È passato un anno dal “salvataggio” delle 4 banche e dall’azzeramento degli averi dei risparmiatori. Inoltre sono trascorsi sei mesi dal relativo decreto. Nonostante tutto questo tempo, ancora i risparmiatori non possono avviare l’arbitrato.

Una situazione intollerabile, fatta di ritardi, mancanze ed errori.

Il Consiglio di Stato ha rinviato il parere in attesa di alcuni chiarimenti da parte del Tesoro.

Un ritardo colpevole da parte del Governo che, di fatto, in questo modo sottrae ai cittadini la libertà di scegliere se accedere agli indennizzi automatici o procedere con l’arbitrato. Inoltre, toglie ai cittadini che non sono in possesso dei requisiti per ottenere l’indennizzo automatico la possibilità di avere indietro i propri risparmi.

Il parere del Consiglio di Stato, stando all’attuale formulazione della procedura, getta gravi ombre sull’arbitrato, sostenendo che esiste il rischio che il decreto si traduca: “nell’alternativa tra l’inutile (per gli investitori) esperimento della procedura arbitrale e il travaso, per improcedibilità, delle procedure arbitrali eventualmente avviate in altrettanti contenziosi giudiziari, assai costosi per gli investitori.” Inoltre, sempre il Consiglio di Stato, lamenta mancanza di chiarezza e carenza di tutela per gli investitori.

Se non dovesse essere possibile disporre una procedura di arbitrato soddisfacente, efficace e adeguata, chiediamo che si apra la strada ad una procedura di conciliazione tra banche e cittadini, così come avvenuto in passato per i casi Cirio, Parmalat, BPM, ecc., che ha portato a risultati positivi e  rapidi.