“Ho appena iniziato il turno e non ho voglia di sentire lamentele!”

Così, il Call center risponde ad un cliente di banco posta che suggerisce di semplificare e rendere smart le procedure dei servizi internet.

Sono milioni i clienti che possiedono un conto banco posta.

Sarà capitato sicuramente a qualcuno di loro di dover fare i conti con le procedure che riguardano i servizi online e le difficoltà che emergono sono tante.

L’accesso da parte dei clienti alle nuove tecnologie risulta estremamente complicato: è ovvio che, al giorno d’oggi, da un’azienda così importante, ci si aspetti dei servizi più innovativi, più immediati e più smart. Servizi che favoriscano il cliente e non gli complichino le cose, portando ad un inutile spreco di tempo che potrebbe essere facilmente evitato.

É vero che oggi quella delle Poste è un’azienda interamente privatizzata, ma il vizio tipico della pubblica amministrazione di avere procedure farraginose, a quanto pare, le rimarrà per sempre nel DNA.

L’Associazione Consumatori Codici riporta la testimonianza di una cliente di Poste Italiane che, non riuscendo a recuperare la password necessaria per accedere al sito di poste e soprattutto per utilizzare l’app, decide di contattare il call center.

“La mia chiamata è stata gestita da un’operatrice di Venezia. Il problema è che nella registrazione ho inserito un numero vecchio che non è più attivo, di conseguenza la signora mi ha informato che devo recarmi presso gli uffici postali e far modificare il numero associato, sul quale mi verrà inviata la psw nuova”.

È paradossale che per effettuare una modifica nelle credenziali associate al conto banco posta, il cliente debba recarsi fisicamente e necessariamente presso l’ufficio postale.

Non sarebbe più logico utilizzare la posta elettronica per l’invio, in questo caso, della password, o comunque di dati sensibili? Perché si richiede al cliente un’inutile perdita di tempo, considerati i ritmi frenetici a cui siamo sottoposti?

La cliente in questione si è permessa di sollevare le medesime critiche all’operatrice del call center, suggerendo un’impostazione più smart dei servizi internet per semplificare il tutto ai cittadini.

Un critica che voleva essere, ovviamente, costruttiva ma che non è stata apprezzata dall’operatrice. Quest’ultima ha, infatti, risposto che non aveva alcuna intenzione di fare polemica, in quanto aveva iniziato il turno in quel momento (erano le 9 di mattina) e, per concludere, ha riagganciato il telefono.

È evidente che questo sarà un cliente perso per Poste Italiane, in quanto sposterà i suoi risparmi in un’altra banca.  Anche perché già solo per effettuare un prelievo presso un postamat occorre il triplo del tempo rispetto agli altri ATM, aggiungiamo che per recuperare una password bisogna fare anche la fila presso l’ufficio postale, è evidente che non è una banca adeguata a una  famiglia o ad un utente smartizzato.

Suggeriamo ai consumatori – dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali CODICI – di verificare il grado di snellezza e adeguatezza alle proprie esigenze, prima di aprire un conto banco posta, poiché è una banca che, a nostro avviso, se così stanno le cose, è adeguata solamente agli anziani che devono  ritirare la pensione o ai giovanissimi che devono ricaricare la postepay.