Mentre il petrolio continua la sua discesa arrivando sotto i 45 dollari al barile, ai minimi dall’aprile 2009, i cali dei listini dei carburanti alla pompa appaiono ancora insufficienti. Lo denuncia oggi il Codacons, che ricorda come nel 2009, quando il petrolio aveva le stesse quotazioni odierne, gli automobilisti italiani pagassero molto meno per benzina e gasolio.

I dati del Ministero dello sviluppo economico ci dicono che nell’aprile 2009 la benzina costava mediamente 1,185 euro al litro, mentre il prezzo medio del diesel era di 1,041 euro. Oggi, nonostante le quotazioni del petrolio abbiano raggiunto i livelli del 2009, la verde costa sul territorio mediamente 1,542 euro al litro (1,448 il gasolio).

Ciò significa che ogni automobilista, rispetto ad aprile 2009, paga oggi per un litro di benzina 0,357 euro in più (+0,407 per il diesel), con un maggior esborso per il pieno di carburante pari a 17,85 euro (verde) e 20,35 euro (diesel). “Accise, tasse e maggiore Iva hanno il loro peso sul prezzo dei carburanti – spiega il presidente Carlo Rienzi – ma riteniamo ci siano ancora elevati margini per far scendere i prezzi alla pompa e consentire cospicui risparmi ai consumatori”.