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Basta partite in TV

Firenze, 6 maggio 2014. Un dirigente politico che si rispetti non puo’ non farsi vedere allo stadio durante una partita di calcio. Cosi’ accade anche per personaggi importanti dell’economia, della cultura e dello spettacolo. Ma quel che piu’ colpisce sono i dirigenti politici, soprattutto quando gli stessi sono espressione di un territorio che fa riferimento ad una specifica squadra di calcio.

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Le partite di calcio con gli spettatori negli stadi hanno fatto il loro tempo

Se poi alcune citta’ hanno addirittura due squadre di calcio, e’ abituale che il politico locale -soprattutto Sindaco- si faccia vedere nelle occasioni in cui a giocare e’ la squadra piu’ radicata in quella citta’. Quindi, meglio le partite della Roma che non della Lazio, della Juventus che non del Torino, mentre sorgono dubbi per Milan/Inter e Genoa/Sampdoria perche’ -almeno stando alle attuali classifiche- sono grossomodo di pari merito. Fortunati, invece, quei politici con squadre uniche tipo Fiorentina, Napoli, Cagliari, Bologna, etc (1). Poi ci sono i casi anomali, tra cui ricordo
l’ex-Sindaco di Roma Walter Veltroni, che era tifoso della Juventus e che andava alle partite di calcio delle due squadre romane; oppure sempre l’ex-Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che era tifoso della Lazio da prima di diventare Sindaco e, probabilmente, non fece in tempo a convertirsi, cosi’ come invece fece per la sua fede religiosa.
Insomma, un Sindaco che si rispetti deve sempre mostrare di essere vicino ai suoi concittadini/amministrati, e lo fa presupponendo che una squadra di calcio sia la massima espressione di unita’ della propria citta’, dove anche le persone di opposte fedi politiche si ritrovano spesso insieme nella fede calcistica.
Il contesto in cui questa passerella si manifesta e’ quanto di piu’ torbido ci possa essere nel gia’ diffuso torbido della nostra societa’ civile, politica ed economica. I fatti dell’altro giorno a Roma, con tanto di code di indignazione e riprovazione, avvengono da decenni e decenni, e niente e’ stato fatto per impedirli. I risultati truccati delle partite sono abituali, con tanto di processi della cosiddetta “giustizia calcistica”, che nulla cambiano, tant’e’ che spesso le squadre sanzionate, ritornano in auge nelle serie da cui sono state retrocesse, grazie alla mafia del settore. Le societa’ che gestiscono le squadre talvolta falliscono, ma vengono risollevate dai Sindaci locali, che sembra lo facciano per il bene della propria citta’.
Non metto in dubbio che ci siano persone che sentono la passione per la partecipazione a questo sport, foss’anche solo per parlarne al bar o al circolo, ma non riesco a tapparmi orecchie e occhi per non vedere cosa e’ oggi questo sport nelle serie cadette. Ci sono fior fiore di circoli sportivi dove sono tante le persone che partecipano e fanno tornei locali o nazionali, ma quelle partite delle serie maggiori, con tanto di politici in prima fila, oltre a provocare quello a cui abbiamo assistito all’Olimpico di Roma l’altro giorno, mi danno disgusto civico. Istintivo rifiuto civico per attori e spettatori, tutti finti, che sanno di esser finti e adorati da persone pur consapevoli di questa finzione.
Ci vuole la riforma? Ma non prendiamoci in giro. Il problema esiste da decenni e decenni e nessuno vuole porvi rimedio, proprio perche’ e’ un fenomeno che se non avesse uno stuolo di ipocriti e truffatori, non sarebbe quello che e’, non avrebbe mercato e rilievo, ma diventerebbe “solo” sport.
Per concludere. Gli stadi dell’antico impero romano, con dentro leoni, schiavi e gladiatori, hanno fatto il loro tempo e non ci sono piu’ e nessuno si sognerebbe oggi di riproporli. Le corride spagnole hanno fatto anch’esse il loro tempo. E’ tempo di dire, quindi, che anche le partite di calcio con la partecipazione degli spettatori negli stadi, hanno fatto il loro tempo.

(1) chi scrive non segue lo sport del calcio e non tifa per nessuna squadra, per cui mi sono basato sull’attuale classifica della serie A e su fatti che, comunque, seguendo l’informazione in generale, e’ difficile ignorare.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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