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Consumatori

Bollette, controllati 140 venditori. Il 50% delle fatture gas è stimato, il 16% quelle dell’energia

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Con l’approvazione del resoconto finale l’Autorità ha concluso l’indagine conoscitiva in materia di fatturazione delle forniture di energia elettrica e di gas ai clienti di piccole dimensioni della tutela e del mercato libero, svolta attraverso una rilevazione di dati da 140 venditori e lo svolgimento di attività ispettive. I risultati dell’elaborazione dei dati, riferiti al 2013 e già in parte anticipati e alla base del documento di consultazione dell’agosto scorso che ha presentato soluzioni di miglioramento per la fatturazione, hanno evidenziato in primo luogo la complessità dei due settori, dovuta all’elevato numero di operatori esistenti (in particolare distributori e venditori) e alle loro necessarie e articolate interazioni.

Le criticità emerse sono state già affrontate con diverse iniziative di regolazione attivate dall’Autorità fin dallo stesso 2013, i cui effetti si stanno ora dispiegando, a cui seguono ora nuovi interventi. In particolare con il citato documento di consultazione 405/2015/R/com dell’agosto scorso l’Autorità ha introdotto ulteriori proposte per superare le problematiche ancora presenti, per  bollette sempre più basate su consumi effettivi. Nel dettaglio sono previsti nuovi obblighi di lettura, incentivi all’utilizzo dell’autolettura, l’incremento della periodicità di invio delle bollette e indennizzi automatici per ritardi, il divieto di fatture “miste”, cioè con dati effettivi e stimati, nel caso di scelta di fatturazione mensile, oltre che tempi certi per le bollette di chiusura in caso di cambio fornitore, voltura o disattivazione. Parallelamente all’indagine sono state effettuate dall’Autorità, con la collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza[1], verifiche ispettive nei confronti dei venditori, finalizzate al controllo del rispetto della regolazione e all’acquisizione di ulteriori elementi informativi.

Tra le principali risultanze del resoconto emerge come al 2013 nel settore elettrico i contatori non telegestiti siano ancora il 2% del totale (circa 750 mila) e per il 4% di quelli telegestiti si registrino insuccessi nella telelettura. Per il settore gas il processo di installazione dei contatori elettronici è appena agli inizi, meno dell’1% del totale. Si registrano poi ritardi nella messa a disposizione delle letture (nel settore elettrico il 2,7% dei dati non perviene ai venditori entro i termini previsti dalla regolazione, il 28,1% nel gas) ed era ancora alto il ricorso a stime dei consumi da parte dei distributori (il 5,3% delle misure nell’elettrico, il 16,9% nel gas). Nel complesso nel settore elettrico sono l’11% le fatture stimate e il 9% quelle miste (con consumi effettivi e con stime). In particolare la percentuale di fatture stimate o miste è del 15,4% nella maggior tutela e del 31,4% nel mercato libero. Il 14% delle fatture per i clienti domestici elettrici presenta conguagli, il 16% stime di coda. Per quanto riguarda il gas, oltre la metà delle fatture presenta consumi stimati, mentre il 27,2% contiene conguagli. Da evidenziare nel settore gas un comportamento attivo dei consumatori, dove quasi la metà dei clienti effettua autoletture volontarie. Comportamento che  sopperisce alla sostanziale assenza di misuratori elettronici e alla diffusa presenza di misuratori collocati all’interno dei fabbricati, pertanto non accessibili in assenza dei titolari o di altre persone autorizzate.

Per quanto riguarda i ritardi di comunicazione delle misure, l’introduzione da parte dell’Autorità dei nuovi standard di comunicazione tra operatori  (delibera 65/2012/R/eel) e l’implementazione del Sistema Informativo Integrato sta consentendo il miglioramento della situazione nel settore elettrico; ulteriori miglioramenti sono attesi dall’implementazione del Codice di rete tipo per il trasporto di energia elettrica, approvato con la delibera 268/2015/R/eel, specie per quanto riguarda l’applicazione di un sistema di indennizzi automatici in riferimento sia al ritardo, sia alla qualità dei dati di misura messi a disposizione dai distributori. Nel settore gas stanno entrando in vigore le modifiche previste dalla riforma della misura gas (deliberazione 117/2015/R/gas), che riguardano tra l’altro la frequenza delle letture, la loro messa a disposizione e la gestione delle autoletture.

Un primo indice dell’evoluzione del fenomeno ‘fatturazione’ dal 2013 ad oggi può essere il numero dei reclami relativi a questa tematica ricevuti dallo Sportello per il consumatore dell’Autorità. Pur in una tendenza di generale contrazione delle segnalazioni, nel corso del 2014 e nei primi sei mesi del 2105 il numero di reclami sulla fatturazione risulta in costante diminuzione, con un calo del 27% circa tra quelli registrati nel 1° trimestre 2014 (4.617) e quelli del 2° trimestre 2015 (3.379).
La deliberazione 440/2015/E/com di chiusura dell’indagine e di approvazione del resoconto è disponibile sul sito www.autorita.energia.it

[1] Oggi ‘Nucleo Speciale per l’Energia e il Sistema Idrico’ della Guardia di Finanza

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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