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Befana, calze in aumento per un virus nelle piante di cioccolato

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Manca poco, l’Epifania ormai è alle porte: i genitori di tutta Italia si preoccupano di non deludere le aspettative dei propri bambini, ma quest’anno sarà ancora più difficile far convivere le festività con la crisi economica che imperversa. Diversi fattori, infatti, rendono difficoltosa una spesa serena e determinano un risparmio forzato anche nell’acquisto delle calze.
Il primo fattore è l’aumento del prezzo del cioccolato, elemento basilare dei doni della Befana. La produzione della materia prima è infatti scesa a causa di virus letali per le piante, motivo per cui sono saliti i prezzi. Si consideri che, alla Borsa di Londra delle materie prime, solo lo scorso ottobre il prezzo del cacao è salito a ben 1771 sterline a tonnellata, cioè al massimo da due anni a questa parte. E questo aumento del prodotto grezzo ovviamente non può che riflettersi sul prezzo di vendita di tavolette di cioccolata, praline e altri prodotti a base di cacao (dati Frankfurter Allgemeine).

A dimostrazione del grande periodo di difficoltà economica si consideri anche la contrazione dell’acquisto di dolciumi registrata nelle pasticcerie italiane. Con la crisi, infatti, gli italiani hanno tagliato del 10 per cento gli acquisti di dolciumi. Lo dice un’indagine Coldiretti basata sui dati Istat tra il 2007 e il 2012, che analizzano il cambiamento nelle abitudini delle persone a causa della crisi.

Insomma, non ci si sorprenderà se quest’anno la Befana porterà calze più magre. Ma quanto spenderanno gli italiani il sei gennaio per accontentare i bambini?
L’osservatorio prezzi Codici ha rilevato i costi che dovranno affrontare gli italiani, attraverso il monitoraggio di supermercati, forum di consumatori e testimonianze dirette dei cittadini, rilevando una minore propensione all’acquisto delle calze rispetto agli anni passati. Cominciamo dalle calze confezionate, che si trovano in tutti i supermercati: il prezzo, in media, si aggira intorno agli 8 euro, difficilmente si scende sotto i 7 euro, facilmente si sale di prezzo.

Ma se vogliamo risparmiare a tutti i costi e non siamo interessati a marche specifiche, nei discount si trovano calze confezionate anche a 4-5 euro. Il prezzo scende persino ad un euro per le calze vuote, che possono essere riempite con dolcetti fatti in casa o acquistati nei supermercati, ma comunque scelti da sé. Le calze vuote però non sempre permettono di risparmiare, perché ce ne sono di moltissime tipologie: da quelle delle squadre del cuore ai personaggi più noti e anche con giocattoli incorporati. I costi vanno dai 3 € sino ai 15 €.

Se, invece, scegliamo marche famose e calze piene più accessoriate, possiamo arrivare facilmente ai 25 euro. E se si ha più di un figlio la spesa aumenta esponenzialmente.

“Insomma, una famiglia italiana media con due figli per l’Epifania potrà spendere da un minimo di 16 euro a cifre più consistenti come 50/60 euro –
commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Il costo è indubbiamente rilevante per le tasche di consumatori vista l’attuale congiuntura economica. Noi consigliamo sempre ai cittadini di usufruire delle offerte e delle promozioni presenti negli esercizi commerciali, come anche degli eventuali sconti o riduzioni derivanti dalla vendita online”.

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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