Con una innovativa ordinanza la III sezione del Tar Lazio (Pres. Franco Bianchi, Rel. Maria Grazia Vivarelli) ha accolto un ricorso presentato dal Codacons disponendo nuovi accertamenti su due istituti di credito per i quali le ispezioni compiute da Banca d’Italia sono risultate inesistenti.

La vicenda nasce dal ricorso presentato al Tar attraverso il Codacons dal noto imprenditore edile del cagliaritano, Andrea Exiana, il quale nel 2006 otteneva dal Banco di Sardegna e da Meliorbanca un mutuo per l’importo di 9.500.000 euro al fine di ristrutturare un immobile a Cagliari, dando a garanzia il medesimo immobile.

A causa del comportamento delle due banche, che in sfregio del contratto di mutuo e dell’art. 38 del TUB non provvedevano a ridurre l’ipoteca dell’immobile, ma anzi imponevano nuovi e più gravosi oneri sulla proroga del mutuo (quali canalizzare gli importi sul conto corrente di Meliorbanca o, secondo la denuncia dello stesso imprenditore, vendere appartamenti a persone di fiducia del Banco di Sardegna) la società di Andrea Exiana entrò in crisi e fallì.

Conseguentemente si è chiesto a Bankitalia di verificare la condotta delle due banche, al fine di accertare la correttezza del loro operato, ma quest’ultima – con una nota impugnata dal Codacons al Tar – si è limitata a scrivere: “all’esito del riscontro fornito dai suddetti intermediari e sulla base delle complesse informazioni disponibili non sono state riscontrate circostanze tali da riscontrare specifici interventi dell’istituto”.

Il Codacons, stante l’assoluta carenza di motivazione della nota di Bankitalia, ha dunque presentato ricorso al Tribunale Amministrativo che oggi, con una importantissima ordinanza, ha accolto l’istanza dell’associazione, ordinando a Banca d’Italia di svolgere un riesame prevedendo la presenza della controparte attraverso legali e tecnici di fiducia. Ora le due banche dovranno essere attentamente ispezionate dall’ente, alla presenza dell’imprenditore e dei suoi rappresentanti. Ma non finisce qui. Il Codacons ha scoperto infatti che Bankitalia – organo deputato al controllo e vigilanza sulle singole banche – è partecipata da diversi istituti di credito tra cui la BPER (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) che altro non è che la ex Meliorbanca, ossia una delle banche coinvolte nella vicenda. Si verifica quindi una situazione di presunta incompatibilità dove il controllore è parte di proprietà del controllato. Per tale ragione l’associazione solleverà dinanzi al Tar l’illegittimità costituzionale della legge che consente a Bankitalia di controllare l’operato di istituti di credito soci dello stesso ente.