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Bimbi: da oggi arrivano anche le Pappe surgelate

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Le pappe specifiche per lo svezzamento dei bambini da oggi sono anche in versione surgelata: una novità assoluta per il mercato italiano, presente a partire da settembre 2018 nel catalogo di Bofrost, la più importante azienda italiana della vendita a domicilio di alimenti sottozero. Sono le Happy Pappe, cinque specialità a base di ingredienti certificati e controllati, realizzate in partnership con Mamma M’Ama, la startup di tre mamme che hanno avuto successo con le loro pappe fresche, sane ed equilibrate, “come fatte in casa”.

 

«Le Happy Pappe sono un prodotto di eccellenza per lo svezzamento che non esisteva in Italia e che apre per Bofrost un nuovo mercato, quello degli alimenti per la prima infanzia – commenta l’amministratore delegato di Bofrost Gianluca Tesolin –. Le Happy Pappe sono la soluzione per i genitori che, pur essendo a corto di tempo o non sentendosi abili in cucina, vogliono offrire ai propri figli un’alternativa agli omogeneizzati industriali. Si tratta di pappe fresche realizzare con ingredienti biologici, certificati e controllati che vengono surgelate appena fatte. La surgelazione preserva inalterati tutti i principi nutritivi e mantiene la freschezza degli ingredienti praticamente intatta».

 

Nella scelta del partner per realizzare le pappe Bofrost ha fatto un’altra scelta innovativa, rivolgendosi a Mamma M’Ama, l’azienda fondata da tre mamme che hanno rivoluzionato il mercato degli alimenti per l’infanzia proponendo pappe fresche fatte con ingredienti bio certificati, tanta cura e sviluppate con un team di pediatri, nutrizionisti e naturopati.

 

«Siamo davvero molto orgogliose di aver stretto questo accordo con Bofrost, un’azienda con cui condividiamo la stessa mission: offrire prodotti di assoluta qualità per migliorare l’alimentazione dei nostri consumatori – dichiarano Erica Della Bianca, Sonia Matteoni e Sonia Litrico, le fondatrici e mamme di Mamma M’Ama–. Insieme abbiamo creato un nuovo prodotto, unico in Italia per continuare ad aiutare le mamme e i papà nel periodo delicato dello svezzamento. I genitori oggi si informano molto e sono in grado di riconoscere il grande valore dei surgelati in termine di conservazione dei principi nutritivi e di proprietà organolettiche: infatti ci è capito spesso che ci chiedessero la versione frozen delle nostre pappe. Grazie al nostro incontro con Bofrost, leader dei surgelati in Italia, ora possiamo finalmente accontentarli!».

 

Le ricette – Le Happy Pappe sono un pasto equilibrato pensato appositamente per i bambini dai 4 ai 36 mesi, cucinate seguendo i passaggi che, su indicazione pediatrica, ogni mamma compie nella cucina di casa, dalla selezione degli ingredienti, alla tecnica e ai tempi di cottura. Ricette casalinghe, cotte a vapore, senza sale e senza conservanti, controllate e bilanciate.

La produzione segue la normativa ADAP (Alimenti Destinati a un’Alimentazione Particolare) del Ministero della Salute italiano, che garantisce sicurezza e valori nutrizionali. Tutti gli ingredienti usati sono certificati biologici, idonei all’alimentazione per la prima infanzia, e sottoposti a un protocollo di controllo e analisi molto rigido.

Nel catalogo Bofrost ci sono cinque ricette a base di verdure, legumi, carne e pesce.

 

  • Crema di riso con verdure dell’orto, senza glutine, con zucchine, carote e finocchio coltivati in campo. Preparata con brodo vegetale, farina di riso e formaggio, ha una consistenza cremosa e rappresenta un pasto gustoso ed equilibrato.
  • Zuppetta d’orzo con piselli e verdure. Una pappa fonte di fibre, grazie all’orzo perlato, perfetta per far mangiare i legumi ai più piccoli. Il brodo vegetale a base di piselli, carote, zucchine, finocchio e biete, assieme ai piselli decorticati, completano la ricetta e rendono la pappa più gustosa. Preziosa fonte di Sali minerali, vitamine e proteine vegetali.
  • Crema ai cereali con vitellone e zucca. Una pappa ricca e completa per la presenza di carboidrati, proteine e verdure. Con brodo vegetale a base di zucca, carota e zucchine, farina ai cereali (riso, mais, semola di grano duro, orzo e avena) ricca di fibre e la carne magra e digeribile del vitellone.
  • Chicchi d’avena con storione bianco e zucchine. Una pappa completa pensata per far mangiare il pesce ai bambini. Lo storione bianco ha una carne molto magra e digeribile, senza spine e dalla morbida consistenza. Brodo vegetale, zucchine, carote, patate e biete, assieme all’avena, completano la pappa rendendola ricca di nutrienti.
  • Vellutata della Buonanotte. Una ricetta senza glutine, realizzata con verdure coltivate sul campo, in Italia. Preparata con brodo vegetale di carote, spinaci, patate e finocchio, farina di riso e di mais e tapioca, passato di verdure (patate, spinaci, zucchine e carote) e formaggio. Tutti ingredienti con un naturale effetto calmante che rendono questa pappa consigliata per la sera.

 

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Fatturazione a 28 giorni: fuorvianti le indicazioni dei gestori- protesta FEDERCONSUMATORI

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Fatturazione a 28 giorni: fuorvianti le indicazioni dei gestori sulle procedure per presentare richiesta di rimborso. Sulle modalità di restituzione dei giorni erosi bisogna attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato.

Siamo purtroppo costretti a tornare sulla nota vicenda della fatturazione a 28 giorni. L’ultimo capitolo di quella che è diventata un’odissea per gli utenti – che ormai da anni attendono compensazioni pecuniarie – si sta svolgendo proprio in queste settimane. Le compagnie telefoniche stanno, infatti, offrendo ai clienti soluzioni alternative al rimborso vero e proprio, come giga per la navigazione su internet, minuti di chiamate extra, voucher e altri servizi promozionali. Spetta pertanto all’utente scegliere, se vuole e in base alle proprie esigenze, l’opzione preferita, tenendo comunque presente che l’accettazione dell’offerta presentata dalla compagnia comporta la rinuncia a qualsiasi altra forma di rimborso, compensazione o restituzione dei giorni erosi

Nel caso in cui il cliente rifiuti l’offerta per ottenere il rimborso, alcuni gestori stanno comunicando la possibilità di presentare richiesta di restituzione dei giorni illegittimamente sottratti. A tale proposito precisiamo che si tratta di indicazioni quantomeno inesatte: l’irregolarità della fatturazione a 28 giorni è stata accertata, l’AGCOM ha sanzionato le compagnie e soprattutto ha deliberato che i rimborsi siano automatici. Da tale delibera scaturisce il ricorso delle compagnie al Consiglio di Stato, il cui pronunciamento, che definirà con certezza le modalità di restituzione, è previsto per il 4 luglio prossimo. E’ pertanto prematuro invitare gli utenti a seguire questa procedura, poiché in questo momento non è dato sapere come si esprimeranno i giudici e quindi quale sarà l’iter corretto da seguire.

Come Federconsumatori continuiamo a ritenere che i rimborsi debbano essere automatici e che sia ingiusto e inopportuno subordinare le compensazioni all’inoltro di una richiesta, poiché questa opzione finirebbe per indurre molti utenti a rinunciare al ristoro a cui hanno pienamente diritto.

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Obsolescenza Programmata, l’Italia sta per varare la legge. ADICONSUM – VIDEO

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Martedì 18 giugno 2019

Audizione di Adiconsum alla  X Commissione del Senato
sul ddl n. 615 per il contrasto all’obsolescenza programmata dei beni di consumo

Riguarda l’audizione in senato- VIDEO dal minuto 42″ Intervento di Luigi Gabriele – ADICONSUM

Audizioni nell’ambito del ddl n. 615 su obsolescenza programmata dei beni di consumo, di rappresentanti di: Cobat, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti – CNCU



Adiconsum esprime apprezzamento, sostiene e condivide le finalità del disegno di legge e propone alcune integrazioni per migliorare il testo per una maggiore tutela del consumatore
18 giugno 2019 – 
Con il termine di obsolescenza programmata si intende quell’escamotage adottato dai produttori/costruttori di costruire prodotti funzionanti per un periodo prefissato, al termine del quale il consumatore messo di fronte alla scelta se riparare il bene o acquistarlo nuovo, a volte si trova costretto a scegliere quest’ultima opzione. Di obsolescenza programmata si è cominciato a parlare in occasione dell’entrata in vigore della garanzia legale di conformità che insiste su tutti i beni di consumo e che dura 24 mesi. Molti prodotti elettrici o elettronici presentano infatti problematiche in corrispondenza proprio della fine del periodo di garanzia legale.Alcuni parlamentari hanno presentato un disegno di legge, il n. 615, per modificare il Codice del Consumo nella parte relativa alla garanzia dei beni di consumo ed hanno audito, in maniera informale, i rappresentanti del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, tra cui Adiconsum.In merito al ddl abbiamo espresso parere favorevole nel disciplinare con urgenza il fenomeno dell’obsolescenza programmata che arreca danni ai consumatori, ne sosteniamo e ne condividiamo le finalità e proponiamo le seguenti integrazioni/modifiche.In particolare:

·     
 all’art. 2 (sui diritti dei consumatori) e all’art. 4 (sugli obblighi generali) proponiamo di integrare le modifiche apportate dal ddl inserendo anche la data di inizio e fine produzione del prodotto

·      
all’art. 8, comma 4-bis (in materia di CNCU – Consiglio nazionale Consumatori e Utenti) proponiamo di inserire la possibilità per il Consiglio di svolgere l’attività di vigilanza e di controllo in merito alle tecniche di obsolescenza programmata, avvalendosi dell’ausilio delle Autorità proposte ai controlli (Guardia di Finanza, Agenzia, Dogane e Monopoli di Stato)

·      
all’art. 9 (sulle sanzioni) proponiamo di aggiungere il comma 3 specificando che gli importi derivanti dalle sanzioni vadano quali fondo di supporto al CNCU per le iniziative di vigilanza e controllo.
 Adiconsum condivide gli altri articoli del disegno di legge n. 615.

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RAI: SALVINI, TAGLIO MEGASTIPENDI E PRODUZIONI ESTERNE

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CODACONS: PRODUZIONE ESTERNE COSTANO ALLA RAI OLTRE 130 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, IL 24% DI TUTTI I COSTI DI PROGRAMMAZIONE

AZIENDA APPALTA ALL’ESTERNO ANCHE PROGRAMMI CON SEMPLICI INTERVISTE, NONOSTANTE DISPONGA DI OLTRE 13MILA DIPENDENTI INTERNI

Le produzioni televisive che la Rai affida all’esterno costano ogni anno 131 milioni di euro, il 24% dei costi complessivi di programmazione. Lo afferma il Codacons, commentando le dichiarazioni di Matteo Salvini che ha annunciato un taglio ai mega-stipendi e alle produzioni esterne.

In base agli ultimi dati disponibili comunicati dalla stessa azienda, il valore annuo delle produzioni affidate a società esterne, in regime di appalto totale o parziale, è pari a 131 milioni di euro e rappresenta circa il 24% dei costi complessivi di programmazione pari a 540 milioni.

La Rai spende per l’acquisto di format da altre società circa 75 milioni di euro, mentre 56 milioni di euro sono i costi per il reperimento delle risorse artistiche e di natura produttiva non compresi nell’appalto (conduzioni, studi, scenografia, ecc.) – spiega il Codacons – Il problema è che molti di questi format la Rai potrebbe comodamente realizzarli in proprio, ricorrendo agli oltre 13.000 dipendenti di cui dispone, considerato che spesso le produzioni acquistate all’esterno sono programmi con semplici interviste dietro una scrivania, come il caso di “Che tempo che fa”, trasmissioni per cui non serve certo un format.

“Si tratta di un vero e proprio sperpero di soldi pubblici, su cui già indaga la Corte dei Conti a seguito di esposto Codacons – afferma il presidente Carlo Rienzi – Pertanto non possiamo che appoggiare e sostenere la battaglia di Matteo Salvini, sperando che, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, non rimangano solo parole ma si trasformino in fatti concreti”.

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