Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, il debito pubblico italiano a settembre è salito a 2.068,565 miliardi di euro da 2.060 di agosto, ossia è ricominciato a salire.
Per il Codacons il dato ha dell’incredibile. L’associazione, infatti, si era illusa che con la diminuzione di luglio, quando si era attestato a 2.072,863 miliardi di euro, si fosse finalmente invertito il trend di crescita del debito. Poca cosa, certo, visto che si trattava di una diminuzione ridicola rispetto a giugno, appena 2,3 miliardi, ma certamente un traguardo simbolico, segno indiscutibile di un miglioramento. E invece no, nemmeno questo! Ci sbagliavamo!
Per il Codacons il fatto che il debito ricominci a salire dipende dalle troppe tasse, oltre che, ovviamente, dalla mancata riduzione della spesa.
La dura realtà è che gli italiani sono ormai stati spremuti come limoni e che, nemmeno aumentando le tasse, possono dare di più. Il succo, insomma, è finito. Ecco perché le entrate tributarie nei primi 9 mesi del 2013 sono calate rispetto allo stesso periodo del 2012 nonostante le imposte non siano certo diminuite. Se si vuole che le entrate tornino a salire e che il debito scenda, quindi, bisogna prima preoccuparsi di creare la ricchezza, ridistribuendola in modo più equo.
Ecco perché l’associazione di consumatori invita nuovamente il Governo a rivedere l’aumento dell’Iva, la tassa più ingiusta che ci sia, dato che colpisce anche disoccupati, cassaintegrati e pensionati al minimo. Non è dall’Iva infatti, che potrà arrivare un aumento delle entrate tributarie.