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Blockchain in Italia, una realtà in movimento

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di Mattia Iannantuoni

Si è svolto a Milano il primo evento dedicato alla Blockchain (tra i partner CODICI Associazione consumatori). Protagonisti del panorama italiano hanno portato alla luce le applicazioni e i casi più interessanti dell’utilizzo di questa tecnologia sul nostro territorio

 

Blockchain è un termine che suona molto poco italiano. Ma a Milano, lo scorso 27 settembre, si è tenuto Blockchain NOW, primo evento dedicato alla tecnologia dietro le criptovalute, presentato all’interno del contesto innovativo della Disruptive Week. Negli ambienti di Cascina Merlata — ex area Expo — una fitta fila di speaker radunata da Innovability ha dipinto lo stato dell’arte di questa tecnologia che promette di rivoluzionare non solo la concezione della finanza, ma anche quella di tanti altri settori. Un terremoto innovativo che trova i suoi precedenti solo nella venuta del World Wide Web.

Di Blockchain abbiamo già parlato tanto: una rete di nodi che funziona come registro distribuito, aperto, partecipativo, trasparente ed inviolabile. Ideale per certificare e validare la proprietà e le transazioni di denaro, ma non solo: integrità del datotrasparenza tracciabilità sono tre elementi determinanti in diversi settori, dall’alimentare a quello dell’energia. Integrità, trasparenza e tracciabilità racchiudono l’essenza della tecnologia, “ma sulla Blockchain si deve costruire”. Così ha esordito Stefano Paluello, Blockchain technical manager di Shell. Come dire: un enorme potenziale da incanalare però in applicazioni che sortiscano un impatto diretto e misurabile sulla nostra vita.

Ecco allora quali sono le innovazioni più interessanti emerse durante l’evento.

Non solo cripto

Le aziende e le startup che si sono susseguite sul palco dell’evento hanno fatto risuonare la sala di tante suggestioni progettuali davvero innovative.

È per esempio il caso di EY, che ha portato in esame il progetto svolto in collaborazione con l’azienda vinicola pugliese Cantina Volponei dati di tutti i singoli passaggi della produzione di una bottiglia di vino sono registrati in digitale e iscritti sulla Blockchain, per poi essere portati al consumatore attraverso un semplice QR code in etichetta. L’intera storia del vino che beviamo, dal chicco d’uva al calice, sotto i nostri occhi.

“Diamo una visione trasparente, tracciabile e sostenibile al prodotto e alla sua intera supply chain” hanno spiegato Luca Grivet Foiaia e Giuseppe Perronedi EY. Un paradigma che risponde a quelle esigenze emerse negli ultimi anni in Italia, e che arma i produttori italiani della capacità di far conoscere e riconoscere la qualità genuina dei propri prodotti al di fuori di ogni possibile contraffazione. Una manna per la competitività italiana, ha suggerito Carlo Rossi Chauvenet, legale esperto in diritto vitinicolo.

E come l’alimentare, la moda. È Marco Forzani, Business Strategy & Development Director di Binda Italia, a delineare il parallelismo tra le due industry e a specificare come il valore di un sistema tracciabile e sicuro potrebbe creare enormi opportunità nel settore del lusso: “Basti pensare solo al mercato dell’usato di lusso e dell’after sale”.

La tracciabilità è un tema che presto prenderà il sopravvento anche nell’energia. Omar Imberti di Scame Parre ha fatto notare come “la persona che si preoccupa che la propria macchina elettrica non produca inquinamento e biossidi vorrà sapere se l’elettricità con cui la ricarica a casa sua non provenga a sua volta da centrali a carbone”. Ed è infatti Roberto Olivieri, presidente di ASSOESCo, a sottolineare come tracciabilità, interoperabilità e decentralizzazione saranno i tre elementi aggiunti di cui il settore energetico dovrà dotarsi nei prossimi anni per stare al passo con l’evoluzione della mobilità.

Decentralizzazione, ma anche disintermediazione. Come la necessità di regolare lo scambio di energia autoprodotta tra privati che hanno installato pannelli e mini turbine eoliche nelle proprie abitazioni — e qualche tentativo a tal proposito è già stato fatto. Ma non solo:

“Pensiamo al futuro: la mia auto elettrica, che si guida da sola, quando è quasi scarica prende e se ne va autonomamente a ricaricarsi. Trova una colonnina, vi si attacca e paga la ricarica direttamente dal proprio wallet. Tu che invece sei il proprietario della colonnina, non hai bisogno di sapere chi, cosa o perché: lo scambio è tutto lì [sulla blockchain], sicuro e visibile,” Nicola Vaccari, co-founder di Inbitcoin.

L’assenza di una terza parte, garante e validatrice, è un grosso cambiamento nella concezione delle transazioni umane.

La tecnologia Blockchain potrà avere un impatto sconvolgente anche sul turismo, per esempio: niente più bisogno di affidarsi ad entità che regolano le recensioni — TripAdvisor tra tutti — o le prenotazioni, in quanto tutto sarà sotto gli occhi di tutti.

Un altro settore che risentirà profondamente dell’innovazione della Blockchain sarà quello immobiliare. Negli USA, nella Cook County, è stata testata la tecnologia per il trasferimento di titoli immobiliari in modo totalmente disintermediato dalle PA, ma legale, certificato e riconosciuto. Un esperimento, a detta di Alessandro Dell’Orto di IBREA Milano, che trova motivo di esistere nel contesto americano. “Usiamo la Blockchain sempre solo dopo esserci chiesti perché. Negli States i contratti immobiliari sono gestibili tra privati e i registri immobiliari sono opzionali ma non obbligatori, e difatti è un mercato sempre esposto a frodi. Ed è qui che ha senso usare questa tecnologia.”

La tecnologia rischia sempre di essere applicata per moda, nelle prime fasi del suo sviluppo, ma non si dovrebbero mai perdere di vista i veri motivi che possano spingere ad applicarla. Quando si ragiona sulla Blockchain si deve guardare a quei contesti in cui è necessario innanzitutto tutelare il dato, o più in generale l’informazione. Può essere il caso della tutela delle proprietà intellettualiPatamu è la startup che mira a tutelare arte, musica, ma anche ricerca scientifica, concedendo uno spazio sicuro per i creativi che necessitino di mettere nero su bianco — oppure blocco su blocco — la firma sulle proprie creazioni.

Ma facendo il passo successivo, la salvaguardia dell’informazione può essere anche il caso dell’identità dell’essere umano. Si può pensare ad utilizzare la Blockchain per rendere sicura la nostra identità, in maniera dimostrabile; non solo si può pensare, ma ci si sta già muovendo in questo senso.

“Dematerializziamo asset come carta d’identità, patente, laurea, assicurazione, e li rendiamo accessibili sempre”. Si è presentato così Federico Squartini, COO di Spidchain, startup che ha già ricevuto 100.000 euro con il primo seed. Il loro obiettivo è rendere autentica e immediata la certificazione di chi siamo, permettendoci di trasferire in modo sicuro e trasparente le informazioni che entità digitali richiedono come chiavi di accesso ai loro servizi. Sollevando lo sguardo verso tematiche ancora più imponenti, lo stesso principio potrebbe aiutare a far valere l’identità della persona anche agli occhi di istituzioni locali, nazionali e globali. Non a caso, le Nazioni Unite stanno provando a sviluppare una soluzione simile per mettere ordine nella crisi migratoria, e in Europa Konfido è nata per rendere interoperabili i dati sanitari tra Paesi diversi.

Bitcoin: un panorama in evoluzione

La Blockchain ha acquisito rilevanza grazie all’affermarsi del Bitcoin e delle altre criptovalute, ed il panorama italiano non si dimostra completamente indifferente ad esse.

Nicola Vaccari di Inbitcoin ha parlato della grande “demo a cielo aperto, l’unica visibile dallo spazio” di un ecosistema basato sull’uso quotidiano e senza soluzione di continuità del Bitcoin. “A Rovereto abbiamo sviluppato il Bitcoin Valley, il Bitcoin della valle” ha detto, “Ci paghiamo gli stipendi dei nostri collaboratori, ci prendiamo le birre al bar, paghiamo i buoni pasto nelle scuole, la benzina… e le banche in questo non sono interpellate!”

Rovereto rappresenta una cittadina che ha imparato a masticare criptovalute grazie alla contaminazione data dalla vicinanza con la società di Vaccari e tutti i suoi Bitcoiners, e che si è dimostrata ben disposta ad accettarli come medium di transazioni e scambio di servizi. InBitcoin a sua volta ha incoraggiato la diffusione della nuova valuta grazie a servizi che permettano di passare con piena immediatezza da euro a Bitcoin e viceversa, e ad un’attenta opera di evangelizzazione. “I nostri clienti sanno bene cosa c’è dietro, sono ben informati. Gianpaolo del bar ha ben capito cosa vuol dire Bitcoin: ne ha addirittura incentivato l’uso ai suoi stessi clienti, applicando lo sconto a chi decide di pagare con i token. Li vuole tutti lui!” ha aggiunto Vaccari, avvertendo che “non è possibile fare tutto questo in una grossa metropoli. Rovereto è piccola. Serve fiducia per questo passaggio. Fiducia e informazione.”

Due parole che rimandano al cuore stesso della tecnologia e di quel che permette.

E sempre Bitcoin è al centro del progetto Helperbit, startup che propone una piattaforma di gestione assicurativa e di intervento per le calamità naturali, come i terremoti. Un sistema, il loro, che consente di dotarsi di una soluzione smart per assicurare i danni alle proprietà e garantire trasparenza nella gestione delle donazioni — in Bitcoin o in criptovalute alternative — a seguito di disastri. Un’idea “nata dagli scandali internazionali, come quello dei 500 milioni spariti della Croce Rossa ad Haiti, e nazionali, da L’Aquila alla recentissima vicenda di Amatrice,” ha spiegato il COO Davide Menegaldo. “Noi sfruttiamo la velocità e la trasparenza totale della Blockchain unitamente all’azione dei sistemi locali, per consentire un corretto utilizzo degli aiuti raccolti in situazioni di estrema difficoltà”. Alla faccia di chi demonizza la criptovaluta come la moneta esclusiva del dark web, verrebbe da pensare.

L’Italia a blocchi

Quel che è chiaro è che in Italia si sa bene dove e come applicare la tecnologia, e diverse sono le entità che si stanno concentrando su di essa. D’altronde, i settori importanti del business del nostro Paese hanno dato prova di essere terreni fertili per la creazione di applicazioni ed iniziative del mondo della catena dei blocchi, che esprime il suo pieno valore laddove trasparenza, tracciabilità ed integrità delle informazioni creano valore aggiunto alla competitività delle imprese. Ed è questo il grosso motore che, secondo Francesco Iarlori, Managing Director di BizDev & Strategy ed esperto di lunga memoria delle tecnologie disruptive, porterà ad un investimento sempre maggiore nella Blockchain. “Perché il mercato la vuole, e la tecnologia si svilupperà in accordo con esso”.

Quali altri sviluppi e casi di questa tecnologia dirompente vedremo in Italia e all’estero? Solo il tempo ce lo dirà. Per il momento, però, iniziative importanti come Blockchain NOW e simili eventi divulgativi ci consentiranno di sbirciare sul futuro in cui presto, molto presto, ci ritroveremo a vivere.


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Truffa posti di lavoro in BNL. E’ ancora possibile costituirsi parte civile

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Codici: Truffa posti di lavoro in BNL

E’ ancora possibile chiedere la restituzione delle somme
costituendosi parte civile

L’ultima udienza per la truffa delle false assunzioni alla BNL si è conclusa con un rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Il processo inizierà il 21 febbraio. 

Codici, impegnata in prima linea nella difesa delle parti coinvolte, esprime grande soddisfazione e invita tutti coloro che vogliano chiedere la restituzione delle somme a costituirsi parte civile.

La vicenda è quella che ha coinvolto migliaia di giovani che, illusi dalla falsa promessa di un lavoro in Bnl, sono stati raggirati e truffati. 

Un inganno milionario realizzato facendo leva sulle condizioni di necessità in cui versavano i ragazzi in cerca di lavoro, una vera e propria associazione criminale che prima adescava i ragazzi con promesse di lavoro illusorie e successivamente li raggirava convincendoli a pagare ingenti somme di denaro per affrontare con successo le dure prove di ammissione e ottenere finalmente l’agognato lavoro in BNL
Un sistema criminale organizzato magistralmente che si avvaleva di alcune strutture dell’istituto di credito interessato e di diversi hotel di lusso in centro per l’organizzazione dei falsi test di selezione e colloqui.
L’organizzazione aveva messo in atto una serie di raggiri particolarmente convincenti, che consistevano nell’organizzazione di finte procedure di selezione del personale svolte, in orari d’ufficio, anche all’interno della sede centrale della banca BNL, in un’ apposita sala ove i candidati, dopo aver fornito il proprio nominativo alle receptionist della banca BNL, venivano accolti e, dopo aver verificato i loro nomi all’interno di un’apposita lista, venivano indirizzati ai colloqui dalle stesse receptionist della BNL. E per agevolare queste dure selezioni ai ragazzi veniva chiesto  un “investimento” per il futuro, così molti di loro hanno pagato migliaia di euro per un posto di lavoro che sembrava garantito. 

Codici dopo numerose segnalazioni da parte dei ragazzi, ha fatto emergere il raggiro e ha promosso un’azione collettiva, costituendosi nel processo con l’assistenza dei legali dell’Associazione affinché chi ha ordito questa truffa ne paghi le conseguenze e chi ha subito questo raggiro possa, finalmente, ottenere giustizia.

Codici, fin dall’inizio schierata dalla parte di questi ragazzi caduti nella trappola illusoria del lavoro facile, esprime soddisfazione per il rinvio a giudizio e invita tutti coloro che ancora non lo hanno fatto a farsi avanti per costituirsi parte civile.

Ricordiamo che la data ultima è quella del 21 febbraio, data di inizio del processo.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Associazione Codici al numero 06.5571996 o all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.

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Nasce ATLANTICO, un quotidiano on-line e rivista di matrice Liberale

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Un quotidiano online e insieme una rivista cartacea trimestrale. Focus su politica interna, politica economica e politica internazionale: con un rigoroso approccio occidentale e pro-mercato.

Dal 26 parte l’edizione online: fruibile attraverso il sito Internet, come newsletter (a diffusione vastissima!), e naturalmente sui social media.

Il giorno dopo, sabato 27 alle 18, si presenta il primo numero della rivista cartacea a Milano, presso la Libreria Cultora. In questo numero d’esordio, abbiamo chiesto a trenta personalità le loro attese per il 2018, per l’attività delle nuove Camere e del nuovo Governo, tra speranza e disincanto…

Hanno scritto per noi per il primo numero: Gianmarco Pondrano Altavilla, Marco Bassini, Andrea Bernaudo, Luca Bertoletti, Anna Bono, Emanuele Canegrati, Gabriele Carrer, Federico Cartelli, Alfonso Celotto, Luigi Di Gregorio, Lucio Dicorato, Marco Faraci, Luigi Gabriele, Mirko Giordani, Francesco Giubilei, Michele Guerriero, Massimiliano Longo, Stefano Magni, Lorenzo Montanari, Pietro Paganini, Bepi Pezzulli, Enrico Salvatori, Paolo Savona, Jan Sawicki, Adriano Angelini Sut, Giacomo Tamborini, Rocco Todero, Francesco Vatalaro, Marco Zannini, Simone Zuccarelli, Giampiero Zurlo.

 

Mi permetto di ringraziarli ad uno ad uno. E di invitare tanti altri amici a prepararsi a scrivere per il quotidiano online a partire dal primo numero, il 26 prossimo!

Speriamo di costruire un luogo utile per tanti, non solo per chi già segue le attività culturali di New Direction Italia o di altri think-tank o centri-studi. E’ uno spazio aperto, a disposizione di chi vorrà farne tesoro.

L’editore è Francesco Giubilei. La direzione editoriale, insieme con me, è di Federico Punzi e Daniele Dell’Orco. 

Seguite Atlantico, partecipate, e chi vuole si proponga per scrivere. Questa stessa newsletter, come anticipato due settimane fa, confluirà nella nuova iniziativa editoriale dal 26 gennaio.

 

Qui il link alla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/atlanticoquotidiano/

Daniele Capezzone

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Rc Auto storico incontro tra IVASS, Antitrust e Consumatori. Stop alla clausole che limitano i risarcimenti

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Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino

Importante incontro tenutosi il 15 gennaio a Roma tra le Associazioni dei Consumatori, l’Ivass e l’Antitrust

Come ad esempio proposto all’Ivass da Luigi Gabriele di Codici, che propone la tecnologia blockchain nel settore assicurativo, al fine di introdurre un sistema informativo integrato del settore che permetta di certificare l’intera filiera e di azzerare truffe a raggiri.

Dall’incontro svoltosi ieri tra associazioni dei consumatori e autorità di settore è emersa l’univoca e assoluta contrarietà a clausole vessatorie in RC Auto e nelle garanzie collegate, a fronte del proliferare di clausole che limitano i risarcimenti nell’RC Auto e nelle garanzie accessorie (grandine, vandalici e kasco) in cambio di sconti sulle polizze.

Le associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino chiedono con forza un intervento affinché sia abbandonata la prassi di alcune compagnie di assicurazione di inserire le clausole limitative del diritto al risarcimento integrale o all’indennizzo dovuto e che le autorità vigilanti intervengano in tempi stretti con ogni opportuno strumento sanzionatorio oltre che attraverso pubbliche comunicazioni che abbiano un effetto di moral suasion, nei confronti delle imprese assicurative al fine di rimuovere dalla contrattualistica simili illegittime previsioni.

Si tratta di clausole illegittime perché in contrasto con il Codice del consumo (che all’ art.33 n. 2  lettera T vieta limitazioni al diritto di contrarre con terzi) e con la legge Concorrenza che ha ribadito il diritto del danneggiato ad ottenere l’integrale risarcimento del danno. I consumatori hanno chiesto alle autorità di vigilare e di intervenire affinché venga rispettato il Codice del consumo e hanno proposto interventi per portare maggiore trasparenza nei rapporti tra consumatori e imprese, riequilibrando le asimmetrie informative.

Nel contempo, le associazioni hanno comunicato la conclusione del tavolo tra Ania e Consumatori per la condivisione delle linee guida sulla trasparenza dei contratti assicurativi: un importante lavoro che costituisce un primo passo verso la concreta attuazione dei principi di trasparenza e di chiarezza nei contratti assicurativi.

Le associazioni chiedono inoltre, ai Ministeri per lo Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti che vengano quanto prima emanate le regole necessarie per rendere l’installazione delle scatole nere indipendente dalle assicurazioni, operando affinché i dati siano effettivamente nella disponibilità del consumatore, anche mediante l’introduzione di garanzia di terzietà su tutta la filiera, con l’utilizzo di tecnologie affidabili che possano prevedere anche sistemi di security cam.

In occasione dell’incontro, i Consumatori hanno anche annunciato l’attivazione a breve, con associazioni dei riparatori e l’associazione delle imprese assicuratrici, del tavolo previsto all’art.10 della legge Concorrenza per la condivisione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte dei veicoli.

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