e il dato indicato nella fattura di pagamento emessa a carico dell’utente. 

Il Movimento Difesa del Cittadino continua la sua attività di tutela dei consumatori di energia elettrica e gas e ricorda a tutti i consumatori che nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al 1° marzo 2018, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione (passata da 5 a 2 anni) cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati.

E’ inoltre  obbligo della azienda energetica  informare il cliente della possibilità di pagare solo glultimi 2 anni  contestualmente all’emissione della fattura con queste caratteristiche e comunque almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento.

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TIM, FUSIONE CON OPEN FIBER: CODACONS PRESENTA ESPOSTO AD ANTITRUST

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VIGILARE SU CONCORRENZA, DA OPERAZIONE POSSIBILI RIPERCUSSIONI SU TARIFFE PRATICATE A UTENTI

Sulla possibile fusione tra Tim e Open Fiber, operazione attualmente allo studio del Governo, dovrà pronunciarsi l’Antitrust. Il Codacons ha deciso infatti di presentare un esposto all’Autorita’ per la concorrenza chiedendo di puntare il suo faro sulla creazione di un’unica rete di banda ultralarga in fibra e sulle possibili conseguenze per il mercato e i consumatori.
In Italia il settore della telefonia ha registrato negli ultimi anni sostanziose e costanti riduzioni delle tariffe grazie ad una moltitudine di offerte garantite da una pluralità di operatori sul mercato – spiega il Codacons – La fusione tra Tim e Open Fiber rischia di dare vita ad un monopolio nel comparto delle TLC, di fatto riducendo la concorrenza tra operatori con ripercussioni dirette sugli utenti finali, i quali potrebbero subire rincari delle tariffe.
Per tale motivo presentiamo un esposto all’Antitrust, affinché vigili sull’operazione garantendo il rispetto delle regole sulla concorrenza e dei diritti dei consumatori, che non possono essere danneggiati data creazione di un nuovo monopolio che, come insegna l’esperienza del passato, porta ad un peggioramento del servizio e ad un aumento delle tariffe.

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Allarme Adiconsum: Fondo prima casa gestito da Consap agli sgoccioli!

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Adiconsum al Governo: aprire tavolo di confronto con stakeholder, incluse le Associazioni Consumatori

19 novembre 2018 – Rileviamo con preoccupazione che l’operatività del Fondo prima casa istituito con legge 147 del 27 dicembre 2013 con una dotazione di 600 mln di euro sta terminando le proprie disponibilità finanziarie – afferma Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum nazionale.

Il Fondo – prosegue Galvagni – ha concretamente rappresentato la tutela sociale nel confronto di persone che avrebbero avuto difficile accesso al credito, oltre ad essere un importante volano per il settore dell’edilizia.

Come Adiconsum, auspichiamo il rifinanziamento del fondo ma soprattutto vogliamo proporre:

–       superare il concetto di priorità, quindi non solo giovani ecc. ma allargando la disponibilità al maggior numero di cittadini, aumentando quindi la spesa utile per acquisto e ristrutturazione della casa anche alla luce delle nuove e restrittive norme sulla sicurezza degli immobili, oltre la riqualificazione energetica.

–       integrare nel sistema di tutela dei mutui per l’accesso al bene primario della casa, le recenti pattuizioni che permettono il blocco della restituzione del capitale con il solo pagamento degli interessi

Adiconsum – conclude Galvagni – chiede quindi al Governo di aprire un confronto tra i vari soggetti per omogeneizzare le regole, aggiornarle per aumentare l’opportunità da offrire ai cittadini consumatori.

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