BANCHE: Cosa sta succedendo in ITALIA e perché i risparmi sono a rischio – I motivi del DEFAULT Italiano

CODICI: mettete al sicuro i vostri soldi!

La situazione delle banche italiane è a rischio default.

Quand’anche si risolvano i problemi di breve periodo, ossia quelli immediati, rimane il problema sostanziale: la banca non guadagna più dai mutui e non guadagna più dai titoli.
É,di conseguenza, inevitabile che le banche siano a rischio default.

Facendo un’analisi tecnica e analizzando l’andamento dei titoli, ci si accorge che un titolo sostanziale come Unicredit ha perso, negli ultimi tempi , il 90%. Ma non si tratta di un titolo in cui hanno investito solo i piccoli consumatori quindi, se si è deciso di mollare un titolo così importante in una maniera così drastica, è chiaro che ci si attendono ulteriori ribassi.

Si desume che esiste una specie di lotta tra lo stato e l’economia.

La BCE è intervenuta riducendo i tassi di interesse: la Banca Centrale Europea, nel tentativo di stimolare la crescita dell’Eurozona, ha tagliato i tassi di riferimento a minimi record. Se i tassi di riferimento sono bassi, saranno bassi anche i costi che la banca chiede per il fatto che sta prestando denaro. Questo abbassa i profitti che le banche hanno nel prestare liquidità, alimentando la crisi nel settore. In questo modo la BCE sta distruggendo le banche.

C’è stato, dunque, una specie di fuoco incrociato tra la BCE, le banche e lo stato. A gravare sulla già spinosa situazione ci sono le piccole e medie imprese che non riescono a restituire i prestiti ricevuti alle banche.

Questo è uno dei problemi che ha creato un danno al sistema economico italiano: in seguito  alla crisi, molti privati e imprese non sono più stati capaci di restituire i prestiti che hanno contratto con la banca, e questo prestito si trasforma in bad loan (prestito cattivo) per la banca stessa.

Miliardi e miliardi che le banche italiane non recupereranno mai.

E’ evidente, quindi, che di sicuro ci sarà il default, e anche imminente, soprattutto da quanto riportano numerose e variegate fonti parlamentari (del resto, se non lo sanno nei corridoi del potere, chi può saperlo?).

Non è pensabile  aspettarsi una soluzione di sistema dalle banche da sole, in quanto esse penseranno comunque solo a se stesse (l’atteggiamento inconcludente di Abi in questo periodo ne è la prova).

L’unica via possibile sarà accordo tra risparmiatori e consumatori da una parte e banche e stato dall’altra che, di concerto, dovranno trovare una soluzione.

Non ci si può aspettare che lo stato risolva i problemi di bilancio parlandone. Preme la ricerca di un punto di incontro tra consumatori, banche e stato che porti ad una positiva risoluzione. Soltanto trovando un accordo tra le parti in modo che fisco, tasso d’interesse e credito siano tasso di sviluppo, si renderà possibile una ripresa.

Ma nel frattempo il nostro consiglio è: mettete al riparlo i vostri risparmi, fatelo il prima possibile e nella modalità di “differenziazione del rischio”, ovvero investite o suddividete il denaro che avete in più forme di risparmio senza concentrarlo in un unico istituto.