Di fronte all’offerta di risarcimento ai risparmiatori del 10%

l’unica risposta è la class action e le azioni legali.

Proposte deludenti e offensive nei confronti dei risparmiatori quelle avanzate in relazione ai risarcimenti dei risparmiatori delle banche venete.

La proposta prevede risarcimenti dal 10 al 25% del prezzo di sottoscrizione. Una percentuale del tutto insufficiente e addirittura sovrastimata rispetto alle somme messe a disposizione ed al numero di azionisti. Pensiamo ad un pensionato che ha investito i suoi risparmi per una somma di 10.000 che, in questo modo, si vedrebbe restituire appena 1.000 Euro o, nella migliore delle ipotesi, 2.500 Euro.

Un’ipotesti del tutto fuori luogo, che, se rimarrà invariata, non lascerà altra strada ai risarcimenti se non quella delle vie legali.

Un’altra grave preoccupazione deriva, inoltre, dal numero degli azionisti stimati dagli istituti: si parla infatti di 100.000 azionisti. A noi risulta che per Banca Popolare di Vicenza siano coinvolti 118.000 azionisti, per Veneto Banca 87.000, per un totale di 205.000 che, anche sottraendo gli azionisti istituzionali ed i grandi azionisti, è una cifra ben lontana da quella apparsa nelle stime.

È inaccettabile, inoltre, che casi profondamente diversi vengano trattati in maniera uguale nella conciliazione, richiedendo ai vecchi azionisti la rinuncia a far valere i propri diritti lesi. Da quanto rivelato dalle banche venete infatti l’azionista speculatore che ha investito ad esempio solo una minima parte dei suoi risparmi in azioni verrebbe trattato come chi ha investito tutto il suo patrimonio e non ha ora nemmeno i soldi per comprarsi il pane! Il protocollo di conciliazione deve proporre soluzioni eque, giuste e responsabili e non invece andare ad accentuare le ingiustizie!

Per difendere i risparmiatori avvieremo delle specifiche azioni legali, inoltre stiamo studiando una class action sulla base della sanzione dell’Antitrust alle banche per l’erogazione di mutui subordinati all’acquisto di azioni.

La nostra azione non si fermerà fino a quando non si troverà una soluzione soddisfacente ed equa per i risparmiatori. Ci rifiuteremo di accettare proposte di “elemosina” come quelle finora prospettate.