Codici, in prima linea da sempre nelle battaglie contro la malasanità, oggi riporta la triste notizia di un bambino, Nicolas, che ha condotto una breve e travagliata esistenza, a causa di un taglio cesareo eseguito con grave ritardo. In seguito a ciò, è stato costretto ad uno stato vegetativo dalla nascita, a causa di un errore medico che il Tribunale di Reggio Calabria ha attribuito con una condanna, nell’ambito del procedimento per falso in atto pubblico pluriaggravato.

I genitori lamentano l’odissea in cui si sono trovati, abbandonati in ospedale al momento della nascita con un cesareo che non veniva eseguito, pur chiedendolo espressamente.

Codici tempo fa chiese che la sanità calabrese, fanalino di coda della sanità italiana, venisse commissariata perché i cittadini calabresi hanno il diritto di uscire dagli ospedali stando meglio, non peggio di quando sono entrati, o addirittura con danni irreversibili.

Codici, a tal proposito si era costituita parte civile nel processo “Mala Sanitas” di Reggio Calabria, contro una presunta rete di coperture degli errori sanitari nei reparti di Ginecologia e Ostetricia degli Ospedali Riuniti.

Ricordiamo che nel sud Italia, a parte i disservizi come nell’ultimo caso di Nola, è sempre più elevata la percentuale di danni arrecati ai cittadini, che per questi ultimi sono difficili da dimostrare. Non osiamo immaginare ora, se passerà alla Camera il Ddl sanità, dove l’onere della prova è completamente a carico del paziente.

Pertanto, chiediamo un intervento forte del Governo sulla sanità nel sud Italia in generale, e su quella calabrese in particolare.

Soprattutto perché questa sfiducia, spesso motivata, genera un “turismo sanitario interno” dal sud verso il nord del Paese, costringendo il paziente a pagare intervento e degenza, nonché i costi di permanenza dei parenti fuori sede.

Per le vostre segnalazioni potete scriverci e seguire la nostra Campagna “Indignamoci” sui casi di malasanità http://codici.org/indignamoci. html